Il Dide “offre la possibilità” di suonare gratis alla BeDesign Week e sui social esplode la rivolta dei musicisti (e non solo)

Una pubblicità sponsorizzata su Facebook infiamma la rete: «Cerchiamo musicisti – recita la “generosa” offerta -. La Genova BeDesign Week 2024 vi da (sì, proprio senza accento n. d. r.) la possibilità di esibirvi gratuitamente». Immediato il bombardamento di critiche, sarcasmo e in qualche caso anche rabbia della categoria. A partire da due “Premi Tenco” e da un “collezionista” di David di Donatello e Globo d’Oro

I musicisti, come gli attori, sono tra le categorie che più hanno subito le conseguenze del lockdown. C’è chi è andato a fare un altro lavoro, magari il fattorino per le consegne durante la pandemia, per dare da mangiare alla famiglia e chi è rimasto indietro con l’affitto ed è stato sfrattato. Tutti stanno ancora, faticosamente, tentando di recuperare , perché al padrone di casa, all’idraulico che viene ad aggiustarti i tubi, al dentista non puoi dire che gli dai la possibilità di mostrare gratis le loro capacità.

C’è, però, chi addirittura ha lanciato una call per rastrellare strimpellatori (mica tanto strimpellatori, perché viene richiesta l’iscrizione alla Siae, quindi la professionalità) pro bono. E non per una causa benefica, ma per la macchina della BeDesign Week, manifestazione che ha il pregio di animare la zona del centro storico tra via San Lorenzo e via San Bernardo e il difetto di diventare ogni anni la passerella di certi politici che la infestano, stakanovisti di inaugurazioni ed eventi di qualsivoglia natura in cui ci scappi una foto a 32 denti da postare sui social.
Il metodo “ti do la possibilità di fare esperienza” (leggesi “ti offro il grande onore di venire a lavorare gratis”) è stato lanciato proprio dal Comune, in fondo. È stato ribattezzato “volontariato” anche se non va a favore di malati o fasce deboli. Certi assessori di Tursi sono le immarcescibili vedette dell’annuale taglio del nastro della BeDesign Week, sport olimpico in cui, bisogna dirlo, alcuni sanno davvero eccellere. Le polemiche, negli scorsi mesi sono state roventi sul vizietto di via Garibaldi di “dare una possibilità” a giovani e meno giovani per “inserirsi nel mercato del lavoro”. Peccato che il lavoro, fondamento della nostra Costituzione, vada pagato.
Par che l’articolo 1 della Costituzione se lo sia dimenticato anche il Dide, il “Distretto del design”. Questa la “call” (come si dice adesso), pubblicata sui social. Su una inserzione sponsorizzata si legge, infatti: «Vuoi esibirti con la tua musica per rendere unica la Genova BeDesign Week 2024 (22-26 MAGGIO)? La 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐚 ed aperta a tutti i soggetti a partire dal 18° anno di età». Forse perché sotto i 18 scatterebbe lo sfruttamento minorile. Ovviamente è una battuta, ma certo il limite tiene conto di aspetti legali.
Insomma, al Dide fanno capire di esser così magnanimi da dar la possibilità, bontà loro, ai musicisti di esibirsi – rigorosamente senza compenso – alla prestigiosa iniziativa. Musicisti professionisti, tanto da dover essere iscritti alla Siae. E, professionisti, va da sé, vuole dire che suonano e cantano per mangiare, che suonare e/o cantare è il loro mestiere.
A dare fuoco alle polveri sui social è un “Premio Tenco”, colui che Fabrizio De André aveva indicato in un’intervista al Corriere Mercantile come suo erede artistico: Max Manfredi. Lo segue a ruota un altro “Premio Tenco”, Federico Sirianni. Nelle discussioni si inserisce anche Aldo De Scalzi, che per le sue colonne sonore ha vinto con Pivio una raffica di prestigiosissimi premi nazionali.
Poi, ancora tanti musicisti, ma anche attori e un fumettista. Pubblichiamo qui alcuni dei commenti repertiti in rete.























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