Scioglimento dei ghiacci: il nostro porto rischia riduzione traffici

ice pieces in water

Non per il rischio che si alzi il livello del mare, ma perché si potrebbe avviare una rotta che taglierebbe fuori il Mediterraneo. A Palazzo San Giorgio l’evento nazionale sulle relazioni fra Italia e Artico

ice pieces in water

Il ghiaccio artico continua a sciogliersi con sempre maggiore rapidità, e il cambiamento climatico porterà inevitabilmente profondi mutamenti nella regione polare. Ma non solo, visto che l’impatto climatico e ambientale ha e avrà sempre più forti riverberi anche sul Mediterraneo.

Ma cosa succederà se si apriranno nuove rotte commerciali? Il porto di Genova potrebbe subire notevoli ripercussioni negative nel futuro? La logistica italiana saprà far fronte a una potenziale rivoluzione? Per rispondere a questa e a molte altre domande, oggi tornato a GenovaItalia chiama Artico”, il festival di Osservatorio Artico, primo portale italiano di informazione sul tema.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Genova Marco Bucci e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, è stato Michael Mann (EU Special Envoy for Arctic Matters) a illustrare la nuova strategia artica dell’Unione Europea, varata nello scorso Ottobre. Il Ministro Carmine Robustelli, Inviato Speciale dell’Italia per l’Artico, ha raccontato la strategia italiana per l’Artico, dato che il nostro Paese è anche membro Osservatore dell’Arctic Council dal 2013. 

La guerra in Ucraina ha portato a forti preoccupazioni nell’area, dove la Russia possiede oltre 24mila chilometri di coste artiche. Al largo delle quali dovrebbe passare la futura Northern Sea Route, la rotta marittima commerciale in grado di abbattere di oltre 10 giorni la navigazione Asia-Europa. Ma le incognite sono molte, e i costi ancora proibitivi. Le aziende però hanno già iniziato a studiare il tema, e sono molte le ipotesi in campo. 

Marco Piredda, Senior Vice-President di ENI, ha spiegato cosa succederà a livello energetico, mentre Sonia Sandei (Head of Electrification, Enel Group) ha illustrato le strategie dell’azienda per la transizione ecologica. Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, ha analizzato il dettaglio e le necessità delle compagnie di navigazione, che all’Artico guardano con un misto di preoccupazione e interesse. Mentre il Contrammiraglio Nannini, direttore dell’Istituto Idrografico della Marina, ha portato a “Italia chiama Artico 2022” il racconto della missione italiana High North, che dal 2017 ogni anno naviga nell’Artico sulla nave Alliance. 

Durante la giornata sono stati presenti, tra gli altri: Vito Vitale e Stefania Gilardoni, dell’Istituto di Scienze Polari del CNR (in collegamento in diretta dalla Stazione Artica Dirigibile Italia), gli Ambasciatori di Norvegia e Danimarca, S.E. Johan Vibe e S.E. Anders Carsten Damsgaard, i docenti di diritto internazionale e UE Francesco Munari e Lorenzo Schiano di Pepe, il Professore Alessandro Vitale (Università Statale di Milano), Alexander Flaherty (Polar Outfitting), Gianluca Frinchillucci (Istituto Geografico Polare) Laura Borzi (Centro Studi Italia-Canada), Simone Pieranni (Il Manifesto/China Files), Pietro Figuera (Osservatorio Russia) e Federico Petroni (Limes, Rivista italiana di Geopolitica).

Iniziativa con il patrocinio di: Commissione Europea, Parlamento Europeo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Ministero della Difesa, Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Regione Liguria, Comune di Genova, Società Geografica Italiana, Assocostieri, Assarmatori, Confitarma, Federlogistica, Istituto Geografico Polare, ENAC.

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