La Geo Barens soccorre 68 persone, tra cui 5 bimbi e una donna. Assegnata a Genova

Medici Senza Frontiere: «Ancora una volta ci è stato assegnato un porto lontano». La Ong denuncia un fenomeno nuovo: «Cinque persone hanno rifiutato di essere salvate»

«Ieri il nostro team a bordo della GeoBarents ha soccorso 68 persone – tra loro 5 bambini e una donna incinta – da tre imbarcazioni sovraffollate in vetroresina, in acque internazionali. Ancora una volta ci è stato assegnato dalle autorità italiane un porto lontano: Genova» scrive la ong sulla propria pagina X. L’assegnazione di un porto lontano ha le conseguenze di allungare il disagio per i migranti tratti in salvo, fare consumare più carburanti alle navi da soccorso, togliere le navi da soccorso per giorni dallo scenario di recupero.

«Le imbarcazioni in difficoltà sono state avvistate direttamente dal ponte della GeoBarents e nessuno dei passeggeri indossava giubbotti di salvataggio. I sopravvissuti sono ora al sicuro e assistiti dal nostro team a bordo» continuano a Medici Senza Frontiere.
«Cinque persone hanno rifiutato di essere soccorse e sono rimaste sulle barche in vetroresina – aggiungono all’ong -. Avevano già lasciato l’area quando il nostro team ha trasferito gli altri sopravvissuti a bordo della Geo Barents. Abbiamo informato le autorità italiane su tutti i dettagli dei salvataggi. Su oltre 10.000 persone salvate e più di 150 imbarcazioni in difficoltà soccorse da MSF negli ultimi tre anni, non è quasi mai successo che una persona rifiutasse di essere soccorsa. Da novembre 2023, è la quarta volta che si verifica una situazione simile. È preoccupante. Oltre a collaborare con le autorità, chiediamo agli Stati UE di garantire l’apertura di canali sicuri e legali di accesso per fermare le morti in mare, abusi e sfruttamento».
Foto: Msf


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