Autista di bus preso a pugni in faccia da un utente

Roberto Piccardo segretario regionale Ugl Fna: «E nei giorni scorsi due autisti sono stati aggrediti verbalmente da cittadini che lamentavano di aver atteso troppo il bus. Rivalutare la sicurezza del personale e i tempi di percorrenza». L’assessore Campora: «Massima solidarietà. Giovedì un incontro con azienda e sindacati»

«Ieri pomeriggio a Pra’, alla fermata dell’1 all’altezza della stazione, in direzione ponente, un autista è stato letteralmente preso a pugni in faccia da un utente, il giorno prima altri due autisti aggrediti verbalmente perché gli utenti sostenevano di aver atteso troppo il bus» racconta Piccardo.
«Quanto accaduto lunedì sera a un autista Amt, preso a pugni in faccia per avere cambiato il percorso dell’autobus – commenta , è gravissimo – l’assessore comunale alla Mobilità Integrata e Trasporti Matteo Campora – . Da parte mia, della Giunta e del Comune di Genova, massima solidarietà non solo al lavoratore vittima di questa vergognosa aggressione, ma anche a tutti i dipendenti dell’azienda che sono oggetto, a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale, di minacce e violenze, verbali e fisiche. Per fare subito chiarezza sull’accaduto, e impedire il ripetersi in futuro di episodi di questo genere, giovedì ci sarà una riunione con l’azienda e le organizzazioni sindacali: continueremo a lavorare insieme, come abbiamo fatto in tutti questi anni, per garantire la sicurezza dei lavoratori di Amt».
La costa era stata limitata a Pra’ per il ritardo e subito dietro stava arrivando un altro mezzo della stessa linea che avrebbe raggiunto Voltri. La decisione, ovviamente, non è stata dell’autista, che peraltro non era l’uomo colpito, ma era sul mezzo come passeggero perché aveva finito il turno. Aveva, però, la divisa ancora addosso.
«La Ugl Autoferro di Genova, audita in Commissione Consiliare sulla questione sicurezza, congiuntamente alle altre organizzazioni Sindacali – aggiunge il sindacalista Piccardo -, ha ribadito con forza alcune criticità che assumono conseguenze importanti nella valutazione della sicurezza del personale front line. In primo luogo abbiamo portato l’attenzione sulla necessità di rivisitare i tempi di percorrenza: infatti, la presenza di situazioni che non sono verosimili, sia in termini di tempi che di carico, non fa che aumentare il rischio critico per il personale, che si trova a dover gestire un disservizio, quale quello della frequenza troppo diradata nel tempo, con relativo eccessivo carico, creando una situazione di disagio che non garantisce un servizio efficace e può, facilmente, generare in situazioni di tensione».

«Abbiamo, poi, rimarcato la necessità di avere un numero superiore di guardie giurate a bordo – prosegue Piccardo -. Questo strumento, adottato con il Protocollo Sicurezza, rappresenta un ottimo deterrente per salvaguardare la sicurezza di personale ed utenza, ma a nostro avviso non è sufficiente: serve potenziare il servizio, per aiutarci a ricostruire un clima di rispetto e civiltà nell’utilizzo dei mezzi pubblici. Ci teniamo, in questa sede, a sottolineare che la presenza massiva di guardie a bordo – ottenuta grazie alle nostre prese di posizione ed ai nostri scioperi – non rappresenta affatto una militarizzazione del servizio, così come non significa voler lanciare segnali di “pericolo” per l’utenza: piuttosto rappresenta la certezza di un servizio controllato e garantito, almeno in termini di salvaguardia e sicurezza, dove si possa viaggiare con serenità, sia come utente che come lavoratore».
«Rimandiamo quindi al mittente eventuali accuse di chi volesse appellare la presenza di forze dell’ordine come di un “comportamento squadrista” , che possa solo mettere paura agli utenti e disincentivare l’accesso al servizio. – conclude il sindacalista -. Questo termine, già usato in altre situazioni per apostrofare i lavoratori, non fa, al contrario, che esasperare certi atteggiamenti e minimizzare una situazione sociale che va ricostruita capillarmente. È chiaro che questa operazione non è possibile senza l’ausilio delle Forze dell’Ordine, anche perché altrimenti l’unico titolare di autorità in vettura sarebbe il personale front line, con i rischi e le conseguenze che ben conosciamo e che non permetteremo più si scatenino contro le lavoratrici ed i lavoratori di Amt».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.