Dehors-baraccopoli, progetti ignorati, abitanti e negozianti infuriati: Bordilli diventa un problema per la maggioranza di Tursi
L’assessore è nota per la presenza ad ogni singola inaugurazione di negozio, con abbigliamento in tinta e cagnolino appresso, magari in braccio a qualche dipendente comunale. In molti sostengono che favorisca la categoria dei negozianti, ma non è effettivamente così, perché c’è chi tra questi ha proposto progetti validi e di ampio respiro per anni con l’intento di risolvere problemi reali della città (come la movida) è stato costretto a rivolgersi direttamente al Sindaco perché lei li ha ignorati. Il problema di Genova Jeans, sotto la sua responsabilità (come “grande evento”), di cui la minoranza non riesce ad avere i conti, poi gli abitanti della Foce (e non solo) infuriati per i dehors-baraccopoli usati come deposito e quelli irragionevolmente ampi: anche loro si rivolgono direttamente a Bucci dopo che gli appelli a lei nei mesi passati sono stati accolti con sufficienza e senza risposte reali. I cittadini di varie zone del centro storico anche loro costretti a scavalcarla e rivolgersi al Primo cittadino per la sparizione dell’assessore al momento di affrontare problemi reali. Tutto questo tra le lamentele di molti colleghi assessori della giunta che raccontano, off record, sgarbi e il continuo tentativo di mettere il cappello su tutto quel che gli altri fanno. Paola Bordilli recupera voti porta a porta, rivela ai media “prescelti” progetti (che non conosce), ma perde consensi al partito e all’amministratore e Marco Bucci si trova ora costretto a ricucire quel che lei non ha tessuto in cinque anni, dedicandosi piuttosto all’iperpresenzialismo, al taglio dei nastri e alla campagna elettorale “no limits” che dura dall’inizio del suo mandato. E intanto oggi né lei né i suoi tecnici si sono presentati alla riunione sulla movida. Ora i nodi vengono al pettine e per la giunta, la coalizione e persino per il partito è un problema. Elettorale

Il tallone di Achille della giunta di Marco Bucci si chiama Paola Bordilli, la “prezzemolina” assessore leghista a quasi tutto: commercio, artigianato, centro storico, vallate, grandi eventi. Troppe cose da fare, troppo poche quelle fatte con la soddisfazione dei cittadini e ora i nodi stanno arrivando al pettine tra le proteste di abitanti e persino di commercianti.
Alla passione per l’illuminazione natalizia (anche di questa la minoranza non riesce ad avere i conti divisi per progetto) non ha fatto eco il recepimento della normativa regionale sugli opi, operatori del proprio ingegno, così via San Lorenzo, una delle strade più turistiche della città, resta un accampamento di banchetti approssimativi e carabattole.


