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Da oggi in esecuzione la condanna a morte dei pini di Brignole. La rivolta delle associazioni. Aster e Comune indisponibili a trattare

Raffica di critiche e mail bombing all’assessorato che, in una nota, fa capire che l’abbattimento non è trattabile e convoca per oggi il “Tavolo del verde” a cui sono invitate le stesse associazioni (che in passato avevano deciso di abbandonarlo in polemica con la conduzione), ma solo per illustrare le relazioni degli agronomi di Aster. Il presidente di Italia Nostra chiede tempo per produrre relazioni di tecnici indipendenti. La Rete Genovese delle associazioni: «L’assessore Avvenente attacca in modo arrogante i cittadini e difende interessi corporativi aziendali o più banalmente un proprio bacino di voti. I danni alle radici causati da lavori coordinati da Aster. Tursi revochi la manutenzione all’azienda». Dure presa di posizione anche da parte delle opposizioni a Tursi. Alberi tagliati anche a Carignano

Quindici pini secolari condannati in via Thaon de Revel, davanti alla stazione Brignole. Per Aster si tratta di «Un intervento necessario per la sicurezza e la tutela della comunità».

Le dichiarazioni di Aster

Le motivazioni in una nota che informa che «a partire dal 19 agosto 2024, sarà avviato l’abbattimento di 15 alberi lungo via Thaon de Revel. L’intervento riguarda 14 pini domestici e un pino d’Aleppo e si rende indispensabile dopo accurate indagini fitostatiche che hanno evidenziato un pericolo significativo di cedimento, avvalorato dalla recente caduta di un esemplare lo scorso maggio. Gli alberi presentavano danni irreparabili alle radici o al tronco, dovuti ad attacchi fungini a seguito di ripetute ferite che hanno provocato una debolezza strutturale irreversibile e non curabile. La decisione, presa con la massima attenzione e cura – ed in sinergia con i competenti Uffici della Civica Amministrazione – nasce dalla necessità di garantire la sicurezza di tutti coloro che quotidianamente transitano e vivono in quest’area. Siamo consapevoli dell’importanza che gli alberi rivestono per il nostro ecosistema urbano, ma il pericolo potenziale che rappresentano in queste condizioni ci impone di agire con tempestività e responsabilità»
«L’intervento è stato accuratamente pianificato per ridurre al minimo i disagi per la comunità. I lavori si svolgeranno dal 19 al 26 agosto, esclusivamente in orario notturno, in modo da evitare il picco di traffico e limitare l’impatto sulla viabilità – dichiara Giorgio Costa, dirigente Aster. e responsabile del Settore Verde -. Abbiamo scelto questo periodo specifico dell’anno per garantire che l’operazione si svolga con la minima interferenza possibile, poiché ad agosto la zona, che attualmente ospita un capolinea di alcune linee AMT, è meno frequentata».

Sempre Aster informa che « Per prevenire qualsiasi rischio per la sicurezza dei passanti, le ceppaie degli alberi abbattuti rimarranno evidenti dopo il primo intervento. In seguito, saranno livellate al suolo, riducendo al minimo il rischio di inciampo. La sostituzione degli alberi è già programmata per l’inverno, periodo più idoneo per la messa a dimora e l’attecchimento delle nuove essenze, identiche a quelle abbattute, che contribuiranno a ripristinare e ringiovanire il patrimonio verde della città».
«Siamo consapevoli del valore ambientale ed emotivo che questi alberi rappresentano per la comunità, e ci impegniamo a ristabilire il verde urbano con soluzioni che combinino sicurezza e sostenibilità, perché se gli alberi non subiscono danni alle radici e non vengono disturbati con scavi nelle vicinanze, hanno la capacità di resistere anche di fronte a forti intemperie» conclude Costa.

