L’Autorità Nazionale Anticorruzione boccia la Diga: «Sette aree critiche»

Il presidente della Regione Toti: «Ancora una volta un’opera fondamentale per Genova, per la Liguria ma anche per tutto il Paese viene contestata per un vizio di forma e non di sostanza»

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha bocciato i lavori per la costruzione della Diga, identificando sette aree critiche, già oggetto di contestazioni da parte dell’Anticorruzione all’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Questo è quanto riportato dall Sole24 Ore in merito alle procedure di affidamento. Secondo il quotidiano economico, la delibera del 20 marzo scorso potrebbe già essere stata trasmessa alla procura della Repubblica di Genova e alla Corte dei Conti.

Il provvedimento dell’Anac, secondo quanto riportato dal giornale, arriva dopo un periodo di polemiche e scambi di opinioni con l’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale. Nelle sue conclusioni, l’Anac sottolinea la propria competenza nell’esaminare il progetto, aspetto precedentemente messo in dubbio e ora ribadito sulla base delle normative vigenti.
Le contestazioni riguardano diversi punti critici: l’assenza di una procedura di gara, l’inserimento della diga tra le opere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) con conseguente possibilità di deroghe al codice dei contratti, rilievi legati alla sequenza degli eventi durante le fasi di affidamento, la nomina di un collegio di esperti e infine il presunto conflitto di interessi dell’ingegner Marco Rettighieri, già responsabile dell’attuazione del programma straordinario (che include anche la diga) e ora presidente del Consiglio di Amministrazione di Webuild Italia spa, azienda parte del gruppo Webuild Spa, mandatario del raggruppamento vincitore dell’appalto.
L’Autorità appaltante ha replicato a queste accuse respingendo il conflitto di interessi, affermando che le funzioni di Rettighieri presso l’Autorità portuale erano cessate già prima dell’avvio della gara.
«Ancora una volta un’opera fondamentale per Genova, per la Liguria ma anche per tutto il Paese viene contestata per un vizio di forma e non di sostanza. Se qualche pubblico funzionario ha scelto la via più breve rispetto ai cavilli burocratici che avrebbe rallentato o addirittura impedito la Diga, allora va premiato e dovrebbe avere la gratitudine di tutti. La mia Liguria è la Liguria che applaude la Diga, non gli esposti sulla Diga. La mia Liguria combatterà sempre l’ipocrita forma a discapito della sostanza. E spero che l’Italia, sempre pronta a chiacchierare sulla necessità di semplificare, abbandoni per sempre la formula: ‘Tutte le regole più contorte sono state seguite alla perfezione, purtroppo l’opera non si è fatta’». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in merito alle notizie sulla costruzione della nuova Diga di Genova.
«La verità è che la Diga è fondamentale per il nostro futuro – aggiunge Toti -. Siamo convinti che la struttura commissariale, nel continuo confronto avuto in questi mesi, abbia dato tutti i chiarimenti necessari per procedere per la realizzazione di questa infrastruttura strategica. Riteniamo, piuttosto, necessario che a livello nazionale vengano individuate regole per garantire il completamento di opere – conclude – evitando continui stop o rallentamenti».


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