Cronaca 

Incendio alla ReLife Recycling, l’azienda: «Lo stabilimento continua ad operare fornendo servizi, anche pubblici, sul territorio»

«Purtroppo, quanto accaduto costituisce per il Gruppo una perdita economica in corso di quantificazione, poiché la maggior parte del materiale che si trovava nell’area interessata dalle fiamme era merce destinata alla vendita nel mercato del settore, mentre adesso tutto dovrà essere smaltito»

Dopo l’incendio del 27 agosto scorso che ha devastato parte dello stabilimento di Sant’olcese, ReLife Recycling spiega che il rogo «ha interessato un’area, confinante con il bosco ed in parte coperta da una tettoia ma libera sui lati, autorizzata allo stoccaggio del materiale derivante dalle operazioni di recupero. Solo tale area, avente una superficie di circa 2.500 mq su un totale di 20.000 mq, è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per accertare l’origine del rogo. Nonostante ciò, lo stabilimento ReLife Recycling a Sant’Olcese ha continuato ad operare, fornendo i servizi, anche pubblici, che svolge sul territorio ligure».

«L’allarme dell’incendio è stato immediatamente dato dalla centrale operativa del Gruppo, incaricata dalla ReLife Recycling srl, che visiona in tempo reale le telecamere termiche che si trovano nello stabilimento di Sant’Olcese – prosegue l’azienda -. Il corretto funzionamento dell’impianto antincendio ha evitato che le fiamme si propagassero al resto del sito ed al bosco retrostante. I rilievi effettuati dai tecnici di ARPAL nell’immediatezza dell’evento ed in prossimità dell’area, resi pubblici dal Sindaco del Comune di Sant’Olcese, hanno evidenziato sin da subito il rispetto dei parametri previsti dalla normativa sulla qualità dell’aria, escludendo qualsivoglia pericolo per l’incolumità pubblica. Il Gruppo ha collaborato, sin dal primo istante, con l’Autorità Giudiziaria e gli Enti intervenuti al fine di chiarire i fatti, mettendo a disposizione i filmati delle telecamere di sicurezza. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli operatori che hanno prestato la propria opera».

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