L’assessore Mauro Avvenente a difesa delle scelte di Aster

A fronte delle polemiche che hanno travolto Aster e il suo assessorato nei giorni scorsi, l’assessore alle manutenzioni Mauro Avvenente ha dichiarato: «L’intervento, come hanno già spiegato i tecnici di Aster che monitorano costantemente lo stato di salute dei nostri alberi, si è reso necessario in somma urgenza a tutela della pubblica incolumità. Voglio chiaramente sgomberare il campo da dubbi e polemiche che ho visto sollevate a mezzo stampa da alcuni esponenti politici della minoranza, evidentemente a corto di argomenti nel periodo agostano o già in campagna elettorale, da sedicenti ambientalisti e sono intenzionato a rispedire al mittente alcune accuse rivolte anche al personale di Aster: i tecnici, agronomi preparati e coscienziosi, lavorano ogni giorno per migliorare lo stato di salute del nostro verde, ben consapevoli dell’importanza che questo riveste anche sulla qualità della vita dei nostri quartieri. C’è una relazione tecnica redatta da agronomi che parla chiaramente di un alto rischio di crollo: nessuno si diverte a tagliare alberi, anzi, ma la sicurezza pubblica viene prima di tutto. Già in passato purtroppo abbiamo assistito a crolli e siamo determinati a prevenire queste situazioni. Come più volte ho avuto modo di spiegare e voglio ribadire, lo stato del verde pubblico a Genova, come in tantissime città fortemente antropizzate del nostro Paese, subisce forti sollecitazioni, stress e quindi tende a deperire trasformandosi in un potenziale pericolo per automobilisti e passanti. Proprio grazie alla task force sul verde pubblico siamo in grado di prevenire, nella maggior parte dei casi, queste situazioni e provvedere anche, come nel caso di via Thaon de Revel alla messa a dimora di nuove piante con le stesse caratteristiche delle precedenti, appena la stagione sarà favorevole. Genova è una città verde e vogliamo lasciare alle future generazioni sempre più alberi e piante indispensabili nella prevenzione delle ondate di calore e del dissesto idrogeologico».

«Ho fatto convocare d’urgenza per lunedì mattina il tavolo tecnico congiunto del verde chiamando anche le varie associazioni attive sul verde per fare chiarezza, auspico una volta per tutte, sui dati incontrovertibili sullo stato di salute degli alberi. L’operato di Aster e quello degli uffici comunali competenti è alla luce del sole, nel massimo della trasparenza e della condivisione, ma mettendo al primo posto la sicurezza delle nostre strade e dei cittadini: chi vuole vedere retroscena che non esistono resterà deluso» aggiunge Avvenente che aggiunge quelli che definisce “chiarimenti metodologici”: «Le indagini vengono eseguite a tappeto in aree a forte frequentazione con lo scopo di ridurre il rischio, cioè il prodotto del pericolo di cedimento di un albero e del danno potenzialmente causato. Per questo le aree sensibili sono quelle a forte frequentazione e quelle in cui si sono verificati gravi cedimenti non previsti. Fra gli alberi più pericolosi purtroppo i pini sono quelli che più frequentemente hanno cedimenti radicali o stroncamenti basali. Nel caso di via Thaon di Ravel si è seguito un processo definito usato da oltre 20 anni secondo gli standard SIA (Società Italiana di Arboricoltura). I controlli vengono svolti da professionisti incaricati e selezionati con gara.
Sono stati controllati 56 alberi compresi alcuni radicati nei giardini di piazza Verdi. Gli alberi vengono valutati secondo il protocollo VTA (Visual Tree Assessment) e dove il professionista ritiene vengono fatti approfondimenti strumentali. In questo caso 33 alberi sono stati sottoposti a prova penetrometrica con Resistograf (Dendrodensimetro) per valutare lo stato del legno del tronco. Al fine di avere la massima certezza sui risultati ottenuti sono state effettuate le cosiddette prove di trazione (pulling test con sistema “TreeQinetic”) su 20 pini. La prova di trazione, quando è possibile farla, è l’unica in grado di dare informazione sulla tenuta delle radici degli alberi, simulando l’azione del vento in seguito alla quale vengono misurati diversi parametri per valutare la reazione dell’albero. In Viale Thaon di Ravel e aree vicine, 11 alberi hanno restituito valori di bassa resistenza al vento con indice di pericolosità elevato e 4 valori di grave degradazione del legno. Per questi alberi collocati in classe D di estrema propensione al cedimento non è possibile ipotizzare il mantenimento».

