Oggi a Genova 

Abbonamenti a 295 euro, Pd e Federconsumatori chiedono un bonus per chi ha lo ha appena pagato quasi 400. Spi Cgil: «Amt può sostenere qualità e quantità dei mezzi?»

Pandolfo (Pd) chiede compensazione con servizi culturali, Manganaro (Federconsumatori) «un bonus per chi ha sostenuto e utilizzato Amt». Intervista a Guido Fassio dello Spi Cgil: «Salta il prezzo agevolato per i 65-70enni che pagheranno come i più giovani. Non ha senso concedere la gratuità solo dopo le 9:30»

Dal 15 gennaio 2024, in via sperimentale per un anno, partirà il nuovo piano tariffario AMT che, a fronte di un aumento dei singoli biglietti urbani, prevede la gratuità – indistintamente – per tutti gli under 14 e over 70 dalle ore 9:30 del mattino. Rispetto a questo piano, due sono le richieste all’assessore alla Mobilità Matteo Campora avanzate dal consigliere Alberto Pandolfo (PD). «La prima intende andare incontro a quelle persone e famiglie che, mostrando fiducia e fedeltà verso il trasporto pubblico, hanno già rinnovato l’abbonamento con le vecchie tariffe – ha detto Pandolfo, martedì, in Consiglio comunale -. A fronte del nuovo piano, nel caso in cui non fosse possibile rimborsarle per il restante tempo dell’abbonamento, sarebbe opportuno individuare un sistema di premialità». La proposta suggerita in aula è quella pensare a una sinergia tra trasporto pubblico e istituzioni culturali genovesi che consenta, per il tempo residuo di durata dell’abbonamento, l’accesso gratuito a una serie di servizi culturali offerti dal Comune di Genova, il Palazzo Ducale, il Teatro lirico, o il sistema museale genovese. La seconda riguarda poi la semi gratuità indistinta. La proposta in questo caso è quella di introdurre, al suo posto, una gradualità della tariffa basata sull’ISEE di individui e nuclei familiari, che garantisca a chi più ne ha bisogno pieno accesso al trasporto pubblico, evitando misure che agevolino indiscriminatamente senza tener conto del reddito. «Non è chiaro quale direzione voglia prendere una giunta che dice di voler favorire il trasporto pubblico ma prima abbassa la tariffa oraria di sosta, favorendo così il trasporto privato, e poi aumenta il costo delle singole corse di autobus e corriere. Un aumento delle tariffe sarebbe accettabile a fronte di un miglioramento del servizio, tuttavia, a oggi tali miglioramenti sono solo una promessa lontana nel tempo e con le promesse non è pensabile regolare al rialzo le tariffe di un servizio pubblico» ha detto Pandolfo.

«Riguardo le nuove tariffe Amt, i costi sono diminuiti, gli abbonamenti sono innovativi, 0,80 centesimi al giorno, e 0,54 centesimi per gli studenti – ha risposto l’assessore Matteo Campora -. Il tariffario è stato votato dal Consiglio di Città Metropolitana. L’obiettivo è fare in modo che ogni cittadino genovese abbia un abbonamento Amt in tasca. In nessuna altra città ci sono tariffe così basse. Gli over 70 hanno la gratuità dalle ore 9.30, gli under 14 sempre gratis sull’intera rete Amt, gratis anche per matricole universitarie, con un innalzamento solo del ticket ordinario; la metro è sempre gratis h 24. È una manovra sperimentale, poi raccoglieremo i dati e verificheremo i successi ottenuti. Dalle verifiche di Amt sappiamo che ci sarà un maggior numero di abbonati, che significano meno auto per strada. Dal 15 gennaio 2024 parte la sperimentazione, e poi qualunque modifica dovrà passare per Città Metropolitana. Riguardo il traffico ferroviario, in accordo con Regione Liguria siamo intervenuti in quelle tratte in cui ci sono state interruzioni del servizio di Ferrovie, a causa di cantieri. In quelle date abbiamo integrato il servizio della linea 1. Ci sono stati alcuni problemi all’inizio, ma poi con il potenziamento della rete urbana degli autobus, non si sono registrare altri problemi. Chiedo che venga organizzata una commissione con Trenitalia, per questioni che vanno al di là dei cantieri presenti. Infine, esiste un piano di riqualificazione totale delle pensiline, verranno tutte riviste nell’ottica di una modernizzazione e Amt farà sopralluoghi per posizionare panche dove gli spazi per le pensiline non ci sono».