L’estetica cittadina non è il forte di Bordilli, dalle decorazioni natalizie circondate di transenne ai dehors-baraccopoli sparsi un po’ in tutta la città, a rubare a volte immotivatamente posteggi ai residenti. Questo perché l’input di Marco Bucci, che subito ha approfittato della possibilità concessa dal Governo di concedere spazi gratuiti per aiutare i pubblici esercizi, è stato accolto dall’assessorato come un “liberi tutti”, senza il minimo accenno di controllo sul reale utilizzo e sul decoro di base delle strutture. Gli ultimi atti di una polemica che scuote i quartieri cittadini da mesi è la rivolta della Foce. E non stiamo parlando di gente di opposizione, ma anche di persone che la giunta Bucci l’hanno votata e non si capacitano del degrado e del totale disinteresse dell’assessore per i problemi dei cittadini. Il problema è stato rappresentato qualche mese fa a Bordilli, che ha liquidato la questione commentando «Non è per sempre», quindi ora i cittadini non intendono più parlare con lei, ma hanno voluto che a interessarsi della cosa sia il Sindaco che dà loro maggiore affidamento. Ora, nel tentativo di superare un ordine del giorno proposto dal M5S, l’assessore ha fatto approvare nell’ultima riunione di giunta il prolungamento della gratuità dell’occupazione suolo: un costo per la cittadinanza anche adesso che stanno per terminare lo stato di emergenza e le limitazioni e che le stesse regole per l’accesso nelle sale valgono anche per i dehors: il possesso del green pass. Il Comune rinuncia a un introito che, giocoforza, ricade sul bilancio e, quindi, su tutti i genovesi. Il rinnovo è stato proposto da Bordilli alla giunta in tutta fretta, dopo che Stefano Giordano del M5S (partito di opposizione molto battagliero che, curiosamente, in passato di rado l’ha attaccata anche quando ha criticato la posizione della giunta sulla grande distribuzione che ricade sotto la sua responsabilità, mirando direttamente al Sindaco e non all’assessore competente) aveva presentato un ordine del giorno la cui discussione immediata è stata stoppata proprio dalla Lega. Il partito ha negato l’immediata trattazione in Consiglio nella riunione dei capigruppo. In maggioranza e nei Municipi, anche quelli a linea politica coerente all’Amministrazione, si dice che Bordilli sia sempre pronta a esserci quando c’è da raccogliere allori (magari anche quando il lavoro è stato fatto da colleghi), mai, nonostante le competenze specifiche, quando ci sono da affrontare i problemi, insomma, quando c’è da metterci la faccia. Anche scaricando le questioni su compagni di partito. Anche lì, ormai, c’è maretta. Domani, ad esempio, ci sarà una riunione organizzata dal Municipio Centro Est e dall’assessore Matteo Campora per tentare di trovare una via mediata tra gli esercenti (e dei loro dehors che hanno occupato molta parte della strada) e le proteste degli abitanti che erano stati estromessi su input dell’assessore dalla possibilità di accedere con l’auto sotto le proprie case anche solo per scaricare la spesa.
Stamattina c’era una riunione sulla misure da prendere per la movida, ma mancavano, guardacaso, proprio gli uffici e l’assessore a Commercio e Centro storico. L’assessore, non presenziando e non inviando nessuno a una riunione operativa stabilita da tempo, non ha rispettato i cittadini che attendono una soluzione, non ha rispettato gli esercenti che questa soluzione collaborano a costruirla, non ha rispettato i soggetti sociali che anche loro collaborano, non ha rispettato il Comando della Polizia locale e tutti quegli uffici del Comune che invece stanno lavorando duramente per costruirla (tutti soggetti che stavano a quella riunione ad aspettare lei o un suo direttore) e non ha rispettato il mandato del suo Sindaco. E ha rallentato ulteriormente la costruzione di una soluzione che è complessa e senza il lavoro degli uffici del Commercio non può andare avanti. Nonostante il lavoro degli altri (uffici pubblici e soggetti privati che collaborano a titolo gratuito) s’è perso altro tempo per affrontare il problema. Perché?
Oltre che per i colleghi e i presidenti di Municipio (chiamati a smezzare la gloria e farsi carico integralmente delle grane), è difficile anche per i vari uffici lavorare così e coordinare soluzioni applicabili. Si perde tempo e non si arriva a concretizzare idee anche positive.






Alla Foce, la goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo mesi di proteste culminate qualche giorno fa in una riunione degli abitanti determinati a parlare, a questo punto, direttamente con Bucci, è stata la concessione di un dehors su strada a locali di piazza Rossetti che hanno già ampi spazi esterni sotto i porticati, togliendo altri 8 posti auto in una situazione dove ci sono già molti dehors che esondano a volte dai limiti imposti e sono così maltenuti da far sembrare la zona una favela, con tubi dalmine, pallet accatastati, nastri bianchi e rossi. Alcuni da mesi non vengono usati dagli esercenti se non come posteggio privato o magazzino. Bordilli ha tentato, ora, di correre ai ripari contattando l’aggregazione spontanea di cittadini e promettendo di far rimuovere alcuni dehors, ma, per l’esperienza passata, gli abitanti hanno preferito sottoporre il problema, anche di metodo, direttamente al Primo cittadino che ha già ascoltato le istanze dei residenti e si è impegnato personalmente a mettere ordine, con soddisfazione dei residenti del quartiere che ora attendono i provvedimenti.
Intanto, a Sampierdarena, Michele Pastorino, consigliere di Municipio del Centro Ovest, dello stesso partito di Bordilli, fa presente il problema di un dehors-castello di tubi dalmine pertinente a un pubblico esercizio ormai chiuso scrivendo che ha chiesto all’assessore competente alla Polizia Locale, Giorgio Viale, anche lui leghista, la rimozione. Il problema, a monte, è come sia stata consentita l’installazione e la permanenza di un simile elemento di degrado.

C’è poi la partita “centro storico”. Gli abitanti del comitato (oggi associazione) Via del Campo e Carruggi) ai tempi di Genova Jeans, erano pronti a scendere in strada il giorno dell’inaugurazione proprio perché alle promesse di Bordilli non avevano fatto seguito i fatti. Si sono rivolti direttamente al Sindaco e a qualcuno dei problemi, su suo input, aveva messo rimedio l’assessore alla Cultura Barbara Grosso. Resta la questione del progetto di riapertura dei negozi, su cui Marco Bucci punta molto, che però in zona e a Pré è rimasto praticamente al palo. La maggior parte degli immobili assegnati è nella zona est del centro storico, quella già recuperata. L’associazione chiede, a questo punto, al Sindaco, un progetto che non può essere semplicemente regalare l’affitto a chi si presenta e che sia capace di trasformare le riaperture in un reale motore di recupero della zona evitando che, come è successo per le agevolazioni delle precedenti giunte, i negozi chiudano a raffica alla fine dei benefit e innescando la frequentazione positiva dell’area.