Stefano Fera, presidente di Italia Nostra

Durissimo l’intervento, su un video visibile su Youtube, dell’architetto Stefano Fera, presidente di Italia Nostra: «Come al solito, intorno a Ferragosto sta per essere compiuto uno scempio urbano, in questo caso su un viale di pini bellissimi, secolari, il viale Thaon de Revel, di fronte alla stazione Brignole. Noi siamo veramente disperati, esasperati, non so più nemmeno che parole usare per descrivere il senso di sconforto, di frustrazione, di amarezza nel vedere gestire il verde urbano in questo modo. Aster ha infatti annunciato in questi giorni di voler procedere a un taglio radicale di tutti questi alberi, perché gli apparati radicali sono stati danneggiati da un intervento compiuto dalla stessa società, dalla stessa Aster, con i cantieri di ripavimentazione del 2017. Questa è la prova provata che questa società non è in grado, o per mancanza di competenze, o per mancanza di organico, io non so per quali motivi, comunque non è in grado di manutenere il verde urbano come merita. Noi parliamo tanto di riforestazione urbana e poi ci mettiamo a tagliare alberi come questi. Come associazioni chiediamo che le perizie sulla cui base vogliono essere effettuati questi tagli siano rese note e vogliamo anche che il taglio sia sospeso per avere il tempo di fornire delle controperizie che certifichino l’effettiva pericolosità della possibilità di caduta di questi alberi. Infine invito tutti i cittadini che vedono questo video ad attivarsi nell’unico modo possibile in questi giorni di vacanza, cioè mandando una mail chiedendo queste cose all’assessorato competente, scrivendo all’indirizzo assdecoroemanutenzioni@comune.genova.it».

La Rete Genovese delle associazioni all’attacco

«Il taglio di pini a Brignole è solo l’ultimo più grave episodio di una decennale gestione fallimentare del verde da parte di Aster e dell’inadempienza del Comune – scrive la Rete in una nota -. L’annunciato taglio dei pini a Brignole (per altro a ridosso di ferragosto) fa parte di un “pacchetto” di tagli di alberature – anche secolari – “promesso” da Aster nei mesi scorsi: 200 le alberature che, secondo i responsabili di Aster, devono essere tagliate per motivi di “sicurezza”. Peccato che nel caso di Brignole è accertato che la responsabilità del degrado delle alberature (fermo restando che è da dimostrare la necessità di abbattimento, e documenti a supporto non sono stati ancora prodotti) è tutta sempre di Aster, che, nel 2018, non ha vigilato sulla correttezza di lavori subappaltati dalla suddetta azienda, che hanno danneggiato gli apparati radicali e impermeabilizzato il suolo senza adeguato spazio di rispetto alla base delle alberature, come previsto dal Regolamento del Verde. Non ci stupiremmo se anche per le restanti (190?) alberature si fosse di fronte ad analoghe responsabilità pregresse.

«In tale quadro – prosegue la Rete delle Associazioni Genovesi -. ci si aspetterebbe pesanti interventi sanzionatori da parte della Civica Amministrazione nei confronti di un’azienda come Aster, che agisce come una ditta privata in regime di monopolio, che sta gestendo da anni in modo fallimentare un bene pubblico come il verde, e con questo intendiamo – come minimo – il pagamento dei danni economici (perché un albero secolare ha un valore economico, non solo ambientale) la richiesta di dimissioni da parte dei responsabili di Aster, e arrivare in tempi brevi alla sottrazione ad Aster di un servizio fondamentale per i cittadini come il verde. Qual è stata la reazione da parte dell’assessore alle manutenzioni, Mauro Avvenente? Invece di scuse, una difesa quasi rabbiosa e a spada tratta dell’operato di Aster, con l’accusa di essere “sedicenti ambientaliste” a qualificate associazioni portatrici di interessi diffusi, che da anni si adoperano per la tutela dei beni pubblici e dell’ambiente a Genova e in Liguria. Quando chi dovrebbe rappresentare i cittadini e difendere i beni comuni a Genova come eletto (peraltro transfuga della precedente amministrazione di centro sinistra e approdato a questa di centrodestra e “premiato” con un assessorato) attacca in modo arrogante i cittadini e difende interessi corporativi aziendali o più banalmente un proprio bacino di voti, vuol dire che l’Amministrazione ha completamente perso il senso dei propri doveri e compiti, e ci aspetteremmo (anche se non arriverà, purtroppo) da parte del primo cittadino una presa di posizione adeguata nei confronti dell’Assessore. Il punto è che la gestione fallimentare del verde da parte di Aster è diretta conseguenza delle politiche fallimentari sul verde dell’ Amministrazione del sindaco Bucci. Altro che incremento del verde a Genova! Il saldo è negativo su tutti i fronti: nessuna de-impermeabilizzazione del suolo, nessun incremento del verde diffuso per contrastare le isole di calore, nessun progetto di riforestazione urbana, nessun investimento economico, piano del verde “fuffa”, assenza di corretta pianificazione, di adeguato monitoraggio e manutenzione (con conseguenze negative per un sano sviluppo delle alberature) mancata applicazione del regolamento del verde con totale via libera alle motoseghe di Aster (che assorbe molte più risorse economiche pubbliche rispetto ad un servizio gestito direttamente dal Comune) e – come presa in giro finale – promesse di fantomatici parchi urbani dove non servono, a servizio di speculazioni/valorizzazioni immobiliari. Serve un cambio di rotta totale sul verde (che peraltro è in atto in non poche realtà europee) partendo innanzi tutto dal rispetto del regolamento del verde, avendo come obiettivo la ri-pubblicizzazione del servizio, che va sottratto ad Aster».

