diritti e sociale 

Dal 1º giugno il Liguria Pride Village ai Luzzati, l’8 giugno alle 15 partirà la parata del Liguria Pride

Gli organizzatori di Liguria Rainbow: «Rivendichiamo le parole con cui ci ha accolto il sindaco Bucci nel 2018, oggi arricchite dal contributo di Papa Bergoglio: Offensiv*, divisiv*, e dotat* di immensa frociaggine»

Da sabato 1 giugno a sabato 8 giugno, il giorno della parata, ai Giardini Luzzati, sono in programma quasi cinquanta eventi, con moltissim* ospiti: dalla mostra sull’arte dello Shibari alla stand up de Le Recensioni non Richieste, dal concertone di BigMama al tradizionale appuntamento con la Silent Disco, dallo show drag allo spettacolo del Teatro dell’Ortica, dai momenti ludici al GenderOke e ai tanti laboratori del Village Kids per bambin* di tutte le età.

«E poi i nostri talk – dicono a Liguria Rainbow – cercheremo di abbattere qualche stereotipo, come quelli legati alle sessualità kinky, rifletteremo su come superare la maschilità tossica, parleremo di hiv, di femminismo queer e antimeridionalismo per superare i retaggi coloniali che sono anche in noi stess*, affronteremo il tema della propaganda politica che utilizza le istanze della comunità lgbtqia+ e delle donne per proprio tornaconto parlando di pinkwashing e rainbow washing. Tutto questo lo faremo con OSPITI importanti che hanno deciso di dare la loro entusiasta adesione al nostro programma, come Ayzad, Virginia Niri, Sara Fregosi, Isa Borrelli, Le recensioni non richieste, Viola Lo Moro, La Malafimmina, Carlotta Vagnoli, Karem Rohana e moltissim* altr*».


Qui il link al programma completo: https://www.instagram.com/p/C60QyzwoCK1/?img_index=1

La Parata

La Parata con i carri, gli striscioni e la partecipazione di associazioni e della cittadinanza sarà sabato 8 giugno con partenza da via San Benedetto (concentramento dalle ore 15 e partenza ore 16).

Questo il PERCORSO: via san Benedetto via Andrea Doria piazza Acquaverde via Balbi piazza della Nunziata largo della Zecca galleria Giuseppe Garibaldi piazza del Portello galleria Nino Bixio piazza Corvetto via dei santi Giacomo e Filippo via Serra via de Amicis via Fiume via XX Settembre. ARRIVO in piazza De Ferrari con i discorsi finali dal palco e con la presenza eccezionale di BigMama, rimasta con noi dopo lo spettacolo di venerdì.

Lunghezza complessiva 4 km.

Tra i carri in parata si distinguerà il segmento della comunità ecuadoriana che ha radunato le realtà latinoamericane in una parte di corteo di grande impatto visivo.

IL TEMA: FURIA QUEER

«È in un clima politico preoccupante, nel quale i diritti delle persone LGBTQIA+ e delle donne sono sotto attacco, ma anche segnato da una svolta autoritaria e repressiva, dalla demolizione del welfare e della cultura dei beni comuni e pubblici, da una politica militarista ed etno-nazionalista, che invitiamo tutte e tutti a portare la propria rabbia a questa nona edizione del Pride, una rabbia gioiosa come è stata declinata storicamente nel movimento LGBT, una rabbia queer generativa, creativa, ironica, irriverente, provocatoria. Rivendichiamo le parole con cui ci ha accolto il sindaco Bucci nel 2018, oggi arricchite dal contributo di Papa Bergoglio: Offensiv*, divisiv*, e dotat* di immensa frociaggine», spiegano gli organizzatori.

«Siamo Furiose perché in questi anni Comune e Regione hanno attaccato frontalmente le famiglie arcobaleno, il DDL Zan, la salute e il benessere delle persone LGBTQIA+ e delle donne – continuano a Liguria Rainbow -. Il Comune ha impugnato sentenze sull’omogenitorialità trascinando in tribunale madri lesbiche e costringendole a percorsi infiniti per vedersi riconosciute in quello che già sono: madri. Il vice sindaco Pietro Piciocchi è un sostenitore di Pro Vita e Famiglia, associazione ‘neocattolica’ che afferma che l’omosessualità è una malattia curabile e che finanzia campagne contro l’aborto, che purtroppo trovano consenso anche nel Consiglio Regionale. Nonostante i fatti, le amministrazioni locali hanno tentato operazioni di pinkwashing e rainbow washing (dai gusti di gelato dedicati alle donne l’8 marzo alle scritte luminose sul Palazzo della Regione per la giornata contro l’omolesbobiatransfobia) alla ricerca di consensi anche tra la comunità. Corruzione e arroganza sono ingredienti di questa politica che non guarda alle persone, fatta di propaganda, ignoranza, noncuranza e interessi di parte. Siamo Furiose perché a livello nazionale continua l’attacco ai* giovani non binary e trans* e alle loro famiglie, attraverso la limitazione e il controllo pregiudizievole dei farmaci bloccanti per la pubertà; al costo delle terapie ormonali a carico delle persone trans*; al DDL Varchi per rendere la GPA reato universale; alla legittimazione delle terapie di conversione e delle credenze anacronistiche rappresentate dai Vannacci e dai tanti esponenti di questa destra misogina e omofoba. Siamo Furiose perché pensiamo al posizionamento nei confronti della Palestina, al genocidio in atto e alla censura mediatica e di governo; alla militarizzazione politica, economica e culturale di scuole e società; all’appoggio a politiche sempre più autoritarie e belliciste; pensiamo alla censura delle giornaliste e giornalisti, alla violenza contro chi manifesta, alla cecità nei confronti del cambiamento climatico».

L’ACCESSIBILITA’

Genova è una delle tante città che poco si presta ad essere accessibile, perché è fatta di discese e salite, di pavimentazione sconnessa, di strade strette: tuttavia la comunicazione sarà volta a dare info dettagliate sul percorso e sugli accessi.

La squadra di volontari sarà a disposizione per venire incontro ai bisogni che verranno raccolti.

Il discorso finale sarà tradotto in LIS e useremo font e scrittura di facile leggibilità.

Gli eventi in programma saranno consecutivi per permettere di poterne fruire senza rinunciare a nulla.

Alcuni eventi richiedono prenotazione, tuttavia la maggior parte degli appuntamenti è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Abbiamo scelto di calmierare i prezzi, avere più opzioni tra cui scegliere, non mettere biglietti per gli spettacoli in piazza, perché l’accessibilità è anche una questione di economie.

Accessibilità è poter garantire uno spazio sicuro, sappiamo che dipende da tutte le persone presenti, dalla cura degli spazi, dal rispetto e dall’attenzione al consenso: smontare il patriarcato è anche prendersi cura di questo.

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