Cronaca 

Gli amici di Ponte Carrega criticarono la scelta del relatore per la Giornata del Ricordo, querelato il presidente

La nota dell’associazione: «A seguito del nostro intervento, privo di ogni contenuto e volontà diffamatorie, e degli analoghi interventi presentati da altre associazioni come l’Anpi, a fronte della decisione di ritirare il patrocinio da parte di Gau e Coop Liguria e a seguito di numerose rimostranze e interrogazioni presentate da alcune forze politiche nelle sedi istituzionali dei Municipi Media Val Bisagno, del Consiglio Comunale di Genova e del Consiglio Regionale della Liguria, l’originario relatore è stato sostituito». La manifestazione era rivolta alle scuole

Nella giornata odierna il presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega è comparso davanti ai Carabinieri della Stazione di Molassana in qualità dì indagato per rispondere all’interrogatorio delegato dalla Procura della Repubblica di Genova dal Pubblico Ministero incaricato delle indagini per i reati di cui all’articolo.

«Abbiamo appreso con sorpresa resistenza di una denuncia penale nei nostri confronti per diffamazione a mezzo stampa presentata dal signor Giulio Benvenuti per una nostra lettera, indirizzata al Comune di Genova – Muncipio IV Media Val Bisagno, poi pubblicata sul nostro sito internet e sulla pagina Facebook dell’Associazione – dicono all’associazione stessa -. Il querelante sarebbe dovuto intervenire davanti alle scuole del territorio in qualità di relatore, in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo dello scorso 10 febbraio. La lettera criticava l’opportunità di fare intervenire davanti alle scolaresche del territorio un relatore che, secondo fonti verifìcate di stampa, aveva, di sua spontanea iniziativa, caricato e pubblicato sul proprio profilo Facebook un’immagine in fornmato banner con il logo e i colori di Casa Pound, palesando pertanto una sua vicinanza a quella realtà. Considerato ciò, e considerata la delicatezza di un tema che va affrontato con rigore storico e senza revisionismi e strumentalizzazioni, abbiamo quindi chiesto al Comune di Genova – Municipio IV Media Val Bisagno di ritirare il proprio patrocinio all’iniziativa, come già precedentemente fatto, per gli stessi motivi di opportunità, dagli altri due enti patrocinatori dell’evento (Associazione GAU e COOP Liguria) e di valutare con maggiore attenzione la scelta di prossimi futuri relatori».

«A seguito del nostro intervento, privo di ogni contenuto e volontà diffamatorie, e degli analoghi interventi presentati da altre associazioni come l’Anpi, a fronte della decisione di ritirare il patrocinio da parte di Gau e Coop Liguria e a seguito di numerose rimostranze e interrogazioni presentate da alcune forze politiche nelle sedi istituzionali dei Municipi Media Val Bisagno, del Consiglio Comunale di Genova e del Consiglio Regionale della Liguria – proseguono agli amici di Ponte Carrega -, l’originario relatore è stato sostituito nel suo ruoto di oratore davanti alle scuole del territorio. Va specificato che le fonti di stampa che abbiamo citato sono numerose e ricorrenti e che sono di dominio pubblico fin dal febbraio 2023, quando il querelante fu invitato, in una veste analoga, nel Municipio Levante. La nostra Associazione, che da anni si pone come soggetto attivo nel dibattito pubblico cittadino e svolge attività con finalità sodali e culturali con al centro il territorio della Media Val Bisagno, con particolare attenzione alla collaborazione con la scuole e le istituzioni, ha pertanto esercitato nel rispetto del proprio ruoto sociale e delle proprie funzioni associative, in ottemperanza agli scopi prefissati dal proprio Statuto, un legittimo diritto di critica nei confronti della scelta del Comune dì Genova – Municipio IV Media Val Bisagno. Diritto di critica ancora più comprovato da notizie pubblicate sul principali quotidiani locali, mai smentite pubblicamente e ai quali non è stata chiesta alcuna rettifica dal diretto Interessato. Siamo rimasti sorpresi dalle tempistiche e dalla modalità con cui è stata presentata questa denuncia, con la quale si contesta un nostro legittimo diritto di critica esercitato nel pieno rispetto delle nostre finalità sociali, del principio di continenza e di verità dei fatti narrati e colpisce ancora di più il fatto di essere stati gli unici a essere chiamati a rispondere di questo tentativo di delegittimazione. Poiché crediamo e rispettiamo la Giustizia e il lavoro della Magistratura, abbiamo risposto alla convocazione del pm con serenità, convinti che il nostro agire è stato corretto e fiduciosi in una conclusione per noi positiva di questa vicenda. Nonostante ciò, continueremo a vigilare sul nostro territorio come abbiamo sempre fatto insieme alle altre associazioni che hanno a cuore i comuni valori espressi dalla nostra Costituzione».

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