Bruno Manganaro, segretario Federconsumatori Genova ,in merito alle dichiarazioni dell’assessore, ha commentato: «È positivo se si allargano le fasce e i soggetti che possono utilizzare i servizi Amt gratis, ma non si può dare uno schiaffo a chi da tempo e per tempo si è abbonato al servizio pubblico. L’amministrazione comunale deve riconoscere anche a loro un bonus per aver sostenuto, oltre che utilizzato, Amt”.

Spi Cgil: qualità e quantità del servizio, sicurezza e tariffe

Guido Fassio, segretario del Dipartimento Contrattazione sociale territoriale dello Spi Cgil, mette sul tavolo altre questioni.

Il rapporto prezzo-qualità del servizio

«Da un punto di vista generale – spiega Fassio – la nuova modulazione tariffaria dovrebbe servire ad avvicinare molte più persone al trasporto pubblico locale. C’è, però, un grande dilemma: se effettivamente si riesce ad aumentare il numero delle persone che usano i servizi pubblici, effettivamente Amt è in grado di assorbire questo aumento di utenza, sia in termini di mezzi, sia in termini di personale, sia in termini di quantità, sia in termini di qualità del servizio? Perché già oggi in certe situazioni linee certe ci sono degli affollamenti che non sono certamente da servizio pubblico di qualità».

Il costo dell’abbonamento per i pensionati tra 65 e 70 anni e le limitazioni per gli over 70

Il secondo tema è quello della modulazione di servizi e tariffe sulla realtà anagrafica della città. «Genova è probabilmente la città più anziana d’Europa – aggiunge Fassio -. Verso gli anziani un atteggiamento di attenzione (alla modulazione delle tariffe, appunto n. d. r.) c’è. Però non è a tutto tondo. Intanto perché dalle tariffe scontate per gli over 65 si passa alla gratuità, ma solo per gli over 70. Quindi o pensionati in quei 5 anni lì non sono più considerati. Il secondo problema è c che la gratuità interviene solo dalle 09:30 del mattino. Poi non si capisce bene da che ora si paga. Eppure i pensionati appunto, danno un servizio alla collettività molto vasto, a cominciare dalle famiglie. Secondo Amt devono starsene a casa a dormire o andare in giro a piedi o pagare un biglietto di 2 euro, anche 2,20 euro oppure fare l’abbonamento a prezzo pieno? Se la condizione è quella di una città che sta diventando sempre più povera e di una disagio che cresce e di un’inflazione che è quella che è, per un pensionato tirare fuori in un’unica soluzione 295 € con una pensione che magari è di 600 € è proibitivo. Così molti continueranno a non fare l’abbonamento, come prima, e a pagare il biglietto 2 euro o 2,20 euro invece di 1,50 euro. E l’aumento del tempo da 100 a 110 minuti non è sufficiente».

