La cigna ingoia un amo, carta e polistirolo, portata al Cras Enpa con il suo compagno per le cure

I cigni sono animali fortemente monogami e una separazione avrebbe significato un’enorme sofferenza a livello emotivo, per tutti e due, così i volontari li hanno trasportati entrambi a Campomorone fino a quando le cure saranno terminate. Poi potranno tornare liberi insieme


«La storia di questa coppia di cigni è alquanto particolare – raccontano all’Enpa – Ci sono stati segnalati per diverse settimane, poiché uno dei due presentava un bozzo enorme sul collo. Le possibilità di un recupero, però, erano alquanto scarse poiché i due cigni continuavano a spostarsi, quindi non potevamo prevedere con esattezza la loro successiva posizione! Un giorno ci sono stati segnalati in un punto della marina di Sestri Ponente, così abbiamo deciso di effettuare un tentativo e ci siamo recati sul luogo. I cigni non sono famosi per la loro mansuetudine, ma questi due fortunatamente presentano un carattere piuttosto tranquillo e quindi, con l’aiuto di un po’ di cibo, siamo riusciti ad avvicinarli e infine a recuperarli. Sì, avete capito bene: abbiamo deciso di recuperare entrambi i membri della coppia, poiché i cigni sono animali fortemente monogami e una separazione avrebbe significato un’enorme sofferenza a livello emotivo, per tutti e due. Abbiamo scoperto che era la femmina a presentare questa massa dura sul collo, e dunque il compagno le farà compagnia durante la degenza. Il maschio, infatti, non perde di vista per un attimo la sua compagna: starnazza e grida disperato ogni volta che la sua signora viene presa e portata in ambulatorio per terapie ed analisi, e ogni volta che si riuniscono – anche se magari sono stati separati solo per due minuti! – lui va subito a posizionarsi in modo da frapporsi tra lei e noi, come a volerla proteggere. A conferma del fatto che se avessimo deciso di separarli, lasciando il maschio libero, entrambi avrebbero potuto avere un contraccolpo emotivo tale da comprometterne la vita. Non c’è niente di meglio per lui che supportare la sua fidanzata durante questo ricovero!».

«Abbiamo subito sottoposto la femmina a delle lastre, le quali hanno evidenziato un amo nello stomaco proseguono all’Enpa – . Questo amo dovrebbe sciogliersi con il tempo: per fortuna è piccolo e non le sta dando alcun fastidio. Per quanto riguarda la massa sul collo, dalle lastre non è emerso nulla, ma dal momento che questo povero cigno aveva difficoltà a deglutire, abbiamo deciso (insieme al nostro veterinario) di sottoporla a un intervento per fare luce sulla natura di questo strano ammasso. La scoperta di quello che conteneva il collo di questo cigno ci ha lasciati con l’amaro in bocca: si trattava di un agglomerato di carta e polistirolo, precedentemente ingeriti dall’animale. Questo non ci ha lasciati certo sorpresi, poiché non è raro sentir parlare di animali ritrovati morti poiché avevano ingerito plastica e altri materiali dannosi per la loro salute, ma deve comunque essere uno spunto di riflessione per tutti affinché si ponga più attenzione alle proprie azioni e a come trattiamo la natura: lasciare rifiuti in giro può significare e significa sofferenza e/o morte di diversi animali! Ora la nostra paziente sta bene: ha superato l’intervento, sta effettuando una terapia antibiotica e viene controllata e alimentata regolarmente. Per evitare che la ferita si infetti, al momento la femmina si trova nel nostro CRAS, mentre il maschio è rimasto negli spazi esterni. Saranno sicuramente impazienti di rivedersi».
Chi vuole aiutare il Cras Enpa può scoprire come a questo link https://linktr.ee/crasenpagenova


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