La Rete Genovese ha inviato una mail all’assessore Avvenente. Questo è il testo:


Riteniamo indispensabile permettere ai tecnici di nostra fiducia sia di visionare le perizie attestanti la pericolosità di tali alberi, sia di confrontarle con le perizie che faremo eseguire a nostra cura e spesa.
Ricordiamo, inoltre, che A.S.Ter. non può essere ritenuto soggetto credibile dal momento che i danni inferti agli apparati radicali all’origine della supposta pericolosità sono dovuti a lavori di ripavimentazione condotti proprio dalla stessa società nel 2017.
Anche alla luce di quest’ultimo gravissimo episodio chiediamo, infine, che sia revocata in toto ad A.S.Ter. la manutenzione del verde pubblico e che sia ricreato un apposito ufficio comunale a ciò preposto, quale era un tempo il Servizio Giardini e Foreste.


La rete Genovese comprende queste associazioni
Comitato Giardini Malinverni
Comitato Officine Sampierdarenesi
Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe
Comitato contro la cementificazione di Terralba
OpposizioneSkymetro – Valbisagno Sostenibile
Comitato con i piedi per terra
Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura di Genova
Comitato Valpolcevera Resistente San Quirico
Comitato Porto Aperto
Comitato SìTram Genova
Comitato Nervi 2022 no ZTL
Comitato spontaneo Trasta Fegino
Comitato sotto il ponte Bisagno
Comitato Cittadini Banchelle
Comitato Vie Ardoino e Landi
Comitato Donne di Cornigliano
Comitato Tutela Ambientale Genova
Comitato Acquasola
Circolo Nuova Ecologia
Circolo San Bernardo
Gruppo Aretè
AMA Associazione Abitanti Maddalena
Associazione Amici di Ponte Carrega
Associazione Mobilita Genova – MobiGe
Associazione Quelli del Ponte Morandi
Associazione Liguria a Sinistra
Rete Cittadina “Insieme per la Salute di Tutti”
Rete Spazio Libero Malinverni
Italia Nostra Onlus
Pag. 3
Medici per l’ambiente ISDE
Medicina Democratica movimento di lotta per la salute
Movimento indipendente dei Cittadini per Carignano
NO alla cementificazione di Nervi
WWF Genova Città Metropolitana
Coordinamento Ligure per la gestione corretta dei rifiuti
Società della Cura
Giustizia Sociale
Collettivo Corpi Idrici
Extinction Rebellion
Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova APS
Attac Genova


Sulla condanna a morte dei pini di Brignole si esprimono anche diversi partiti di opposizione in Consiglio comunale.

«Bisogna insistere affinché gli alberi a Genova vengano curati preventivamente e salvati – dice Cristina Lodi di Azione -. Chiederò la documentazione specifica sullo stato di salute degli alberi in oggetto e sui pareri che ne determinano il taglio. Ma non è questo il punto. Se ora anche fossero malati così gravemente continua a non esserci una politica preventiva di cura degli alberi perché il comune dovrebbe avere il censimento degli alberi e la loro età. È come la cura delle persone : non ci si deve arrivare troppo tardi ma bisogna investire su prevenzione , prevenzione e prevenzione. Come fanno in molte città italiane ed europee. Gli alberi non sono solo importanti per la qualità dell’aria ma per la qualità di vita in generale. Di questi giorni sotto la tremenda calura che si abbatte sull’Italia si parla di aumentare le alberature, di diminuire le auto private, implementare il trasporto pubblico e superare le città che sono state oggetto nel secolo scorso di grande cementificazione. E lo dicono gli esperti, l’Europa e tutti coloro che stanno studiando strategie per fronteggiare le conseguenze di una crisi climatica epocale. In Consiglio Comunale arriverà in autunno in Commissione Consiliare la mia proposta di istituzione del Garante del Verde come a Milano. La proposta potrà essere emendata e perfezionata. Una delle perplessità quando proposi come a Milano che fosse composto da tre figure era che le nomine le fa il sindaco: francamente, peggio di così non so come potrebbe andare. sfidiamo il sindaco anche su questo fronte affinché abbia il coraggio di nominare figure di garanzia. La discussione è aperta ma le associazioni e i Comitati hanno dato sempre disponibilità a collaborare ma sono state costrette ad abbandonare il gruppo di lavoro del Piano del Verde perché non esistevamo le condizioni per portarne a casa uno efficace. I tavoli non bastano se non sono condotti per realizzare vera partecipazione. Questa estate speriamo che abbia fatta capire agli assessori che va cambiata completamente la politica a difesa e a implementazione della città Per ora procederò con un ulteriore accesso agli atti»

