Lega: «Sinistra spaccata sulla pace». Linea Condivisa: «Ricostruiamo un movimento pacifista unitario»
Le manifestazioni frammentate di ieri non sono sfuggite al Carroccio (che però dovrebbe anche ricordare le posizioni apertamente friendly di Salvini su Putin). Il commissario Piana: «Massima solidarietà al popolo ucraino». Gianni Pastorino (Linea condivisa): «Sempre sÌ a corridoi umanitari per chi scappa dalla guerra, dalla fame, dalla povertà»

La spaccatura tra partiti, sindacati e movimenti pacifisti, apparsi in ordine sparso nelle manifestazioni per la pace dallo scoppio della guerra in ucraina, non è sfuggita alla Lega: «Piazze diverse e orari diversi da parte dei vari gruppi della sinistra radunati da Cgil e Pd – dice Alessio Piana, consigliere regionale e commissario provinciale della Lega -. Ormai spaccati pure sulla solidarietà. Non che avessimo dubbi sul fatto che una coalizione composta da più di 10 partiti, liste civiche e sigle, che si propone come alternativa al centrodestra al governo della Città di Genova, potesse dare garanzia di visione unitaria. Ma che prima ancora di presentarsi alle urne si dividessero già sulla solidarietà al popolo ucraino e sulla condanna della guerra appare davvero singolare. Spero che i genovesi lo abbiano notato e si rendano conto dei problemi e dell’incapacità della sinistra a Genova. Ricordo, peraltro, che sono scesi in piazza senza avere coinvolto la Comunità Ucraina genovese che oggi sarà ricevuta dal sindaco Marco Bucci. Ribadisco il nostro fermo “no alla guerra» e la massima solidarietà al popolo ucraino».
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) lancia un appello alla sinistra: «Ricostruiamo un movimento pacifista unitario»
«Questa mattina ho partecipato allo sciopero indetto dalla Fiom contro la guerra, perché è più che mai importante oggi ricordarci che le guerre le fanno i potenti – restando ben lontani dal conflitto armato – mentre le bombe, i colpi di artiglieria li subiscono sempre le persone civili, in tutti i conflitti del mondo – commenta il capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio Regionale – Per questo dobbiamo ricostruire in questo Paese un forte movimento pacifista unitario che sia in grado di dire sempre no alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali. Sempre no alla guerra per volontà di espansioni economiche e politiche da parte delle grandi potenze. Sempre sì a corridoi umanitari per chi scappa dalla guerra, dalla fame, dalla povertà. Non posso dimenticare che Polonia, Ungheria e Slovacchia – che ora si mobilitano a ospitare almeno temporaneamente i civili ucraini – sono gli stessi paesi che respingono e lasciano morire i richiedenti asilo non-europei. Chi scappa va accolto a prescindere dalla vicinanza culturale, dalla nazionalità, dal colore della pelle, dalla religione. Impariamolo una volta per tutte. Ieri a Genova sono state organizzate due diverse manifestazioni contro la guerra in Ucraina. Il messaggio pacifista deve però superare ogni barriera politica».
«Questo mi lascia un forte senso di impotenza e di rammarico – continua Pastorino – Abbiamo bisogno di un movimento unito che sappia dialogare, che sappia tenere insieme le nostre differenze su obiettivi comuni, che sappia manifestare una forte solidarietà a tutte le popolazioni in guerra e infine che sappia mobilitare coscienze e convincere governi a mettere in campo tutte le risposte diplomatiche possibili per il raggiungimento della pace. A partire da una radicale inversione di rotta rispetto alla produzione e alla vendita di armamenti. Perché non si può costruire la pace mentre si costruiscono bombe. Non è il momento per divisioni incomprensibili che ci fanno perdere di vista l’obiettivo: riprendere la tradizione di un grande pensiero pacifista che ha attraversato il nostro Paese prima degli anni 2000, attraverso azioni immediate e concrete».


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