Sembrava un centro massaggi, ma era un bordello. Sequestro e denunce della Guardia di Finanza

La casa d’appuntamento pubblicizzava i suoi servizi anche su internet. L’inchiesta è nata perché è stato individuato un cliente a cui non era stato rilasciato lo scontrino e da lì…

I militari del Gruppo della La Spezia hanno sequestrato un centro massaggi orientali, adibito a vera e propria casa di appuntamento a luci rosse. I titolari del centro di nazionalità cinese sono stati sottoposti alla misura cautelare personale per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

I Finanzieri del Comando Provinciale di La Spezia hanno individuato e sottoposto a sequestro un centro massaggi orientali, adibito a vera e propria casa di appuntamento a luci rosse. I titolari del centro, due coniugi di etnia cinese, di anni 41 e 45, sono stati sottoposti alla misura cautelare personale dell’obbligo di dimora per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; il procedimento è in fase di indagini preliminari.

L’attività, pubblicizzata anche su diversi siti internet, non è passata inosservata ai militari del Gruppo di La Spezia, che nel corso di un’ordinaria attività d’Istituto, hanno individuato un avventore del centro massaggi al quale non era stato rilasciato il previsto documento fiscale. Da ulteriori accertamenti è emerso che lo stesso soggetto poco prima aveva ricevuto una prestazione sessuale a pagamento. Veniva così avviata una più ampia attività investigativa nei confronti del centro massaggi, al fine di individuare la clientela dello stesso, dalla quale emergevano chiari elementi di prova, secondo l’ipotesi d’accusa vagliata dal GIP, che nei confronti degli avventori, durante le sedute condotte da giovani operatrici siniche, venivano proposte prestazioni sessuali in cambio di pagamenti extra, riversati poi ai coniugi titolari dell’attività; il costo della prestazione variava tra i 70 e i 130 euro.

Nel corso delle attività esecutive, peraltro, i militari della Guardia di Finanza hanno anche accertato che all’interno del centro massaggi era presente una stanza adibita ad abitazione e verosimilmente destinata a far dimorare a rotazione le ragazze impiegate nelle prestazioni sessuali che, quindi, permanevano nei locali senza soluzione di continuità.

L’attività di servizio descritta è riprova dell’abilità investigativa e della duttilità operativa dei militari, costantemente impiegati nella più ampia azione al contrasto ai multiformi aspetti dell’illegalità, quotidianamente condotta dal Corpo grazie alle sue molteplici proiezioni investigative ed operative, orientate anche a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini.

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