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Giuseppe Conte contestato al corteo dei comitati. Gli attivisti del Calp: «Vai a governare con Salvini. Avete distrutto la città»

Lancio di petardi e fumogeni rossi. L’ex premier, dopo la polemica di questa mattina quando è stato criticato dagli organizzatori della manifestazione che lo hanno accusato di strumentalizzazione politica, affrontato dai portuali del collettivo autonomo

Petardi e un fumogeno rosso per contestare l’ex premier e leader del M5S Giuseppe Conte, dopo le polemiche di questa mattina, quando comitati e organizzatori della manifestazione hanno chiarito che tutto è nato ed è stato organizzato dai cittadini e che nessun partito o politico era autorizzato a strumentalizzarla.

Ad affrontare il leader pentastellato, che forse pensava di mettere a segno un gol a porta vuota dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto ai domiciliari di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, del suo capo di gabinetto Matteo Cozzani, dell’imprenditore della logistica Aldo Spinelli e (unico con la custodia in carcere) dell’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale Paolo Emilio Signorini. Nei giorni scorsi, conte aveva chiesto le dimissioni di Toti: «È una follia che un politico rimanga lì – aveva detto l’ex premier di due governi, di cui uno con la Lega -, c’è una responsabilità politica che è indipendente dalla vicenda penale». Quale migliore occasione per ribadire il concetto della manifestazione di oggi? Questo deve aver pensato. Invece a Genova ha rimediato fischi e contestazioni.

«Fuori Conte dal corteo, fuori conte dal corteo» hanno gridato gli attivisti del Calp, il collettivo autonomo dei lavoratori portuali, che, ricordando il governo rossoverde, hanno anche urlato «Vai a governare con Salvini. Avete distrutto la città!», accusandolo di essere arrivato, oggi, a Genova per farsi propaganda. A contestare Conte anche i collettivi studenteschi.

Occasione ghiotta per i fedelissimi di Giovanni Toti: «Giuseppe Conte, a Genova per urlare la sua sentenza già scritta, per chiedere una condanna anche politica e morale per chi, non fosse altro per rispetto dei principi democratici sanciti dalla nostra Costituzione, è tutt’ora innocente, rappresenta la perfetta sintesi del giustizialismo che contraddistingue il Movimento 5 Stelle e neppure rispetta il lavoro stesso della magistratura». Questo il commento di Ilaria Cavo, coordinatrice della Lista Toti, e di Alessandro Bozzano, capogruppo in Regione.

«Cavalcare gli accertamenti e i provvedimenti, chiedere le dimissioni, ergersi giudice e capofila degli sciacalli, peraltro pure contestato in corteo, è cosa gravissima che qualifica chi la fa. Non che ci aspettassimo molto di diverso, sapendo che noi rimaniamo molto diversi, ovvero garantisti. Noi non intendiamo commentare né tantomeno criticare il lavoro dei magistrati, ma non possiamo che chiedere un atteggiamento responsabile e non una triste strumentalizzazione dell’inchiesta in corso da parte di tutti i protagonisti della vita politica» hanno aggiunto Cavo e Bozzano ribadendo «vicinanza e fiducia nel presidente Giovanni Toti».

L’ex premier è, comunque, arrivato in piazza De Ferrari, dove è giunto al corteo, accompagnato da candidati, esponenti locali del partito e attivisti.

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