La morte dell’operaio nel cantiere del Parco del Ponte, i sindacati puntano il dito contro i subappalti

Terminato il periodo di osservazione per morte encefalica, Marco Ricci, ieri sera, è stato dichiarato ufficialmente morto. Ne dà notizia la direzione sanitaria dell’Ospedale Policlinico San Martino. Marco Ricci, 39 anni, originario di Roma, ma residente da tempo a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, aveva frequentato l’Istituto d’arte (oggi liceo artistico Enzo Rossi) nella capitale ed era un grande tifoso della squadra della Roma

Il 3 ottobre scorso è precipitato nella tromba dell’ascensore mentre con un collega trasportava una grata. Lui camminava all’indietro ed è finito sulle assi che avrebbero dovuto impedire di cadere nel vuoto, ma queste si sono spostate o rotte e lui è precipitato per 13 metri. È stato soccorso in arresto cardiaco, rianimato e portato al San Martino dove, però, ieri è deceduto.
Su quanto è accaduto la procura ha aperto un’inchiesta.

I sindacati rilanciano una vola di più il tema della sicurezza e puntano il dito contro la selva di subappalti dei lavori.
«Il drammatico infortunio sul lavoro che ha coinvolto un operaio presso il cantiere sotto ponte San Giorgio deve riportarci ancora, certamente, alla necessità di intervenire per rinforzare gli organici degli ispettori ed aumentare la frequenza dei controlli nei cantieri per prevenire gli infortuni e garantire la regolare applicazione delle norme sulla sicurezza. Dobbiamo però sottolineare come il drammatico infortunio riguardi un lavoratore di una azienda in appalto edile, l’ennesimo caso, che richiama a quanto la liberalizzazione del sistema degli appalti e dei subappalti voluta dall’attuale governo in particolare nel settore edile, sia costante fonte di irregolarità, precarietà, infiltrazioni malavitose e violazione delle norme sulla sicurezza. In ultimo chiederemo la verifica al Comune di Genova dell’applicazione di quanto previsto dall’accordo sulla sicurezza sottoscritto come CGIL, CISL e UIL visto che parliamo di un appalto del Comune di Genova. Dobbiamo fermare la catena di infortuni con concretezza, il tempo dei discorsi è finito, perseguiremo il bisogno di verità su quanto successo anche con la mobilitazione. Ci stringiamo attorno alla famiglia, ai colleghi e al loro dolore». Così Igor Magni, segretario generale Cgil Genova, Stefano Bonazzi segretario generale Fiom Genova, Federico Pezzoli segretario generale Fillea Genova.
«Il tragico incidente che ha coinvolto un operaio di 39 anni impiegato nel cantiere del parco del Ponte Morandi, a Genova, rilancia per l’ennesima volta un problema che la Cisl non si stanca di denunciare e di fronte al quale troppo spesso, invece, si cerca di fare calare buio e silenzio: quello della catena di appalti e subappalti che, nel privato come nel pubblico, rappresentano il primo elemento di pericolo per la sicurezza dei lavoratori – scrive, in una nota, Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria -. Chiediamo alle istituzioni e all’autorità giudiziaria di fare rapidamente luce su quanto accaduto, individuando responsabilità civili e penali e verificando l’attuale stato di legalità del cantiere alla luce della recente introduzione della patente a crediti. Siamo di fronte a una tragedia che ferisce la città due volte, proprio perché è maturata nel luogo che più di ogni altro simboleggia le conseguenze dell’incuria e del rispetto delle norme di sicurezza.
Per la Uil «Un incidente sul lavoro è sempre frutto di un sistema che non funziona. L’ennesimo incidente mortale sul lavoro ci pone ancora una volta davanti a una realtà che richiede misure urgenti, anche alla luce di tutte le richieste avanzate fino a questo momento dalla Uil, ma anche dagli altri sindacati, intorno alla sicurezza sul lavoro»
«La morte dell’operaio di 39 anni nel cantiere del Memoriale del Morandi a Genova, ci costringe a tornare a invocare legalità, attenzione alla catena di appalti e subappalti, maggiori controlli, rispetto delle regole legate alla sicurezza e applicazione dei contratti in ogni luogo di lavoro – commentano Emanuele Ronzoni commissario straordinario Uil Liguria, Mirko Trapasso segretario generale Feneal Uil Liguria e Luigi Pinasco segretario generale Uilm Genova- Solo poco tempo fa abbiamo occupato piazza Matteotti nel cuore di Genova con 127 bare che rappresentano i morti sul lavoro negli ultimi 5 anni in Liguria. Basta: la strage si deve fermare. Vogliamo giustizia e chiediamo che al più presto venga fatta luce sull’ennesimo incidente mortale sul lavoro Un incidente sul lavoro non è mai frutto di pura fatalità ma rappresenta la disattenzione generale di un sistema paese che non pone la vita al centro del suo sviluppo. La Uil Liguria si stringe attorno al dolore dei familiari della vittima».
Il cordoglio dei candidati presidente della Regione
«Esprimo, a nome della Giunta e dell’amministrazione comunale, profondo cordoglio e vicinanza ai familiari dell’operaio deceduto a seguito della caduta ieri nel cantiere del Parco Polcevera – fa sapere Marco Bucci, che è anche sindaco del Comune di Genova, appaltatore del cantiere, escluso da responsabilità penali -. Un fatto doloroso su cui auspichiamo venga fatta chiarezza al più presto dalle autorità competenti, perché la sicurezza sul lavoro deve essere sempre al primo posto. Non è accettabile che nel 2024 e con Protocolli sottoscritti dalle istituzioni e rappresentanze sindacali, non ultimo l’addendum firmato ad agosto proprio in tema di appalti e subappalti, si possa ancora morire di lavoro. La nostra amministrazione si farà parte attiva per supportare le autorità competenti perché vengano accertate le responsabilità nel più breve tempo possibile».
«Aveva 39 anni l’operaio che ha perso la vita in seguito a un incidente sul lavoro al memoriale del Ponte Morandi – dice Andrea Orlando, che è stato anche ministro del Lavoro -. Un’altra vittima di questa infinita tragedia, resa ancor più dolorosa per il luogo simbolico in cui è avvenuta. Per lui e la sua famiglia, il mio cordoglio e il mio impegno».


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