Cultura 

Lo storico dell’arte: «Insieme a villa Centurione Carpaneto diventano pubblici gli affreschi dello Strozzi»

Giacomo Montanari (il curatore dei Rolli Days): «Sono le uniche opere ad affresco del pittore seicentesco integre e perfettamente conservate». La notizia, passata un po’ in sordina nel quadro di una serie di acquisizioni immobiliari per il recupero del quartiere di Sampierdarena, travalica di molto i confini della zona e potrebbe preludere, se lo scopo sarà perseguito dall’amministrazione, al recupero e alla pubblica fruizione del sistema delle ville

Giacomo Montanari, professore universitario, storico dell’Arte, curatore dei Rolli Days, ha voluto sottolinearlo sulla sua bacheca Facebook titolando: «GLI AFFRESCHI “INVISIBILI” DI STROZZI DIVENTANO PROPRIETÀ DI TUTTI»

Il riferimento è all’acquisizione da parte del Comune di villa Centurione Carpaneto, edificio seicentesco in pessime condizioni interne ed esterne in piazza Montano, a Sampierdarena. La notizia è finita in un elenco in un comunicato dell’Amministrazione che parlava di acquisizioni di immobili vari, non di pregio, ma utili in vario modo al recupero del quartiere. La speranza è che a Tursi si comprenda l’importanza del recupero all’accesso pubblico e alla fruizione a scopo culturale e turistico-culturale della villa.

Dentro ci sono, integri, alcuni affreschi di Bernardo Strozzi, detto il Cappuccino o il Prete genovese (Campo Ligure, 1581 – Venezia, 2 agosto 1644). È stato un pittore e religioso italiano del Seicento ed è considerato uno dei più importanti e prolifici esponenti della pittura barocca italiana. I genovesi lo ricorderanno per la tela “La Cuoca” conservata a Palazzo Rosso e per il “Compianto sul Cristo Morto” conservato presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti.

Altri affreschi di Bernardo Strozzi sono presenti a palazzo Nicolosio Lomellino, palazzo dei Rolli in via Garibaldi. Sono straordinari, ma non integri perché nel corso del tempo furono riusate, diversamente divide e gli affreschi risultarono frazionati in più ambienti e coperti. Solo qualche anno fa sono stati riscoperti e restaurati.

La villa fu fatta costruire dal nobile Cristoforo Centurione casata che vantava altre proprietà nel borgo di Sampierdarena. Il palazzo rimase alla famiglia sino al 1757 come documenta la planimetria di Matteo Vinzoni che la indica del Mag.co Filippo. Nella seconda metà dell’Ottocento passò ai Tubino e poi ai Carpaneto. Attualmente la dimora non è più residenza patronale, è stata per un periodo sede della scuola materna statale Bacigalupo mentre il pian terreno ancora oggi ospita esercizi commerciali.

Situata sull’antico asse dei transiti, nella zona in cui la strada si divide in due versanti uno rivolto verso la val Polcevera (dall’attuale via Carlo Rolando) e l’altro verso ponente in direzione di Cornigliano, l’edificio occupava un vastissimo lotto esteso sino al mare. Nella planimetria del Porro (1835-38) la proprietà è indicata a levante del percorso in corrispondenza dell’antica “Crosa dei Buoi” e a ponente con i giardini delle proprietà limitrofe.

Non esistono documenti precisi che indicano la data di costruzione né il nome dell’architetto chiamato a progettare l’edificio, ma la struttura architettonica richiama la tipologia locale prealessiana, caratterizzata dal volume articolato a L e movimentato dalla presenza di una torre quadrata rivolta sul lato nord, mentre il giardino dalle forme all’italiana era sviluppato in larghe fasce intersecate da ampi viali e parti coltivate ad orto, vigneto e frutteto.

Con la costruzione della nuova linea ferrovia e della via Vittorio Emanuele, nella seconda metà dell’Ottocento la rigogliosa vegetazione che circondava la villa viene progressivamente alterata dall’espansione edilizia e si conserva parte della pertinenza sul lato della stazione ferroviaria. Con l’apertura di via Antonio Cantore nel 1936 e della piazza Nicolò Montano viene abbattuta la stretta ala di levante situata verso il lato mare, a cui si aggiunge il nuovo prospetto architettonico di gusto classicheggiante tipico dell’epoca che conferisce alla dimora un aspetto più austero e la pone al centro di importanti crocevia stradali.

L’edificio nonostante abbia subito importanti restauri che hanno alterato l’originaria articolazione del volume, la parte posteriore che affaccia su via Carlo Rolando mantiene l’assetto originario dell’epoca costruttiva. Sia il pian terreno e il relativo piano ammezzato8 è costituito su tutta la superficie di muratura da bugnato9 mentre sul piano nobile spiccano i grandi finestroni e i balconi in marmo con balaustrini10; conclude la facciata il relativo piano ammezzato.

In contrapposizione alla disomogenea struttura della facciata all’interno della dimora si conservano pregevoli decorazioni opera di un noto artista genovese: Bernardo Strozzi (Genova 1581- Venezia 1644) chiamato nel 1623, dal nobile Luigi Centurione, per affrescare le volte delle sale del piano nobile. Il ciclo decorativo è dedicato a episodi di storia romana con scene di Curzio che precipita nella voragine e Didone con Enea nell’Antro e un altro grande riquadro raffigurante Orazio Coclite sul ponte, che attestano l’ultima produzione del pittore prima della sua partenza a Venezia.

Qui, in un video del Comune di Genova, Giacomo Montanari illustra la villa.

«Si può avere l’opinione che si vuole, ma l’acquisizione di villa Centurione Carpaneto da parte del Comune di Genova – Genoa Municipality è – se tutto andrà in porto – una GRANDE cosa – scrive Montanari -. Villa Centurione conserva le UNICHE opere ad affresco di Bernardo Strozzi ancora PERFETTAMENTE conservate e rappresenta un luogo che – per questo – potrebbe dare, insieme agli altri straordinari edifici di villa del quartiere genovese, un impulso importante alla rilettura storica e artistica di questo territorio complesso e stratificato. Villa Imperiale “La Bellezza”, Villa Grimaldi “La Fortezza”, Villa Spinola di San Pietro, Villa Centurione “del Monastero” sono quattro strepitose residenze del Secolo dei Genovesi con affreschi importantissimi e una storia – unica – da raccontare. Unitamente a Villa Centurione Carpaneto formano un quintetto di residenze che segnano un territorio complesso. Sampierdarena non è seconda a nessun luogo della Liguria (forse solo all’area del Sito UNESCO dei Palazzi dei Rolli) per qualità dei siti monumentali e potenzialità di attivazione di circuiti culturali: è un’occasione irripetibile, che dovrà vedere una progettualità virtuosa da attuarsi nei prossimi 10 anni. Quando un bene di questo valore da privato (e chiuso, degradato, abbandonato, mi verrebbe da aggiungere) diventa pubblico è un successo per tutti: diventa luogo condiviso, patrimonio della Città. Attenzione: non ho nulla contro i privati (che spesso tutelano meravigliosamente i propri beni), ma è altrettanto vero che se si sarà capaci di fare progetti che abbiano al centro il patrimonio monumentale, come attivatore di attività commerciali, sociali e culturali, Sampierdarena potrà trovare risorse per permettere ai suoi cittadini di vivere meglio il proprio spazio. Bernardo Strozzi e i suoi affreschi tornano, intanto, proprietà dei genovesi…e questo, credetemi, è un successo straordinario di cui essere davvero molto, molto fieri».

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