Oggi a Genova 

Operaio morto in A12, la procura apre un fascicolo per omicidio stradale e lesioni stradali

Shames Basar, originario del Bangladesh, aveva 42 anni e lavorava a Riva Trigoso, a Fincantieri. Ogni mattina viaggiava da Genova con i colleghi per raggiungere il cantiere

Stamattina a bordo del van erano in nove, lui compreso. Dopo l’incidente che non ha coinvolto altri mezzi, il pullmino è finito contro un muraglione dell’autostrada dopo essere andato in testacoda. Gli operai sono scesi sulla carreggiata, mentre l’autista è rimasto al suo posto. Nel frattempo sono sopraggiunti un mezzo pesante e diverse auto che hanno preso in pieno Basar e hanno travolto altri operai, trasportati al San martino dall’elicottero Grifo. Due sono in gravi condizioni al San Martino. Si tratta di un peruviano di 36 anni e di un altro bengalese di 49 che hanno subito fratture multiple.

I soccorsi non hanno potuto fare niente per salvare la vita a Shames Basar: l’operaio, dopo essere stato investito dal primo dei veicoli sopraggiunti, è stato schiacciato da quelli successivi ed è morto sul colpo.

L’uomo era residente a Roma, ma da tempo viveva nella nostra città, nel quartiere di Sampierdarena, insieme a un cugino.

Sul posto, insieme ai soccorsi sanitari e ai vigili del fuoco è arrivata la polizia stradale, coordinata dalla dirigente Paola Zappavigna. Gli operatori della Polstrada hanno acquisito le immagini delle telecamere Aspi che puntano su quel preciso punto dell’autostrada e che hanno ripreso le tragiche scene dell’incidente avvenuto questa mattina. Dieci le vetture coinvolte, alcune delle quali sono state sequestrate. Tutti i guidatori sono stati sottoposti ai test che rilevano alcol e droghe e sono risultati negativi. La Polstrada dovrà anche valutare la velocità a cui sono sopraggiunte le auto. L’incidente è avvenuto intorno alle 6:30, quando era ancora buio.

Il sostituto procuratore Stefano Puppo ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e lesioni stradali. Non sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Shames Basar perché, visto le condizioni in cui è stato trovato il corpo, le cause della morte sono chiare.

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