Certo, anche l’abbonamento agevolato over 65 ora costa di più di quanto costerà a tutti l’annuale, 345 euro con limite di reddito a 22 mila euro contro i 295 del costo dell’annuale per tutti. «Però, se si instaura il principio che è quello dei pensionati, che principalmente possono viaggiare gratuitamente e poi metti dei paletti, degli ostacoli, non ha molto senso». Il principio di elevare l’età in cui godere dell’agevolazione prevista cozza con la realtà dei fatti: molti pensionati, in special modo i più giovani, sostengono le famiglie occupandosi dei nipotini quando i figli sono al lavoro e devono raggiungere le loro case prima delle 9:30, orario probabilmente imposto per evitare di sovraccaricare i bus negli orari di punta. C’è anche la questione dei controlli sanitari, più frequenti nella terza età, ad esempio le analisi del sangue che si effettuano di prima mattina: i cittadini tra i 65 e i 70 anni dovranno pagarsi il biglietto per raggiungere centri di prelievo e di visita. E qui si torna al tema di qualità e quantità del servizio secondo le esigenze della città.

«È mancata la contrattazione con le parti sociali»

Altra questione ancora è la contrattazione delle politiche tariffarie e di servizio con le parti sociali. «I provvedimenti arrivano sempre così, come se dovessero essere la manna dal cielo – prosegue Fassio -. E noi dovremmo essere lì, pronti a raccoglierli, perché non c’è la volontà di dialogare coi soggetti interessati, che magari qualche qualche spunto lo possono anche portare. Perché non c’è stata alcuna discussione, alcuna contrattazione, sulla nuova politica tariffaria di Amt? Avevamo chiesto un incontro qualche tempo fa. Circa una ventina di giorni prima dell’annuncio delle nuove tariffe ci siamo incontrati con la presidente Ilaria Gavuglio, e avevamo comunicato che avevamo intenzione di avanzare una proposta sulla questione tariffaria alla luce dell’inflazione che colpisce tutte le famiglie e in particolar modo dei pensionati: Genova è stata per tutto l’anno la città con l’inflazione più alta. Ci eravamo detti che il Comune poteva trovare le risorse per intervenire e aiutare le famiglie, sia sul fronte delle tariffe Amt sia sul fronte della Tari e di tutte le tariffazioni sul territorio. All’incontro avevamo chiesto anche dei dati sugli abbinamenti agevolati, soprattutto fra il 2019 e il 2022, e ci erano stati forniti. Perché il Covid credo che abbia portato dei dei problemi a tutti, di tutti i tipi, ma anche dal punto di vista del trasporto pubblico siamo ancora credo indietro del 20% rispetto al periodo pre Covid. Volevamo aprire una discussione, dare il nostro contributo. Ci hanno fornito i dati, ci hanno detto “Siamo disponibili, grazie”. Poi è finita lì, con quell’incontro preparatorio che prevedeva, poi di andare a fare delle proposte che avremmo dovuto fare o comunque a un confronto successivo. Non c’è stato alcun confronto e anche la categoria non sapeva niente della rimodulazione delle tariffe. Quindi noi ci siamo trovati, come tutti, con la sorpresa: è arrivata la mano dal cielo. “Prendetela così, bella e buona” e via. Ci doveva essere la presentazione del bilancio Amt in commissione e hanno rimandato. Potremo in quella sede fare delle proposte, ma l’impressione è che siano i giochi siano fatti».

«Se ci mettiamo al tavolo tutti assieme le troviamo le proposte, tra tutte le parti coinvolte – prosegue il segretario del Dipartimento Contrattazione sociale territoriale dello Spi Cgil -, perché la tariffazione che aumenta a 2 – 2,20 euro per l’integrato, pone dei problemi. C’è poi la questione delle diversità che ci sono fra i territori. Mettiamo, ad esempio, il caso delle linee collinari, che sono il 40% del servizio totale. Mettiamo che aumentino le persone che usano il servizio. Come si farebbe ad affrontare l’incremento di utenti se non ci sono né i mezzi né le persone da dedicare?».

