“Premio ligure crudeltà verso gli animali”, flash mob animalista a De Ferrari

La manifestazione è organizzata da Animalisti Genovesi, Gaia animali e ambiente e Lav. Svelati tre nomi contestati, vincitori del primo, secondo e terzo “premio”

Aggiornamento: primo “Premio Crudeltà” all’assessore all’Ambiente e alla Caccia, nonché vicepresidente della Regione Liguria, il legista Alessandro Piana «per il merito di aver autorizzato il peggior massacro della fauna selvatica in Liguria». Gli animalisti lo definiscono “assessore cacciatore”.

Gli animalisti gli conferiscono il “primo premio” «per essersi distinto nel costante impegno a promuovere e agevolare, attraverso atti amministrativi e legislativi, ogni pratica venatoria che comporta l’uccisione di migliaia di animali selvatici nella nostra Regione.
Con la scusa e nonostante la PSA, ha consentito una totale deregulation nella caccia al cinghiale, che peraltro non porta cambiamenti nella situazione con la peste suina in aumento, probabilmente anche grazie alla movimentazione dei cacciatori ai quali vengono consentite nuovamente le braccate, contrarie alle norme scientifiche sulla bio-sicurezza, aumento di un giorno di caccia e proroga di un mese, autorizzazione a trattare le carni e addirittura dare la patente di “bio-regolatori” ai cacciatori, proponendo incredibilmente di dare loro anche un contributo economico».
«Siamo al paradosso, – dichiarano i rappresentanti delle associazioni – il mondo al contrario della Regione Liguria, chi è stato causa della diffusione e proliferazione dei cinghiali, come risaputo immessi e foraggiati dai cacciatori nei decenni precedenti e fino a poco tempo fa, ora vengono ricompensati e promossi a regolatori della biodiversità! L’assessore con la doppietta Alessandro Piana e la Regione Liguria non si sono mai impegnati a considerare e sviluppare altri metodi di contrasto ecologico non cruento, anche da noi proposti sulla base di ricerche di esperti in materia. Incomprensibile poi non aver partecipato lo scorso anno al bando nazionale per lo studio della sterilizzazione farmacologica, – proseguono le Associazioni – evidentemente per questa Giunta la cosiddetta emergenza cinghiali va mantenuta con i soliti metodi fallimentari ma che piacciono tanto al mondo venatorio per proseguire il divertimento e il business. Da aggiungere l’autorizzazione alla caccia in deroga allo storno nello spezzino, nonostante manchino dati su eventuali danni alle olive e, altro regalo ai cacciatori, l’avere ridotto i confini del Parco Regionale di Portofino con minori vincoli di caccia nell’area contigua».
Secondo premio a un altro leghista della giunta regionale, Alessio Piana, neo assessore alle Attività Economiche, ma insignito per un emendamento proposto quando era consigliere regionale. La motivazione: «per aver proposto, poi approvato dalla maggioranza, l’utilizzo di arco e frecce nella caccia di selezione ai selvatici». Gli ambientalisti lo hanno ribattezzato “assessore arciere”.
Terzo premio agli uomini della squadra regionale di vigilanza faunistico venatoria «per il loro appassionato impegno nel catturare in città per poi abbattere lontano dalle abitazioni cinghiali e daini, anche cuccioli con madri, per 365 giorni l’anno.
Le associazioni promotrici evidenziano come «questo attacco alla fauna selvatica siano frutto dell’enorme conflitto di interessi in Regione, cacciatori diventati assessori hanno fatto diventare l’ente regionale una succursale della Federcaccia, che non fa gli interessi della collettività per tutelate la fauna selvatica “bene indisponibile dello Stato”, come recita la Legge nazionale 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica, ma solo gli interessi di una esigua minoranza di cittadini, dagli ultimi dati sono circa 12.000 i cacciatori in Liguria, in costante calo, che creano insicurezza, incidenti e sottraggono energie e risorse economiche alla collettività che non gradisce tale pratica, secondo il sondaggio Eurispes 2023 gli italiani contrari alla caccia sono il 70%».
«Una Giunta, quella guidata da Giovanni Toti, decisamente nemica degli altri esseri viventi, anche nei confronti degli animali d’affezione per i quali è riservato un totale disinteresse, a parte una banale e inefficace campagna estiva contro l’abbandono, che ha avuto il suo culmine negativo in questo finale d’anno con l’emanazione di una delibera che stravolge l’Osservatorio regionale per lo studio ed il controllo delle popolazioni animali cancellando la presenza degli esperti delle associazioni animaliste e zoofile, nonostante la legge Regionale n. 23 del 2000 ne preveda la presenza» concludono gli animalisti.



Foto di Angelo Spanò


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