La partita più complessa è quella della movida che ha visto oggi l’ultimo atto di una messa in scena mediatica che, se non fosse drammatica per le ricadute negative della zona, avrebbe anche risvolti comici. Bordilli ha “rivelato” a un quotidiano il piano per il recupero di via San Donato. Peccato che l’assessore non lo conosca affatto se non per grandissime linee. I commercianti che lo hanno elaborato, che ci hanno lavorato (inserendo anche l’apertura di bagni aperti al pubblico) lo porteranno il prossimo 28 febbraio al Sindaco dopo averglielo proposto come idea che lei per anni ha snobbato. Marco Bucci, appena venuto a conoscenza del progetto che punta a una movida vivibile e meno impattante sotto ogni aspetto sui residenti, ha detto al Civ della zona di andare avanti e ora il piano è in dirittura di arrivo. Bordilli, prima di conoscerlo, prima che fosse presentato al Sindaco, si è distinta nello sport che tanto bene le riesce, metterci sopra il cappello, mentre in realtà il lavoro è tutto del Civ Ascom Confcommercio “Il Genovino – Piazza delle Erbe”. Non è un caso che verrà presentato direttamente al Sindaco, su sua richiesta.
L’assenza di Bordilli sui temi della movida ha sempre brillato. Nulla ha fatto durante il lockdown per mitigare i prevedib problemi alla ripresa dopo il confinamento, tanto che i disagi sono immediatamente esplosi. Dal Sindaco, che ha delegato il consigliere al Sociale Mario Baroni, sono passati i progetti sociali del Patto di Sussidiarietà del Sestiere del Molo. Intanto tra i comitati dei cittadini della zona montava la protesta, perché Bordilli, nonostante le reiterate richieste, non s’è nemmeno fatta carico di convocare l’Osservatorio. Anche in questo caso i cittadini si sono rivolti direttamente a Bucci.
Molti i motivi di imbarazzo per il Municipio, retto da un altro leghista, Andrea Carratù, a volte nemmeno invitato alle iniziative-spot dell’assessore che, invece, così assidua a quelle altrui, come le conferenze stampa del collega Matteo Campora (Igiene urbana e Ambiente) che ha fatto il massimo per aprire i magazzini degli ecopunti da sostituire i bidoni per strada.
Di fatto, non si scorge un solo progetto per il Centro storico fatto, finito e positivo che sia stato firmato dall’assessore, di volta in volta aggregata ai progetti dei colleghi anche, ma non solo, del suo stesso partito. Alla fine, la questione sta diventando imbarazzante per tutti. A parte qualche iniziativa che riscuote consenso in qualche Civ o singolo commerciante o tra gli ambulanti (spesso piazzati ovunque anche in concorrenza con i negozianti in sede fissa, non sempre contentissimi, questi ultimi, di dividere gli scarsi consumi con iniziative commerciali straordinarie a pioggia), è difficile trovare qualcosa che riscuota consensi unanimi o, quantomeno, non scontenti più persone di quante se ne accontentino. Una delle incompiute più imbarazzanti è quella del tetto del Mercato Orientale, del cui rifacimento si parla invano da 5 anni e che è ormai un problema concreto per gli operatori.
Al di là delle note di costume, l’abbigliamento sempre “giusto” dell’assessore o la sempiterna presenza del suo cane Tabù (spesso portato appresso da qualche dipendente comunale che trotterella un passo indietro rispetto all’assessore), come l’eterna presenza nei comunicati stampa di qualsiasi collega (ultimamente rarefatta), al di là dei gossip sui veleni tra colleghi a Palazzo Tursi e sulle critiche all’interno del partito (dove Bordilli è vista da molti come quella che è stata subito insediata in un assessorato senza aver militato mentre tanti da anni lavoravano per la causa comune senza essere stati presi in considerazione), al di là della raffica di direttori che hanno chiesto di cambiare ufficio, anche accettando il demansionamento con taglio di stipendio, c’è molto di più: lo scontento di troppi genovesi. E questo, sotto elezioni, si paga in termini di voti. Non per l’assessore: il guaio, ormai è chiaro a tutti, è che per ogni voto che lei conquista ne perdono tanti il partito e la coalizione a causa degli scontenti “lasciati sul campo”. Sembra quasi che l’assessore stia lasciando volontariamente scoppiare problemi che ricadono sulla giunta, ma probabilmente è solo che tutte le questioni, dopo anni di sua gestione, stanno arrivando alla resa dei conti e stanno deflagrando una dopo l’altra. Il Sindaco si sta facendo in quattro per affrontare personalmente i problemi “dimenticati” oppure investe altri assessori del compito di portare a termine gli incarichi delle deleghe accumulate da Bordilli. Ma i problemi stanno sta esplodendo in termini di proteste un po’ da tutta la città. Ed è una bella gatta da pelare non solo per Bucci, ma anche per la coalizione e il partito.


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