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Il Comune perde al Tar e deve risarcire due locali della movida: riceveranno in totale 6 mila euro di denaro pubblico

Accordo tra la Pubblica amministrazione e i titolari che accetteranno il solo 50% di quanto stabilito dal Tribunale amministrativo a fronte della rinuncia a ricorrere al Consiglio di Stato, con il conseguente dispendio di denaro per l’assistenza legale. La chiusura giudicata illegittima dal Tar era stata decisa dalla Direzione Sviluppo Commercio

I locali erano stati chiusi per 30 giorni e, per i successivi sei mesi, avevano ricevuto l’obbligo di chiusura alle 21. Un danno importante, in grado di mettere in ginocchio un’azienda. Tanto più grave perché il Tribunale Amministrativo regionale ha sentenziato, a seguito del ricorso dei piccoli imprenditori, che quella pesante misura era ingiusta e il sistema, quello della rilevazione fonometrica nella stessa zona dove sono aperti decine di locali, non ragionevole proprio perché la massa di frequentatori e il rumore da loro provocato nell’area della movida non può essere inequivocabilmente attribuito a solo una o due attività. La strada era stata tentata anni fa da altre giunte comunali e anche il quel caso era fallita.

Il Comune gli ha offerto ora la metà delle somme stabilite dal Tar (che erano di 4.500 euro per uno e di 7.500 euro per l’altro) in cambio della rinuncia a ricorrere al Consiglio di Stato. La nuova battaglia legale sarebbe costata una bella cifra ai due titolari. I due hanno accettato, quindi, 2.250 euro e 3.750 euro. Per loro una cifra esigua a fronte del danno subito (appunto, la metà di quella calcolata dal Tar), per le casse pubbliche, e quindi per i cittadini genovesi, una spesa (a cui si aggiungono quelle del procedimento conclusosi con la sconfitta per Tursi) che poteva essere evitata non tentando misure “innovative” poi giudicate illegittime dal Tribunale Amministrativo.

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