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Teatro Govi, la proposta del presidente Romeo: «Un evento sulla cultura russa senza il Consolato»

Il presidente del Municipio Valpolcevera tenta di lanciare un’idea positiva che potrebbe anche servire a spiegare a tutti coloro che hanno levato gli scudi “a difesa” della cultura russa che il problema non è la cultura e nemmeno il popolo russo, ma l’invasione del governo russo, con a capo Putin, all’Ucraina, con i tanti morti, il dolore e la devastazione (anche di luoghi d’arte) che sta creando. Cultura e teatro sì, ma senza il coinvolgimento dei rappresentanti di quel governo a Genova

È il presidente del municipio Valpolcevera a tirare fuori l’uovo di Colombo: una soluzione che potrebbe contribuire a spiegare quel che troppi non vogliono capire, e cioè che non è ragionevole (e forse nemmeno possibile, considerato che l’Italia aderisce alle sanzioni economiche contro la Russia e, sempre insieme a tutta Unione europea, invia all’Ucraina le armi per resistere agli invasori.

«In merito alle due serate teatrali dedicate al Festival internazionale di musica e letteratura russa, il Teatro Govi mi ha comunicato la volontà di rinviare tale evento a data da destinarsi – scrive Federico Romeo sulla sua pagina Facebook -. Tale evento oltre a coinvolgere a livello cittadino diversi teatri di Genova, si sarebbe realizzato con il pieno coinvolgimento del Consolato Russo. Proprio per questa ultima ragione, l’Associazione Amici del Teatro Govi ha deciso di rinviare questo tipo di evento a data da destinarsi. Il Municipio non è mai entrato nelle decisioni del calendario teatrale, ma in qualità di Presidente ho chiesto al Teatro di organizzare invece un momento culturale e teatrale sulla musica e letteratura russa, in maniera autonoma dal Consolato. Come Municipio e come Presidente sappiamo ben distinguere il valore della cultura e del grande valore di Dostoevskij che non hanno confini. Il Teatro è anche critica e questa è una grande ricchezza che dev’essere custodita in ogni ambito, soprattutto quando essa è costruttiva. Ci tengo a ringraziare tutti i volontari del Teatro Govi e sono certo che presto ci sarà il momento teatrale che auspico e invito tutta la cittadinanza a partecipare».

Domani, la giunta comunale approverà su proposta del sindaco Marco Bucci, ogni collaborazione con la Russia fino a fine conflitto. Tra le varie partite aperte c’è anche il prestito di alcune opere genovesi al Museo Statale di Storia di Mosca. Al di là delle oggettive difficoltà logistiche (spazi aerei chiusi ai velivoli russi, compagnie di navigazione che hanno tagliato fuori i porti russi) e assicurative, al di là delle questioni ideali (le prime a dover avere un peso) c’è l’accorato appello delle sedi ucraine delle organizzazioni non governative internazionali che rappresentano i musei e i professionisti che vi operano, che promuovono la conservazione, alla protezione e alla valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale e che proteggono il patrimonio culturale mondiale da minacce come conflitti armati e disastri naturali, rispettivamente Icom, Icomos e Blue Shield. Chiedono di «fermare i progetti comuni con i musei statali russi, in primis l’Ermitage statale e altre organizzazioni russe che sostengono, anche con le loro azioni, la politica statale della Russia sui territori occupati e portano ancora nei vostri paesi la cultura e una narrazione storica imperiale della Federazione Russa».

«Dal 2014 – dicono le Ong – la Federazione Russa ha violato sistematicamente il diritto internazionale umanitario e le convenzioni internazionali sulla protezione del patrimonio culturale, in particolare nella penisola di Crimea. Le sue azioni hanno già causato danni all’antica città di Tauric Chersoneso e alla sua Chora iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale e al Palazzo Bagçesaray dei Khan di Crimea iscritto nella Lista provvisoria e altri oggetti del patrimonio culturale. Istituzioni russe come l’Ermitage statale forniscono sistematicamente scavi archeologici illegali nella penisola di Crimea, gli oggetti museali dei territori occupati sono stati inclusi con la forza nel Fondo del Museo statale russo. L’offensiva armata della Russia in Ucraina distrugge numerosi oggetti civili e oggetti del patrimonio culturale in Ucraina al giorno d’oggi. I nostri colleghi informano sul museo distrutto nel villaggio di Ivankiv e sull’utilizzo di elementi architettonici da parte di gruppi militari russi come il Lyzogub Family Mansion (17° secolo) a Sedniv (vicino a Chernihiv). Innumerevoli monumenti storici e architettonici e siti archeologici sono minacciati da potenti bombardamenti di artiglieria, in particolare a Chernihiv e Kiev con le loro chiese risalenti all’XI-XII secolo e dal movimento incontrollato di pesanti autocarri militari».

E allora, è il caso di distinguere tra cultura, arte e letteratura russa e governo russo. Un evento auto organizzato senza il coinvolgimento del governo russo e delle sue appendici locali è certamente la via per cominciare a farlo.

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