Oggi a Genova 

Bassetti a Studio Aperto contro gli agenti, il Sulpl: «Usa la propria notorietà per fomentare odio e disprezzo verso una categoria che rischia la vita in strada ogni giorno»

Nonostante le bordate degli utenti social, da cui sono arrivate forti critiche nei suoi confronti, nonostante l’editoriale di Gramellini sul Corriere della Sera, dopo la pace fatta in diretta Tv con l’assessore alla Sicurezza Gambino (che lo aveva aspramente criticato chiarendo la vicenda) durata però poche ore prima che il medico rilanciasse le accuse su Instagram, Bassetti è comparso in Tv, rincarando la dose. Il sindacato di Polizia Locale: «Esternazioni di chi, dall’alto del suo piedistallo, grazie alla visibilità acquisita durante la pandemia, pensa di poter attaccare gratuitamente e in modo superficiale una categoria che ogni giorno, subisce aggressioni anche gravi, per contenere la delinquenza dilagante e contribuire validamente alla sicurezza delle nostre città e anche di cittadini irriconoscenti come lui»

La nota è diffusa dal Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) è firmata da Miriam Palumbo della segreteria nazionale del sindacato.


«Vi racconto una breve storia triste, quella dell’infettivologo Matteo Bassetti – scrive Palumbo -. Durante la pandemia in tanti pendevano dalle sue labbra, ma si sa, scivolare è un attimo. E da questo scivolone sarà difficile rialzarsi, a meno che, facendosi un bagno di umiltà, il Prof. Bassetti non decida di fare l’ennesimo post o una missiva al Comando della PL di Genova, questa volta di scuse, per aver ingiustamente tentato di ridicolizzare e screditare l’immagine e la professionalità della Polizia Locale di Genova in particolare e della Categoria in generale».

«La breve storia triste inizia il 3 ottobre scorso – si legge ancora nella nota -, quando il Prof. Bassetti è stato sanzionato per la musica troppo alta proveniente dal suo appartamento. È stato lui stesso a renderlo noto con un reel pubblicato su Instagram. “Mi è stato fatto un ammonimento perché alle 23:30 festeggiavo il compleanno di mio figlio di 16 anni a casa. Questa è Genova, questa è l’Italia”. A suo dire la musica era leggerissima, come una nota canzone… E aggiunge “La sensazione è che si sa essere deboli coi forti, ma molto forti con i deboli, e questa non è la città in cui vorrei vivere” Quindi assume un atteggiamento vittimistico, motivo per cui si sarebbe auto collocato tra i deboli della società e tra le righe insinua che i Colleghi sarebbero poco coraggiosi e avvezzi ad essere deboli con i forti. Sono chiaramente esternazioni di chi dall’alto del suo piedistallo, grazie alla visibilità acquisita durante la pandemia, pensa di poter attaccare gratuitamente e in modo superficiale una categoria di lavoratori e lavoratrici che ogni giorno, rischiano la propria vita e subiscono aggressioni anche gravi, proprio per contenere la delinquenza dilagante e contribuire validamente alla sicurezza delle nostre città e anche di cittadini irriconoscenti come Bassetti. Tra l’altro, proprio la Polizia Locale di Genova è tra i fiori all’occhiello della Polizia Locale Italiana. Quasi quotidianamente i colleghi si distinguono in operazioni importanti antidroga e di sicurezza».

«L’operato dei colleghi è indiscutibile – prosegue Palumbo -. Hanno solo fatto il loro dovere, con umiltà e senso del dovere.
E sicuramente, per dissiparle ogni dubbio, se la chiamata invece di arrivare da casa del professor Bassetti fosse arrivata da un quartiere meno tranquillo, sarebbero intervenuti ugualmente, ci lavorano ogni giorno, senza paura. Massimo Gramellini ha probabilmente colto nel segno, titolando ironicamente il suo editoriale sul Corriere della Sera “Istinti Bassetti”, anche se il Professore non ha gradito».

«Il Prof. Bassetti ironizza ancora dicendo “Al posto della pistola, avranno il fonometro d’ordinanza…le grigliate sul balcone e il rumore sono davvero i più grandi problemi di sicurezza a Genova” – aggiunge il Sulpl -. E ieri a Studio Aperto un altro affondo, accusando i colleghi di aver assunto un atteggiamento militaresco. Probabilmente per il Prof. Bassetti i colleghi non avrebbero dovuto dare seguito alla segnalazione pervenuta (si chiama omissione…) o trovandosi dinanzi al Professore si sarebbero dovuti tappare le orecchie e fingersi sordi. E invece hanno scelto semplicemente di adempiere al loro Dovere! Ma guarda un pò che cosa strana in questo mondo al contrario! Ill.mo Prof. Bassetti, non serve cambiare città, basta semplicemente rispettare le regole, come tutti i comuni mortali e ammettere di aver sbagliato. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Un personaggio pubblico del suo livello, con un pizzico di umiltà potrebbe insegnare che chiedere scusa si può e si deve. Così potrebbe essere d’esempio per tutti i suoi followers e non solo. Svilire, ridicolizzare, sminuire l’operato di chi ogni giorno rischia su quelle strade è ingiusto e per nulla lodevole. Bisogna sempre pensare alle conseguenze. Fomentare odio e disprezzo verso una categoria che pur senza gli stessi strumenti, diritti e tutele delle altre Forze di Polizia ad ordinamento statale, ogni giorno dà il massimo per tutelare la sicurezza urbana, utilizzando i social e la propria notorietà, non le rende onore. Eppure la sua categoria, al pari della nostra, vive momenti difficili, soprattutto in termini di aggressioni. Ci pensi Prof. Bassetti, ha l’intelligenza per mettere la parola fine in modo decoroso a questa breve storia triste».

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