Le segnalazioni dei lettori 

Cremazioni, dire addio a una madre e a una moglie su un vialetto di Staglieno, tra visitatori e camioncini di passaggio

LE SEGNALAZIONI DEI LETTORI – Franco Cavenaghi e la figlia Chiara, oggi, hanno accompagnato la rispettiva moglie e madre nel suo ultimo viaggio, al tempo crematorio di Staglieno. Non hanno potuto assistere alla cremazione perché la “sala commiato” è chiusa dai tempi delle restrizioni per il Covid, nel 2020: «Situazione odiosa e incivile»

Ci scrive Franco Cavenaghi:

Chiara ed io siamo stati colpiti da un lutto ed abbiano deciso di ricorrere alla cremazione Non era la prima volta e devo dire che nel passato le prestazioni della Socrem (ente morale che dal 1902 effettua le cremazioni a Genova) furono eccellenti.

In particolare, l’assistenza ai dolenti nel delicato momento della cremazione, che veniva ospitata all’interno del Tempio nella Sala Commiato ove, volendo, si poteva assistere con l’utilizzo di una telecamera, all’inserimento del feretro nel forno ed alla successiva fiammata. Tutto ciò sino al Covid quando, per motivi sanitari, l’utilizzo della “Sala Commiato” venne sospeso.
Il problema è che nel 2024, la Sala Commiato non è stata ancora ripristinata per cui oggi Chiara ed io ci siamo accomiatati dalla rispettiva madre e moglie sul vialetto antistante il tempio, mentre passavano visitatori e camioncini, alla faccia del rispetto e della privacy che sarebbero dovuti .
Ed è andata bene che il tempo è stato clemente!
Comunque tutto ciò mi è sembrato odioso ed incivile e, per una volta, il Comune non c’entra. Ha fatto tutto Socrem.


Pubblichiamo qui sotto quanto aveva risposto Socrem al vicesindaco Pietro Piciocchi, che in Consiglio comunale aveva detto, tra le altre cose, nell’ambito della critica all’azienda «il Tempio So.Crem non ha una sala di commiato per sua caratteristica strutturale». Il tutto nel quadro di una più ampia polemica tra Piciocchi e la Società Genovese di Cremazione, innescata dalla decisione del Comune di autorizzare la realizzazione di un altro impianto crematorio.

«Il Tempio Crematorio intitolato al fondatore Luigi D’Albertis è storicamente dotato di apposita sala di commiato collegata in video con la sala forni per garantire ai dolenti un ultimo momento di contatto con il proprio caro – spiegavano alla Socrem alla fine dell’agosto scorso -. Solo nel 2020 la normativa sanitaria Covid-19 ha imposto la chiusura della sala, esattamente come sono stati vietati funerali religiosi e riti laici. Ma So.Crem non si è persa d’animo, e ha approfittato della chiusura forzata per organizzare nuovi corsi professionali per cerimonieri funebri che hanno ricevuto pure l’accreditamento formativo della Regione Liguria. È bene precisare che So.Crem ha chiesto al Comune di poter utilizzare il Tempio Laico di Staglieno – peraltro eretto anche grazie al nostro importante contributo economico – ricevendo un incomprensibile diniego. È dunque in corso d’opera un’alternativa logistica nella medesima struttura che consentirà a breve di riprendere il rito di commiato e consegna ceneri, con modalità adeguate e alla presenza della suddetta figura professionale del cerimoniere. L’affermazione del Vice Sindaco è quindi smentita dai fatti. Ed è affermazione tendenziosa, perché mette in cattiva luce l’associazione insinuando la scarsa qualità del servizio So.Crem».

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