Cronaca 

Cinque tifosi genoani assolti dall’accusa di estorsione

I giudici hanno assolto gli imputati dall’accusa di associazione a delinquere “perché il fatto non sussiste”. Per quanto riguarda le estorsioni, il collegio ha adottato una formula dubitativa, mentre per i reati economici mancava l’elemento soggettivo. Le violenze, in molti casi accertati, sono stato dichiarate improcedibili per mancanza dell’aggravante senza la quale non si può procedere l’ufficio per quel reato

Tutti gli ultras del Genoa accusati di presunte estorsioni ai danni della società sportiva sono stati assolti.

Secondo i pm Francesca Rombolà e Giancarlo Vona, che avevano chiesto nel complesso 33 anni di carcere e una assoluzione per gli imputati, il gruppo di tifosi avrebbe costretto con minacce la società s versare denaro tramite fatture per operazioni inesistenti a favore della Sicurart, di cui uno dei tifosi era socio occulto. Per l’accusa, i cinque, durante la presidenza di Enrico Preziosi, avrebbero imposto pagamento di denaro in cambio di tifo “acritico” e per rinforzare le richieste avrebbero organizzato proteste e manifestazioni contro società e giocatori. Tra i reati contestati, anche minacce ad altri tifosi del Genoa, oltre a intestazioni fittizie di società e aziende a prestanome per eludere possibili sequestri da parte della magistratura, nonché lesioni a poliziotti dopo la partita Genova-Crotone del gennaio 2017.

In copertina: foto di repertorio


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