Oggi a Genova 

Incidente mortale, la “Rete Genovese” dei comitati chiama in causa l’Amministrazione e il dirigente della Mobilità

Trentatré associazioni genovesi sul piede di guerra: «Troppe deroghe concesse per il transito dei mezzi pesanti in via Cornigliano. L’intersezione tra strada, marciapiedi e piste ciclabili. Vogliamo risposte alla mancata destinazione di via Guido Rossa al traffico pesante ed a quello da e verso ponente in modo che, come da progetto originario, in via Cornigliano sia consentito il solo trasporto pubblico ed il traffico del quartiere, da e per il ponente». Intanto a Sestri Ponente è caos per la segnaletica non ancora completamente installata a due giorni la riapertura del ponte obliquo sul Chiaravagna

Pubblichiamo integralmente la lettera aperta delle associazioni

Il grave incidente avvenuto a Cornigliano ieri mattina e che ha causato la morte di una donna di 50 anni e il trasporto in codice rosso di un disabile in carrozzina, mette ancora una volta in luce la scarsa attenzione delle istituzioni, in primis del Comune di Genova, nel voler e poter garantire la sicurezza della circolazione pedonale.

Rinviando a data da destinarsi il previsto incontro pubblico al Centro Civico, abbiamo deciso di manifestare con il Comitato delle Donne di Cornigliano, parte della Rete Genovese, la nostra preoccupazione e la nostra volontà di non voler fare passare sotto silenzio questa tragedia, in parte preannunciata. Diciamo preannunciata perché:
● il camion che ha travolto i due pedoni, non poteva transitare in via Cornigliano in virtù di una delibera che ne vieta il transito dalle 9 alle 17, ma come noto nessuna vigilanza della polizia municipale è preposta, da tempo, a presidiare la zona;
● gli attraversamenti sono, salvo uno, tutti a raso e pertanto si pongono in continuità con la parte stradale destinata ai veicoli. Il camionista non ha fatto caso, nel ripartire, che i due pedoni stavano iniziando l’attraversamento (quindi ormai fuori dal marciapiede) e li ha travolti. L’accertamento della sua presunta responsabilità non è compito nostro ma speriamo si faccia chiarezza al più presto.
● Dalla vicenda “Ponte Morandi” il divieto viene regolarmente violato partendo proprio dai camion che sgombravano dalle macerie la zona interessata dal disastro, per poi diventare regola, dimenticando che quella delibera era stata adottata per liberare via Cornigliano dai mezzi pesanti in quanto concausa, con le acciaierie di Riva, dell’inquinamento da polveri ecc.
● Troppe “deroghe” sembrano concesse da Tursi per “lavori di somma urgenza” che invece sono ben pianificati e per la reiterata assenza di agenti di polizia municipale impegnati a “garantire la sicurezza dei cittadini” dimostrata anche dai diversi incidenti accaduti già subito dopo l’inaugurazione della nuova strada (vedi, ad esempio, la mancata segnalazione della rotatoria).
● Bisogna considerare che la continuità e/o intersezione tra marciapiedi, piste ciclabili e corsie destinate ai veicoli, in alcuni punti della strada creano davvero un pericolo non da poco soprattutto per le persone più fragili quali diversamente abili, anziani e bambini. Si sta avvicinando l’estate ed ovviamente si sta di più all’aria aperta.
● Resta poi il “rebus” della strada interna Guido Rossa che doveva essere destinata al traffico pesante ed a quello verso ponente, lasciando così via Cornigliano (a tre corsie in tutti i suoi punti) al solo trasporto pubblico ed al traffico del quartiere, da e per il ponente. Ebbene è ora che il Sindaco e il Dirigente preposto alla mobilità urbana, comincino a dare risposte adeguate alle presunte deroghe concesse (spiegandone oggettivamente il perché), alla mancata vigilanza della polizia municipale a presidio della sicurezza della circolazione dei pedoni, alla modifica della continuità e/o intersezione tra marciapiedi, piste ciclabili e corsie destinate ai veicoli, alla mancata destinazione di via Guido Rossa al traffico pesante ed a quello da e verso ponente in modo che, come da progetto originario, in via Cornigliano sia consentito il solo trasporto pubblico ed il traffico del quartiere, da e per il ponente.

Per la Rete Genovese
Comitato Giardini Malinverni
Comitato Officine Sampierdarenesi
Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe
Comitato contro la cementificazione di Terralba
OpposizioneSkymetro – Valbisagno Sostenibile
Comitato con i piedi per terra
Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura di Genova
Comitato Valpolcevera Resistente San Quirico
Comitato Porto Aperto
Comitato SìTram Genova
Comitato Nervi 2022 no ZTL
Comitato spontaneo Trasta Fegino
Comitato liberi cittadini di Certosa
Comitato sotto il ponte
Comitato Cittadini Banchelle
Comitato Vie Ardoino e Landi
Comitato Donne di Cornigliano
Comitato Tutela Ambientale Genova
Circolo Nuova Ecologia
Circolo San Bernardo
Associazione Amici di Ponte Carrega
Associazione Mobilita Genova – MobiGe
Rete Cittadina “Insieme per la Salute di Tutti”
Italia Nostra Onlus
ISDE Medici per l’ambiente
Medicina Democratica movimento di lotta per la salute
Associazione Quelli del Ponte Morandi
Movimento indipendente dei Cittadini per Carignano
NO alla cementificazione di Nervi
WWF Genova Città Metropolitana
Coordinamento Ligure per la gestione corretta dei rifiuti Società della Cura
AMA Associazione Abitanti Maddalena


Si delinea, in sostanza, un blocco critico di cittadini che (basta leggere i nomi dei comitati, a parte le associazioni attive da sempre per ambiente e vivibilità a Genova) si dimostrano e manifestano contrari all’operato della Civica Amministrazione e ora si compattano in una rete solidale

C’è poi la vicenda del ripristino della viabilità a Sestri Ponente, tra via Chiaravagna e Borzoli, dopo la riapertura a sorpresa, due giorni fa, senza le consuete inaugurazioni festaiole, dopo tre anni e con molto ritardo, del ponte obliquo.

A stanotte la segnaletica non era ancora totalmente installata, tanto che è presente un presidio della Polizia locale in via Borzoli per evitare incidenti derivanti dal mancato completamento a ben due giorni dalla riapertura del ponte. Normalmente la segnaletica, in questi casi, si prepara in precedenza, per essere pronta al momento della riapertura. Riapertura che non era nemmeno stata annunciata salvo qualche post su Facebook sui gruppi di quartiere, che non può costituire informazione alla popolazione.

Anche Amt si è limitata a posizionare alle fermate, il giorno della riapertura, l’annuncio della ripresa dell’itinerario “ante cantiere” dei bus. Nessuna informazione, la mattina della riapertura, era giunta ai media e nessuna informazione era presente sul sito dell’azienda.

Insomma, una gestione caotica di tutta la partita, in presenza di un pericolo per la viabilità e la sicurezza certificato dal presidio straordinario della Polizia locale che si fa carico di mettere rimedio all’approssimazione che ha caratterizzato tutte le fasi della riapertura. Pare che la segnaletica verrà terminata oggi. Ma il condizionale, dopo tanto caos, è d’obbligo fino a lavoro realmente finito.

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