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Reintegro personale sanitario no vax negli ospedali, per l’assessore Gratarola il luogo migliore è la sala operatoria

Reintegro del personale sanitario sospeso per il rifiuto alla vaccinazione anti-Covid, la Puglia ha deciso di non reintegrarli nei reparti a rischio. Cosa succede in Liguria?

Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni in consiglio regionale: la prima da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno), e sottoscritta dai colleghi del gruppo, la seconda da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta dal collega del gruppo.

Garibaldi ha chiesto alla giunta se intende adottare delle linee guida regionali che prevedano, tra gli indirizzi prioritari e urgenti, quelli di non assegnare i medici e sanitari non vaccinati contro Covid-19, e reintegrati negli ospedali, ai reparti con pazienti fragili. Il consigliere ha ricordato il decreto legge con cui il Governo ha disposto il reintegro anticipato del personale sospeso per aver rifiutato le vaccinazioni anti-Covid.

Tosi ha chiesto alla giunta se intende non reinserire il personale non vaccinato nei reparti con pazienti fragili e ultra fragili. Il consigliere ha ricordato che il governo ha decretato il reintegro, anticipato di 2 mesi, del personale sanitario sospeso per non aver effettuato la vaccinazione anti-Covid e che la Puglia, unico caso nazionale, con propria legge, impedisce l’impiego del personale sanitario non vaccinato contro il Covid nei reparti più a rischio.

L’assessore alla sanità Angelo Gratarola ha premesso che gli operatori non vaccinati sono un numero ridotto e ha spiegato che nel decreto del governo ci sono le indicazioni per studiare il miglior profilo di rischio per operatori e pazienti e che, dunque, ogni asl e ospedale deciderà dove collocare al meglio il personale. Secondo l’assessore le sale operatorie, dove il personale indossa sempre le mascherine e i pazienti sono spesso intubati, potrebbero essere un luogo idoneo. Gratarola ha precisato, infine, che alcuni dei soggetti non sono vaccinati perché la loro situazione clinica lo impediva. Bisogna ricordare, però, che i non vaccinati per ragioni mediche certificate non sono stati privati dello stipendio.

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