viabilità 

Frane sulla SS586, lettera dei sindaci a Rixi e interrogazione di Pastorino al ministro Salvini

Il deputato del partito democratico: «Tra restringimenti, impianti semaforici e il rischio di nuovi cedimenti strutturali che isolerebbero ancora migliaia di residenti, la viabilità della statale è sempre più precaria e preoccupante»

«A seguito e a supporto della lettera rivolta al vice ministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi dai Sindaci di Carasco, Mezzanego, Santo Stefano d’Aveto, San Colombano Certenoli, Borzonasca, Varese Ligure e dal presidente del parco dell’Aveto che chiedevano un pronto impegno sulla statale 586, ho presentato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini un’interrogazione per chiedere a mia volta un intervento risolutivo sulla stessa statale – spiega Luca Pastorino, deputato Pd -. La 586 è arteria fondamentale per collegare la Valle dell’Aveto, la Valle Sturla, la Val Cichero e la costa e vive ora una situazione sempre più critica dopo i diversi eventi franosi che l’hanno colpita negli ultimi mesi. Tra restringimenti, impianti semaforici e il rischio di nuovi cedimenti strutturali che isolerebbero ancora migliaia di residenti, la viabilità della statale è sempre più precaria e preoccupante. Per questo non è pensabile intervenire solo per sistemare l’emergenza, ma è necessario un intervento rapido e risolutivo che garantisca la percorribilità di un’arteria interregionale molto importante».


«Chiedo al ministro Salvini se voglia adoperarsi per l’attivazione immediata dei lavori di ripristino del cedimento della carreggiata a valle al km 65 + 100 ma anche quali azioni porrà in essere per mettere in sicurezza e migliorare la percorribilità dell’intero tracciato della ss 586 da Carasco a Santo Stefano d’Aveto. Una pianificazione strutturata di prevenzione su tutto il percorso è d’obbligo nell’interesse degli utenti ma soprattutto dei cittadini e di un territorio che coniuga produttività a turismo sostenibile e deve mantenere idonee infrastrutture per arginare il depauperamento», conclude Pastorino.

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