Sangue sul bus, trentenne colpito alla testa con una bottiglia

L’aggressione, subito dopo, si è dato alla fuga. Roberto Piccardo (Ugl Fna): «Ormai succede ogni giorno. Quando succedono queste cose l’autista è solo e se la deve gestire in autonomia. Le forze di Polizia hanno le mani legate da leggi inadeguate»

È successo stanotte, intorno alle 23:10, su un bus della linea 1, all’altezza dell’ultima fermata di via Merano, in direzione di Caricamento. Uno straniero ha lanciato una bottiglia in testa a un passeggero ed è poi fuggito. Il mezzo Amt si è fermato in via Menotti. Sono intervenute le volanti di Polizia e la Scientifica per i rilievi utili alle indagini per identificare l’autore della violenta aggressione, così come saranno utili le immagini delle telecamere.

Il ferito, un trentenne ferito al cranio, ha perso molto sangue ed è stato soccorso dal 118 con l’ambulanza della Misericordia Ponente Soccorso e trasportato in codice giallo, di media gravità, al pronto soccorso dell’ospedale Galliera.
«Come si fa ad andare a lavorare in queste condizioni e con questi pericoli? – dice Roberto Piccardo, segretario regionale di Ugl Fna -. Poi ci chiediamo perché sempre più colleghi si licenziano? Preferiscono andare a fare lavori magari più pesanti, come quello del camionista, pur di non dover correre continuamente rischi per la loro sicurezza. Guadagnano 1300 euro per affrontare tutte queste situazioni. Quando succedono queste cose l’autista è solo r se la deve gestire in autonomia. Quando arrivano le le forze di polizia, hanno le mani legate da leggi inadeguate. Ha ragione l’assessore comunale alla Sicurezza Sergio Gambino quando dice che senza pene certe non ne usciamo».
«Se poi ci mettiamo che per chiedere un giorno di festa un autista, trenta giorni prima di quello da richiedere, deve dormire uno o più giorni in auto fuori dal cancello del deposito, per essere tra i primi 3, alle 10:30, a depositare la richiesta – prosegue il sindacalista -. Se non si cambieranno e miglioreranno certe situazioni sempre meno persone resteranno a fare questo mestiere, dove assolutamente non è richiesto uno sforzo fisico e dove non si ci sporca, ma è mal pagato e con troppe responsabilità non retribuite, per non parlare dei rischi. I dati nazionali parlano da soli: non si trovano più autisti di bus. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Ugl ha diverse possibili soluzioni, attendiamo che qualcuno ci ascolti».


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