Inchiesta spese pazze, la Cassazione conferma l’assoluzione per 19 ex consiglieri regionali

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Tra questi l’ex viceministro e coordinatore ligure della Lega Edoardo Rixi, il commissario per la Regione Liguria di Fratelli d’Italia Matteo Rosso, il senatore leghista Francesco Bruzzone, allora presidente del consiglio regionale e Michele Boffa (Pd) anche lui ex presidente del consiglio regionale

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Sono stati assolti Edoardo Rixi (Lega) Michele Boffa, ex presidente del Consiglio regionale (Pd), Antonino Miceli (Pd), Marco Melgrati (Fi), Luigi Morgillo (Fi), Matteo Rosso (Fi), Gino Garibaldi (Fi) , Franco Rocca (Fi), Alessio Saso (Ncd), Francesco Bruzzone, senatore leghista, Marco Limoncini (Udc), Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando), Aldo Siri (Lista Biasotti), Raffaella Della Bianca (Fi), Roberta Gasco (Udeur), Marilyn Fusco (Idv), Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), Matteo Rossi e Alessandro Benzi, entrambi in Sel. Per loro le pene in primo grado andavano da 3 anni e due mesi a 2 anni e un mese. 
 Erano stati assolti in primo grado Massimo Donzella (Udc), Ezio Chiesa (Pd) e Stefano Quaini, ex Idv e Sel.

La Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura contro l’assoluzione in Appello. In primo grado erano stati tutti condannati tranne Massimo Donzella (Udc), Ezio Chiesa (Pd) e Stefano Quaini, all’epoca Idv e Quattro i sindaci che dovettero dimettersi per effetto della Legge Severino: Rocca (Zoagli), Garibaldi (Cogorno), Melgrati (Alassio) e Limoncini (Cicagna). Rixi, in quanto parlamentare, non aveva obbligo di dimissioni (per i parlamentari scattano solo a condanna definitiva), ma decise di dimettersi comunque.

I fatti si riferiscono agli anni tra il 2010 e il 2012. Secondo la Procura i consiglieri avrebbero chiesto (o avallato, nel ruolo di capigruppo) e ottenuto rimborsi con soldi pubblici per spese definite istituzionali che comprendevano cene, viaggi, gratta e vinci, ostriche, fiori, spese effettuate anche in giorni festivi. Per la Corte d’Appello e la Cassazione “il reato non sussiste”.

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