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In 36 ore 6 soccorsi in stato di ubriachezza e 2 per uso di stupefacenti. Sono soprattutto giovani e giovanissimi

Si tratta per lo più di giovani, anche minorenni: due i 17enni soccorsi dal 118, di cui uno in abuso di stupefacenti/overdose. Un bollettino di guerra che, al di là delle rispettive ideologie, dovrebbe farci (finalmente) riflettere sulla situazione d’emergenza delle giovani generazioni al netto della polemica elettorale sulle devianze

Sul portale regionale per la stampa del 118, che riporta gli interventi di soccorso effettuati, sono frequentissimi i casi di abuso di alcol e uso di droghe pesanti: in grande ripresa l’uso di eroina in vena.

Vediamo tutti i casi da ieri mattina e questa mattina alle 6:15

Oggi, 25 agosto

6:15, via Cantore (Sampierdarena) intossicazione alcolica. Paziente soccorso e trattato sul posto.
3:28, via Quarto (Quarto): intossicazione alcolica per un ragazzo di 17 anni, trasportato al pronto soccorso del San Martino.
2:40, lungomare di Pegli (Pegli): intossicazione etilica per una ragazza di 21 anni soccorsa in codice rosso (poi degradato a verde), tanto che è intervenuta anche l’auto medica. La giovane è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Evangelico di Voltri.

Ieri, 24 agosto

21:47, via Murcarolo (Nervi-Quinto-Sant’Ilario): intossicazione etilica per una donna di 58 anni medicata sul posto.
19:52, piazza Ortiz (Portoria-Centro Est): abuso di stupefacenti/overdose per un ragazzo di 17 anni soccorso in codice giallo e trasportato al Galliera in codice verde.
12:35, via Rela (Sampierdarena): intossicazione etilica per un uomo di 40 anni soccorso in codice giallo e trasportato al Villa Scassi.
10:35, via Cuneo, Camogli: abuso di stupefacenti/overdose per una ragazzo di 27 anni soccorso in codice giallo e trasportato al pronto soccorso del San Martino.
0:22: corso Italia: intossicazione etilica. Il soccorso (in codice giallo, poi degradato a verde) è stato trasportato al San Martino.

Un caso di intossicazione da farmaci è stato registrato dal 118 alle 22:09 in una casa di via Cantore, a Sampierdarena e ha visto il soccorso di un ragazzo di 24 anni trasportato al Villa Scassi. Non sappiamo se si trattasse di tentato suicidio o uso di medicinali psicotropi per tossicodipendenza, ad esempio da metanfetamine.

Al calcolo mancano anche tutti gli incidenti causati da abuso di alcol, stupefacenti o farmaci. Non è raro che proprio l’abuso di sostanze sia il motivo dei sinistri, anche con conseguenze gravi o mortali. Non stiamo parlando solo di incidenti stradali: recente è il caso del trentunenne che, rifiutato in stato di ebbrezza alla porta, ha deciso di entrare in una discoteca di corsa Italia passando per i tetti delle cabine, scivolando, battendo la testa con violenza e morendo cinque giorni dopo al San Martino.

Mancano anche tutti i casi di rissa e zuffe innescate da persone in stato di ebbrezza.

Tenete conto che si tratta di giornate infrasettimanali: nel fine settimana i numeri aumentano sensibilmente.

Senza permetterci, come media, di inserirci nella polemica politica dal sapore squisitamente elettorale sulle “devianze”, abbiamo voluto dare conto dei risvolti pratici di una di quelle devianze che non può che essere universalmente riconosciuta, non opinabile in quanto porta conseguenze sulla salute di chi abusa di alcol, farmaci o stupefacenti e a volte anche sulla salute o sulla vita degli altri. Una devianza contro la quale si fa poco o nulla.

Qui finisce la notizia giornalistica e comincia la nostra opinione. Diteci nei commenti sui social cosa ne pensate voi.

devïanza s. f. [der. di deviare]. – Termine usato per indicare quei comportamenti che si allontanano da una norma o da un sistema di regole; in partic., in sociologia, la non conformità agli standard normativi del gruppo o sottogruppo sociale di appartenenza, e più spesso a quelli del gruppo dominante, il quale, non potendo accettare tale comportamento abnorme, lo disapprova e spesso lo condanna con l’emarginazione o con sanzioni sociali di vario tipo. [Dalla Treccani]

Il problema non è il vocabolo, ma, al netto delle diverse opinioni politiche USATE in campagna elettorale:
1) quali sono le regole che si intendono “da rispettare” stabilendo i canoni per definire i comportamenti “deviati”.
2) che si legittimi l’emarginazione come sistema di intervento sugli evidenti problemi di una generazione.
3) che si neghi, dall’altra parte, che un problema sociale esiste.
4) che non si ammetta che le devianze (in senso stretto, intese come ubriachezza e uso di stupefacenti pesanti, risse e violenza) non nascono come i funghi, ma sono figlie della società, cioè delle precedenti generazioni.
4) che si tenda a marchiare come devianze anche problemi psichiatrici veri e propri e che di conseguenza non li si curi come tali.
6) che non si preveda altra soluzione che l’emarginazione, la repressione poliziesca degli effetti e l’introduzione di nuove e più stringenti regole.

Un’altra volta un problema reale, che esiste, viene strumentalizzato in campagna elettorale da tutte le parti. Non lo si si affronta né si prevede di affrontarlo con gli strumenti adeguati.

Un’altra volta, sui temi sociali ci si divide tra falchi e colombe (come per l’immigrazione) senza che nessuno traguardi interventi adeguati e non ideologici, tesi alla soluzione del problema e non al voto nell’urna.

Per quanto riguarda l’alcolismo dei giovani, l’atteggiamento diffuso è quello di mettere un cerotto sulle conseguenze senza curare la “malattia” della società. Cioè si arrestano i pusher e più raramente i grossisti e il loro posto viene preso da altri pusher o grossisti, perché se c’è la domanda ci sarà sempre un’offerta, magari cambiando le facce, ma non la sostanza. Non si interviene, però, sulla prevenzione delle dipendenze. Manca una concreta e funzionante risposta educativa nella scuola e la società (a partire dalla televisione e dagli incontenibili social) continua a proporre modelli incongrui.

Per quanto riguarda l’alcolismo dei giovani, si continua a tentare di comprimere le conseguenze, a partire dal rumore nella movida fino alle risse nei quartieri del levante: è come svuotare il mare con un cucchiaio. Nel tempo sono stati pensati riduzioni di orario dei pubblici esercizi, controlli muscolari delle forze dell’ordine e della Polizia locale, controlli fonometrici reiteratamente diretti a contrastare i locali quando è ormai evidente che i problemi si verificano anche in spazi aperti, come i giardini di Quinto e che è molto meno dispendioso per i ragazzi portarsi bottiglie e lattine comperate nei supermercati nel pomeriggio.

Manca, in sostanza, un progetto educativo, mancano alternative attraverso le quali conquistare i giovani ad altre più sane occupazioni: sport, cultura, creatività.

Il risultato del disimpegno o dell’inadeguatezza dei provvedimenti delle autorità nazionali e locali è il bollettino di guerra quotidiano del 118. Si continua a parlare di devianze e mai di soluzioni credibili.

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