Oggi a Genova 

Pesci d’aprile, il direttore di Amt “buca” la promessa di riaprire l’ascensore Cantore Scassi

Il 13 aprile scorso il direttore generale della partecipata del Comune aveva assicurato in diretta in una trasmissione televisiva che l’impianto “maledetto” sarebbe tornato in funzione entro l’estate. Così non sarà. Sono infatti necessarie ancora ulteriori modifiche

Pesci aveva detto il 13 aprile scorso in diretta a Primocanale, rispondendo a una delle domande dei telespettatori: «La buona notizia è che, avendo rivisto problemi progettuali e avendo ricevuto direttamente dal costruttore nuovi interventi riparativi rispetto all’ultimo incidente avvenuto, l’ascensore è pronto: in settimana ci sarà la visita dell’ente di controllo che dovrà verificare i lavori e poi potrà appunto dare il benestare della struttura e così si potrà pensare a rimetterlo in funzione». I tecnici Ustif (così si chiama l’ente di controllo) sono arrivati e hanno calato il più classico dei due di picche quando briscola è cuori.

Così, Pesci, immarcescibile tecnico per tutte le stagioni politiche, lui che ad aprile pensava di aver calato il jolly a favor di telecamera e aveva dato l’annuncio gongolando (mentre “radio Amt” riferisce che in azienda a molti, presidente in testa, tremavano le vene dei polsi), si trova ora in mano l’omino nero.

La storia dell’ascensore Cantore-Villa Scassi, o, quantomeno la cabala, avrebbero consigliato maggiore prudenza. L’impianto, infatti, è stato inaugurato ufficialmente già ben 4 volte. L’ultima volta, la quinta, l’assessore Matteo Campora, rimasto col cerino in mano al passaggio di consegne di Stefano Balleari – migrato ai più tranquilli e remunerativi lidi del Consiglio regionale – aveva ritenuto più prudente evitare le cerimonie ufficiali per non finire a essere lo zimbello dei cittadini a un nuovo eventuale stop, puntualmente avvenuto in capo a pochi giorni. Quattro le inaugurazione ufficiali, più una in stile understatement. di tutte queste, una con la giunta di centrosinistra e quattro con quella di centrodestra. In cinque anni e mezzo l’ascensore ha funzionato un pugno di giorni appena, a intermittenza tra una inaugurazione e l’altra, sempre alla stoica presenza del direttore generale, a passare le forbici per il taglio del nastro all’assessore di turno: ben 3 tra centrosinistra e centrodestra in cinque anni e mezzo.

E, no, neanche stavolta è andata bene. Si è capito che servono ulteriori modifiche, pare proposte dalla stessa azienda realizzatrice che deve essersi pentita mille e una volta di averi vinto, all’epoca, l’appalto. Epoca in cui Stefano Pesci era già al suo posto in azienda (mentre il presidente Marco Beltrami la grana l’ha ereditata): l’esperienza, però, non gli è bastata, tra un taglio di nastro e un’ospitata in tivvù, a evitare l’ennesima dura facciata mediatica contro la realtà dell’impianto fermo.

Davanti alle telecamere di cui è habitué (lui, “tecnico”, nemmeno fosse un politico in cerca di consenso), il 13 aprile scorso, ha vinto ancora una volta la sua naturale ritrosia e ha dichiarato a ciel sereno l’apertura, senza che nessuno in azienda ne sapesse nulla. Senza, soprattutto, che qualcuno oltre Pesci se la sentisse di anticipare la nuova puntata di questa tormentata vicenda-telenovela senza avere quantomeno una ragionevole certezza in tasca.

Quel giorno, sui social, i cittadini di Sampierdarena commentarono causticamente l’incontinenza “annunciatoria” di Pesci, sostenendo che ci avrebbero creduto quando avessero visto l’ascensore funzionare, magari per qualche giorno di seguito, senza intoppi. Avevano ragione, a quanto pare. C’è il nuovo adeguamento tecnico da fare, poi ci sarà il collaudo, la nuova verifica Ustif, che avendo da collaudare ascensori in tutta Italia non arriverà esattamente in qualche minuto o in qualche giorno. Si parla di settimane se non di mesi.

Pesci, da tecnico, non ha valutato i risvolti politici della vicenda. Ha fornito una deadline in odor di elezioni comunali, porgendo il fianco (non il suo, che pare inossidabile, ma quello dell’Amministrazione) alle critiche del centrosinistra praticamente sulla soglia dei seggi. Partirà la solita commedia di accuse incrociate, con l’opposizione ad accusare la maggioranza di non aver saputo far camminare l’impianto in cinque anni e il centrodestra a rimandare al mittente le accuse sostenendo che, in fondo, il progetto è stato approvato sotto la giunta Giunta Doria. E, intanto, i cittadini arrivano all’ospedale Villa Scassi in bus sostitutivo diventato, praticamente, di linea.

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