Uccise la moglie in depressione, indagini della Procura per capire se la Asl ha sottovalutato le richieste di aiuto dell’uomo

Gian Paolo Bregante ha detto di aver scritto di aver inviato dieci mail alla Salute Mentale della Asl 4 ottenendo come risposta l’accusa di aver intasato la posta. Accertamenti tecnici su computer e cellulari della coppia

L’ex comandante di nave in pensione, settantaquattrenne, aveva ucciso la moglie, la settantaduenne Cristina Marini, nella loro casa di Sestri Levante, in via Antica Romana. Le ha sparato in cucina, quindi ha chiamato il figlio e i Carabinieri

Secondo quanto ha raccontato ai Carabinieri che indagano sulla vicenda, coordinati dal pm Stefano Puppo, la moglie soffriva di depressione e rifiutava di assumere i medicinali che le erano stati prescritti. Ha aggiunto di aver voluto mettere fine alla sua sofferenza. Ha anche spiegato di non aver mai pensato di ucciderla, ma qualche volta aveva desiderato di girarle uno schiaffo proprio perché non intendeva assumere le medicine e per questo sarebbe diventata aggressiva.
«Non so cosa mi è successo, alla fine sono esploso» ha detto Bregante agli investigatori. L’uomo è difeso dai legali Sara Bellomo e Paolo Scovazzi. La procura ha disposto che venga sottoposto a perizia per determinare se quando ha ucciso era in possesso delle proprie facoltà mentali.
Oltre a coordinare l’indagine sull’omicido, la Procura ha disposto una perizia tecnica sul computer dell’ex comandante e sui cellulari, sia il suo sia quello della moglie. L’obiettivo è quello di accertare se ci siano responsabilità di qualche tipo (ritardi o sottovalutazioni della situazione e del rischio) da parte della Salute Mentale della Asl4. Bregante, durante gli interrogatori, ha raccontato di aver scritto una decina di mail al servizio chiedendo aiuto per affrontare l’escalation di aggressività della moglie, conseguenza della decisione della donna di non assumere i farmaci prescrittigli per la depressione. Avrebbe ottenuto in risposta dal centro di salute mentale di Chiavari solo l’accusa di aver intasato la mail dell’ufficio della Asl4.


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