Costo dei trasporti e “sindrome della guerra”. si svuotano gli scaffali dei supermercati

Da ieri le scorte di molti punti vendita hanno cominciato ad assottigliarsi. Il costo del carburante in continua salita sta fermando i camion: alcuni viaggi non convengono più. Da lunedì, Trasportounito ha annunciato il blocco proprio a causa dei costi. Contemporaneamente, in molti stanno facendo incetta di prodotti “di base”: olio, farina, pasta, latte a lunga conservazione

La paura della guerra ha spinto anche molti genovesi (ma il fenomeno è esteso a tutto il territorio nazionale) ha spinto molte persone a fare incetta di prodotti di prima necessità. Passa sotto il nome di “sindrome della guerra”, il motivo per cui i nostri genitori o nonni avevano sempre in dispensa qualche pacco di farina o di zucchero e qualche bottiglia d’olio. Fatto sta che tra ieri e oggi c’è stata la corsa all’accaparramento, con code infinite alle casse dei supermercati letteralmente presi d’assalto.

Nel frattempo, alla corsa all’acquisto non ha corrisposto un altrettanto veloce rifornimento. Non per mancanza dei responsabili dei supermercati, ma perché le aziende di autotrasporto, soprattutto quelle più piccole, stanno fermando i mezzi quando rischiano, per le consegne, di spendere in carburante più di quello che guadagnerebbero. Il risultato è una crisi di rifornimento che rischia di ricadere sulle nostre borse della spesa anche in termini di costi.

Le foto dell’In’s di Certosa, del Basko di via Vezzani (ieri) e della Coop di Piccapietra questa mattina alle 8:30.

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