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Peste suina: un nuovo caso in Liguria e Confagricoltura denuncia ritardi nella posa delle recinzioni

Ieri l’Istituto zoo profilattico ha dato notizia di un nuovo caso osservato in Liguria nell’area metropolitana di Genova, a Busalla È la sesta positività nel Comune da inizio emergenza

I positivi sono in totale 182, uno in più rispetto all’aggiornamento precedente: 119 per positività in Piemonte, 63 per positività in Liguria.

«Il 20 agosto scorso, in base ai programmi a suo tempo definiti, si sarebbero dovuti concludere i lavori per la posa della recinzione anti cinghiali volta a contrastare la diffusione della peste suina africana nella zona infetta a cavallo tra il Piemonte e la Liguria» dicono all’associazione degli agricoltori.

«A causa delle restrizioni imposte dall’emergenza l’attività di abbattimento dei cinghiali nell’area infetta è sospeso. La recinzione – dichiara Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria – è ancora lontana dall’essere completata e il timore di diffusione dell’epidemia continua a rimanere alto: chiediamo al commissario e alle istituzioni regionali di fornire alle organizzazioni agricole un ragguaglio aggiornato sui tempi di realizzazione della rete anti-cinghiali e di intensificare gli sforzi per completare le opere. Confagricoltura Liguria, come fatto in più e più riprese in questi mesi, sottolinea l’aumento incontrollato delle popolazioni di ungulati e il fatto che, da gennaio a oggi, siano state abbattute poche migliaia di cinghiali, “mentre l’obiettivo che si è dato la Regione Liguria è di arrivare, entro fine anno, a migliaia di capi eliminati con la caccia di selezione; aggiungendo i prelievi previsti con la caccia di controllo e quella programmata, i numeri degli abbattimenti previsti salgono a oltre 40mila».

«I tempi per la conclusione dei cantieri si stanno prolungando pericolosamente – dichiara Luca De Michelis – e l’obiettivo dei 40mila capi abbattuti entro fine anno risulta praticamente impossibile da raggiungere: gli agricoltori hanno il diritto di sapere quando potranno essere completate le opere. Ormai dell’emergenza non si parla quasi più – continua De Michelis – ma il pericolo che l’epidemia si diffonda continua a preoccupare gli allevatori e l’intera filiera. Se si considera che sono cento i cinghiali al mese abbattuti dal nucleo regionale di vigilanza faunistico-ambientale nei primi sette mesi del 2022, si capisce quanto si sia ben lontani da una quantomeno discreta azione di selezione. Occorre un deciso cambio di marcia da parte di tutti i soggetti preposti a mettere in atto le azioni di contenimento ed eradicamento necessarie, senza, ad esempio, perdersi in sterili se non dannosi dibattiti come quello sui cinghiali ‘rinchiusi’ nel Parco della Maggiolina a La Spezia».

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