«A Genova la trasparenza sulla gestione del verde non arriva mai! – attacca il M5S -. Dai mancati calendari di sfalcio, alle ferite ben più acute: quelle per il taglio alberi. In un momento storico di crisi climatica, con estati sempre più torride, nel momento in cui la risposta dovrebbe essere totale verso gli alberi – per la loro moltiplicazione, per l’investimento massimo alla manutenzione – assistiamo a interventi pesantissimi in barba alla sensibilità per il verde che i genovesi stanno dimostrando sempre più. Alle continue e sempre più pressanti richieste di manutenzione degli alberi, la risposta dell’amministrazione è invece quella di spendere denari per eventi discussi, da Genova Jeans ad Ocean Race) Un segnale negativo su tutti? L’abbandono del tavolo per il Piano del Verde da parte della quasi totalità delle associazioni ambientaliste genovesi!».

«Su questa tematica, il MoVimento 5 Stelle mette in evidenza varie questioni – proseguono i pentastellati -. Una pratica comune per gli alberi ne è la progressiva sostituzione: ne taglio 3, ne metto a dimora 10, e così via. Un taglio di 15 alberi annunciato per Brignole in un colpo solo, in una piccola zona boschiva cittadina, a fronte di funghi cariogeni che hanno tempi lunghissimi di azione, porta a chiedersi e a riflettere sulla situazione manutentiva. Le misurazioni arboree non si fanno più basandosi su pareri, bensì affidandosi a collaudi per strumenti. Per questo motivo, come M5S Genova chiediamo di poter studiare i documenti redatti per l’intervento citato, dando per scontato che siano stati stesi seguendo precisi criteri. Rilanciamo e sosteniamo, infine, l’iniziativa gratuita di tecnici agronomi che si sono resi disponibili per un normale contraddittorio tecnico con misurazioni prima dell’intervento».

Interviene anche Mattia Crucioli di “Uniti per la Costituzione». « L’imminente abbattimento dei pini secolari di Viale Paolo Thaon di Revel solleva più di una perplessità – dice – Aster giustifica l’intervento sostenendo che gli alberi siano malati e a rischio crollo, secondo Italia Nostra invece le radici di quegli alberi furono danneggiate nel 2017 proprio dai lavori pubblici ai marciapiedi del Viale svolti dalla stessa Aster. Se così fosse, si configurerebbe una responsabilità da accertare sia per il danno provocato che per la mancata manutenzione di questi sette anni. Ci pare un aspetto piuttosto grave, sicuramente da tenere in considerazione, senza contare i molti dubbi sull’opportunità di un intervento così repentino, a cavallo di Ferragosto, proprio in questi giorni di caldo estremo in cui la frescura degli alberi è tanto preziosa. Perché tanta fretta? Si vuole forse approfittare delle ferie per evitare contestazioni da parte dei cittadini? Questo intervento è solo l’ultimo di una serie di attacchi al verde pubblico che sembrano avvenire sempre con lo stesso schema: prima si lasciano gli alberi nell’incuria, non effettuando la necessaria manutenzione, poi si adduce la motivazione della “malattia” delle piante per abbatterle in fretta e furia e sostituirle con specie più piccole. Un approccio che costituisce un grave danno alla comunità per i costi evitabili che comporta e per la non quantificabile perdita in termini ambientali, paesaggistici e soprattutto di salute pubblica. Non ci stufiamo di denunciare l’ipocrisia di una politica che, da destra a sinistra, sbandiera il “green” come un vuoto slogan, ma nella realtà dei fatti dimostra assoluto disprezzo nei confronti della natura».


Del frattempo, la nostra lettrice Antonella segnala che nei primi giorni del mese «alla chetichella, hanno ucciso un altro albero storico, in fondo a via Rivoli, del diametro del tronco, mezzo metro». Gli alberi tagliati , come si vede dalle foto, sono diversi.

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