«Manca l’armonizzazione tariffaria a livello comunale e regionale»

C’è poi il tema dell’armonizzazione dei servizi e della politica delle tariffe. «La Regione ha deciso il treno regionale è gratuito fino a 19 anni e ridotto per gli studenti over 19 – prosegue Fassio -. Qualcuno ha coordinato i ragionamenti della Regione e del Comune-Amt sulla politica tariffaria? I due enti si sono confrontati, hanno pensato di utilizzare al meglio le risorse che arrivano anche dal 5 Terre Express? Ognuno ha fatto la sua uscita per fare un ragionamento di promozione al lavoro che ha fatto. Vorrei chiedere se si sono confrontati oggettivamente. Se si fossero confrontati avrebbero dovuto capire quali ricadute ha la politica tariffaria nella città metropolitana di Genova sulle aree vicine. Faccio un esempio: un savonese che lavora a Genova deve pagare l’abbonamento ai servizi pubblici a Savona, l’abbonamento del treno, poi quello del bus a Genova. Non c’è un progetto organico per il trasporto per la mobilità di fatto. Insomma, manca una discussione, manca un confronto».

La puntualità del servizio e la cancellazione delle strisce gialle

Tornando alla qualità del trasporto pubblico locale a Genova, Fassio sottolinea ancora che, «oltre alla tariffa, importa la qualità di trasporto pubblico, la puntualità, la sua organicità – prosegue – . Ecco, sono 10 anni che si continuano a togliere corsie, corsie gialle, quelle riservate al mezzo pubblico. Poi ci sono state le ricadute della tragedia del Ponte Morandi e altre corsie sono saltate. Così è continuato: l’ultima a venire meno è stata quella davanti all’ex mercato del pesce per permettere l’inversione davanti al supermercato. Ma potrei fare tanti esempio, vecchi e nuovi, come la corsia in via Diaz, davanti alla Questura. Dobbiamo chiederci se le tariffe sono congeniali alla vita e all’attività di questa città. Il servizio viene dato in termini di qualità, di orari che vengono mantenuti, di puntualità del servizio?».

Anziani e sicurezza nel trasporto pubblico

C’è poi il fronte della sicurezza. «È un altro degli elementi negativi – aggiunge il sindacalista -, soprattutto in certe ore della giornata., ma ormai non è che ci siano orari non afflitti da problema di sicurezza e la situazione per gli anziani è appesantita dalle loro condizioni, perché sono più deboli, più fragili. Basta uno spintone per farli cadere a terra e le conseguenze possono essere essere molto serie».

Gratuità e disomogeneità dell’offerta del servizio pubblico in città

«In sostanza – ricapitola Fassio -, il problema del trasporto pubblico è molteplice, nel senso che è un problema di tariffe, va bene, ma di tariffe che siano coerenti con la vita e le condizioni economiche di questa città. C’è un problema di tempi, di servizi, di collegamenti. E c’è un problema di sicurezza. Questi sono sono problemi che inibiscono, diciamo l’utilizzo del trasporto pubblico, che devono essere affrontati complessivamente, cioè in maniera organica, non disomogenea. Anche rispetto alle realtà dei vari quartieri? La metropolitana è gratuita, ma non c’è dappertutto, anzi, la maggior parte della città non la ha. A ponente gli utenti devono usare il trasporto integrato, cioè il treno, e quindi pagano il biglietto non 2 euro, ma 2,20 euro. Hai voglia a dire che il treno è la metropolitana del ponente: la metropolitana è gratuita, il trasporto Amt integrato col treno si paga di più. A Ponente, quando parte, si può usare anche la Navebus. Che dire del fatto che gli utenti della Valbisagno non hanno alternative al bus, né – per ora – la metro, né il treno. Infatti già tempo fa, quando il sindaco Marco Bucci parlava di gratuità del trasporto pubblico, noi dicemmo che se da un posto bisognava cominciare, per ragioni di equità, da lì bisognava cominciare. Gli utenti della Valbisagno hanno un minore servizio e sarebbe giusto che fossero loro a godere della gratuità. Per arrivare da Prato a Sampierdarena ci vuole anche un’ora e 40 minuti, soprattutto nelle ore di punta».

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