Cronaca 

Tassisti in corteo contro le liberalizzazioni paralizzano la città

Circa 400 le auto bianche partite dall’aeroporto e che hanno poi intasato lungomare Canepa, la sopraelevata e il centro per la manifestazione genovese di categoria che è una delle iniziative che si stanno svolgendo in tutta Italia contro l’articolo 10 del Ddl Concorrenza votato dall’intero governo anche se ora qualche partito tenta la retromarcia in Parlamento cavalcando la protesta. Il Codacons chiede alle Procure di intervenire per far cessare lo sciopero e i disagi per i cittadini

Molti i disagi per traffico cittadino nella seconda giornata di protesta nazionale dei tassisti. Ieri una delegazione dei genovesi era a scesa a Roma per la manifestazione nazionale. Da ieri quasi tutti gli 869 tassisti genovesi incrociano le braccia come i loro colleghi dell’intero Stivale garantendo i servizi per le fasce deboli: disabili, anziani e malati.

Il viceministro alle Infrastrutture Teresa Bellanova ha spiegato in un’intervista al Messaggero le finalità del ddl. Tra queste le regolazione delle molte piattaforme di intermediazione del servizio. Inoltre ha dichiarato: «Questo è un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri dove siedono tutti i partiti di maggioranza. Da parte del Governo non c’è la disponibilità allo stralcio – ha dichiarato Bellanova -. Stiamo lavorando per chiarire meglio gli scopi della riforma e fugare i rischi che le categorie hanno intravisto». Il viceministro ha anche specificato che l’articolo 10, contrariamente a quanto affermano i tassisti, non vuole aprire a una liberalizzazione selvaggia del settore.

Intanto associazione consumeristica Codacons chiede al Governo di «non cedere alla violenza» e di «proseguire sulla strada della concorrenza per migliorare il servizio reso ai cittadini e adeguare la medievale normativa sui taxi vigente in Italia al panorama attuale!

L’associazione che tutela i consumatori, dopo i due giorni di fermo dei tassisti, chiede l’intervento delle «Procure di tutta Italia verificando se lo sciopero di 48 ore dei taxi possa rappresentare una interruzione di pubblico servizio».

«Ogni volta che in Italia si tenta di migliorare il comparto del trasporto pubblico non di linea e introdurre novità che vanno a vantaggio dei consumatori e che possono determinare un calo delle tariffe, i tassisti dichiarano guerra al Governo e agli stessi cittadini, prendendo in ostaggio le città e paralizzando il servizio» conclude il Codacons.

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