Giardini Govi, progetto di campi da padel da vendere a privati. Presidio di protesta e di proposta del centrosinistra

Appuntamento domenica 20 ottobre, dalle 15:30 proprio ai giardini. Gli organizzatori sul progetto presentato dalla presidente del Municipio Levante Anna Palmieri: «Pensare di vendere anche solo che 2 campi da gioco di padel a privati ci pare sorprendente e inaccettabile»

«Senza alcun percorso partecipativo, né tra le associazioni e le persone che frequentano i Giardini Govi, né tra le forze politiche, la Giunta del Municipio VIII Medio Levante di Genova ha presentato – e poi nascosto – un progetto di privatizzazione almeno parziale dell’area pubblica dei Giardini, consistente in particolare nella vendita a privati di 2 campi da padel – si legge sull’evento Facebook -. Nel corso delle scorse decadi associazioni e singoli si erano impegnati per la rigenerazione dei Giardini, anche proponendo e presentando alle Istituzioni progetti di ridisegno delle aree, a partire da un nuovo skatepark, un’area calisthenics ed una pista di pattinaggio riperimetrata. Questo impegno e questi lavori sono stati gettati nel cestino, evidentemente.
L’idea di rendere fruibili alla cittadinanza, liberamente e senza pegno alcuno, le aree sovrastanti i depuratori lungo la costa genovese fu una intuizione geniale e nel segno di una Città che crede nell’utilizzo libero degli Spazi Pubblici. Non abbiamo intenzione di fare nessun passo indietro su questo fronte».

«In particolare – proseguono gli organizzatori – i Giardini Govi sono oggi frequentati da tantissime persone, non solo del Quartiere della Foce ma di tutta la città, perché sono un grande spazio all’aperto e sul mare – e che vista!- , libero, capace di offrire spazi per il pattinaggio, lo skateboard, il gioco libero, adatto quindi sia a bambine e bambine, ragazze e ragazzi, genitori e nonni, così come a chiunque cerchi un posto bello dove trascorrere ore libere. Pensare di vendere, anche solo che 2 campi da gioco di padel, a privati ci pare sorprendente ed inaccettabile. A quale “prezzo” – sociale, comunitario, politico – si vendono i campi? Con quale finalità li si vende? E ancora: è possibile davvero farlo? Vi è la certezza giuridica? Abbiamo tante certezze, politiche, sociali, comunitarie, e le esporremo. Abbiamo tante domande e dubbi: nelle sedi competenti e sui social tutto è stato cancellato, negato, oscurato. Scendiamo allora in strada e accendiamo un faro sui Giardini Govi!».
«Alcuni skater-architetti – spiega Edoardo Marangoni, segretario del circolo Pd della Foce – avevano presentato un progetto nel 2021-2022 all’ex presidente del municipio Medio Levante Francesco Vesco, che però non è stato portato avanti a causa della fine del mandato. Il progetto prevedeva, tra le altre cose, la creazione di un grande skatepark di circa 1600 metri quadri, oltre a una sezione per il calisthenics e il rifacimento di una pista di pattinaggio. Successivamente, la nuova amministrazione del Municipio, guidata da Anna Palmieri, ha proposto un progetto alternativo che non coinvolgeva gli autori del precedente, suscitando delirio. Il nuovo progetto, presentato durante l’estate, includeva due campi da paddle, destinati alla vendita per recuperare parte dei 3 milioni di euro stimati per la riqualificazione». Questo ha suscitato critiche, soprattutto riguardo alla privatizzazione e alla gestione del progetto.
Marangoni sottolinea le preoccupazioni dei cittadini riguardo alla possibile privatizzazione di una piazza sul mare, attualmente uno spazio pubblico libero e frequentato da skater e altri abitanti. Si teme che nuovi progetti, come l’installazione di campi da paddle e spogliatoi, consentano l’accesso gratuito e trasformare la piazza in un’area commerciale, contraddicendo l’idea di rigenerazione urbana che ha reso la zona vivibile negli anni ’90 .
«I cittadini ritengono inaccettabile che uno spazio pubblico venga privatizzato, temendo che si arrivi a dover pagare per accedere alla piazza – spiega il segretario Pd -. La privatizzazione non porterà vantaggi economici significativi, ma anzi sembra uno spreco di risorse».
In risposta, è stato organizzato un evento di protesta per domenica 20 ottobre, simile a quella contro il Waterfront Mall, per proporre soluzioni alternative: migliorare l’area con spazi multifunzionali per diversi sport, come il calisthenics e il pattinaggio, senza snaturare la natura pubblica del luogo.


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