Oggi a Genova 

Bufera social sulla copertura dei sampietrini sulla strada della Guardia, ma è un provvedimento provvisorio di sicurezza

La strada è privata, di proprietà del santuario collocato sulla vetta del Monte Figogna. Molti cubetti di pietra erano saltati e la salita era diventata molto pericolosa soprattutto per motociclisti e ciclisti, oltre che per i pedoni. Si stava creando un pericoloso effetto domino che avrebbe portato in breve tempo a perdere l’intera pavimentazione. Il sindaco di Ceranesi Montaldo: «Lancio una sottoscrizione per aiutare il Santuario a restaurare il pavé»

Gogna Facebook per l’asfaltatura dell’ultimo tratto di salita alla Madonna della Guardia, una strada di 10 chilometri tra curve a gomito e ripide salite (in quel tratto specifico la pendenza è del 13,2%) che culmina con il salitone privato, di proprietà del santuario. Certo, l’asfalto non è affatto bello da vedere, ma il mugugno Facebook è partito alla lapidazione senza considerare lo stato delle cose, i problemi, le possibili soluzioni. Qualche politico “contro”, sempre sui social, ha pure criticato ironizzando sul “Modello Genova” perché la strada è provinciale (si tratta della SP 52), ma quel tratto è privato. Né di competenza della Città Metropolitana (il cui sindaco è Marco Bucci a cui, appunto, è idealmente abbinato il “Metodo Genova”) né tantomeno del Comune di Ceranesi nel cui territorio si sviluppa senza che sia di competenza dell’amministrazione pubblica.

Nessuno si è preoccupato di andare a capire i perché e i percome e sui social è partita la macchina del fango. Nei commenti c’è anche chi accusa la Soprintendenza di non aver “fermato lo scempio” unendo in un unanime coro di dissenso le voci di chi è sinceramente dispiaciuto (come il ciclista ultra ottantenne che ci ha segnalato la situazione) e quelle di chi cavalca politicamente la vicenda, passando per quelle dei tanti sempre pronti a criticare. Insomma, si è innescato il più classico esempio di qualunquismo populista che non cerca ragioni e soluzioni e punta solo a gettare palta “a buon mercato” sull’obiettivo di turno. Questo è stato il divertimento degli eterni “idignados” in questa calda domenica di agosto.

Noi abbiamo voluto, invece, capire di più e abbiamo intervistato il sindaco di Ceranesi, Claudio Montaldo. Abbiamo voluto comprendere davvero quello che è successo per spiegarlo a chi, tra i nostri lettori, voglia essere in possesso di tutte le informazioni prima di giudicare.

«Il pavé – spiega Montaldo – è stato realizzato nel tratto di proprietà del Santuario della Madonna della Guardia in occasione del Giubileo del 2000. Progressivamente sono saltati tanti cubi di pietra e la strada era diventata un pericolo, soprattutto per le persone che salgono a piedi, per i ciclisti e per i motociclisti. I buchi si stavano allargando e, come accade per i mosaici, quando salta una tessera cominciano a “scappare” anche quelle che stanno attorno e il problema si allarga a macchia d’olio».

Sicuramente un grande ruolo nel degrado della strada la ha la forte pendenza: quando piove forte, l’acqua che scende a valle diventa irruente e la sua forza, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ha seriamente danneggiato la strada.

«In assenza dei fondi necessari per il ripristino, una cifra cospicua, il responsabile del Santuario ha valutato le possibili soluzioni – dice il Sindaco di Ceranesi -. È stata esclusa quella delle toppe di asfalto che sarebbe stata ancora più brutta e che avrebbe retto pochissimo. In accordo con la Soprintendenza è stato deciso di coprire il pavé per fermare il degrado e, quando ci saranno i fondi, poterlo recuperare e restaurare. Il pavé non è stato distrutto, è stato solo coperto. Le questioni di sicurezza della viabilità e del transito pedonale non possono che essere primarie».

Per chi obiettasse che il Comune o la Città Metropolitana avrebbero potuto ristrutturare il pavé a loro spese, ricordiamo che un impegno di spesa su beni di privati porterebbe alla Corte dei Conti qualsiasi amministratore: è infatti vietato dalla legge.

Infine il sindaco Montaldo lancia un’idea per riportare il pavé alla sua bellezza e aiutare monsignor Marco Granara, rettore del Santuario della Madonna della Guardia: «Invito tutti quelli che si sono scandalizzati e hanno scritto sui social ad andare alla Guardia ad aiutare. Bisogna aprire una sottoscrizione mirata al recuperò del Pavé a favore del Santuario».

Pare che la cifra necessaria si aggiri attorno ai 300mila euro.

In copertina: la foto postata sui social da Pino Scintilla che è stata condivisa, poi, in diversi gruppi e da alcuni esponenti politici

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