Oggi a Genova 

Pestaggio in salita Pollaiuoli, aggressione partita per uno sfottò sull’abbigliamento

Nessuna questione etnica, né aggressione a scopo di rapina, né regolamento di conti tra pusher. Il diverbio, poi passato alle vie di fatto, è cominciato per futili motivi. Ferito anche un amico del ragazzo che ha perso i sensi ed è stato soccorso quando era a terra e perdeva sangue dalla testa

Non è una questione di guerra tra bande di spacciatori né un’aggressione per motivi etnici né tantomeno un’aggressione a scopo di rapina quella che è successa ieri in centro storico, a due passi da piazza Matteotti, in centro storico. All’origine dell’aggressione ci sarebbe un apprezzamento sull’abbigliamento di uno dei ragazzi di uno dei due gruppi coinvolti, terminato con l’aggressione sia al giovane soccorso, sia all’amico, che ha poi ha ufficialmente denunciato alla Polizia di Stato di essere stato anche lui colpito con calci e pugni.

Ieri sul posto sono arrivati per primi gli agenti della Polizia locale, dopo nemmeno un minuto, poi quelli della volante San Lorenzo del Commissariato Centro. Il dato rilevante è che le divise sono arrivate tutte in tempo record e che il territorio non è abbandonato a se stesso.

Proprio ai poliziotti del Commissariato, l’amico del ragazzo ferito (che aveva anche tentato di rincorrere gli aggressori che scappavano da via Canneto il lungo), un minore di nazionalità colombiana (mentre il ragazzo picchiato è marocchino) ha raccontato che la discussione era nata per futili motivi. Raggiunto in questura dal padre, ha sporto denuncia.

Entrambi gli aggrediti sono ragazzi che vivono in famiglia e che non hanno mai creato problemi di alcun tipo.

Pare che negli ultimi tempi un gruppo di ragazzi di diverse nazionalità, compresa quella italiana, vada in giro per la movida a provocare i passanti, non solo coetanei, cercando di attaccare briga. Ieri sera il gruppo si è allontanato già per Canneto il lungo, raggiungendo poi, secondo alcuni testimoni, San Giorgio, e vico delle Camelie. La Polizia locale ha acquisito le immagini delle telecamere per tentare di identificare i violenti.

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