Sgombero in atto al centro sociale alle batterie di Granarolo

Poche settimane dopo lo sgombero del Tdn al Lagaccio, il 2 gennaio scorso un gruppo di anarchici aveva occupato le batterie di Granarolo, uno spazio lasciato in abbandono da 80 anni. Lì, soprattutto nelle notti degli ultimi fine settimana, avevano tenuto sveglia la popolazione con musica a tutto volume

Foto del consigliere municipale del Centro Ovest Andrea Ferrari

Lo “Sfascio occupato” a Granarolo arriva al capolinea dopo soli 16 giorni. Gli anarchici si erano insediati il 2 gennaio scorso nella ex palazzina del custode nell’ampia area abbandonata dalla fine della seconda guerra mondiale e per un certo periodo anche occupata abusivamente da uno sfasciacarrozze che ha anche lasciato in loco rottami e carcasse. Per questo la gran parte dei residenti, sulle prime, non si era poi troppo lamentato dell’incursione nell’area demaniale colpevolmente abbandonata, persa al reale uso pubblico e fonte di degrado.

Ma l'”idillio” è durato poco. Un po’ per il soffiare sul fuoco di politici leghisti, un po’ perché, oggettivamente, gli occupanti hanno cominciato presto ad arrecare fastidi ai residenti della zona: fumo causato dall’abbruciamento delle sterpaglie rimosse dall’area (dove rovi e piante di ogni tipo erano cresciute per decenni) e il baccano delle iniziative anche notturne del fine settimana, con musica a tutto volume.

Le telefonate ai centralini del 112 e della Polizia locale sono state decine ogni sera.

Dopo qualche “passaggio” per i sopralluoghi, oggi la Polizia, titolare dell’Ordine pubblico, è intervenuta con il Battaglione di Bolzaneto in tenuta anti sommossa che ha fatto incursione nell’area e con la Digos a cui è affidato il compito di mediare con gli occupanti, non più di una decina. La richiesta è quella di abbandonare le Batterie. Gli anarchici hanno chiesto la presenza dei loro avvocati. Intanto sul posto stanno arrivando, come accadde al Lagaccio, persone di area sia per protestare, sia per aiutare a raccogliere e portare via quanto portato nella struttura nel corso della breve occupazione.

Certamente, sgomberare non basta. L’intrusione era stata considerata da molti un “peccato veniale” proprio per lo stato di abbandono dell’area da ben 80 anni. Un’area pregiata, con costruzioni militari di pregio, totalmente abbandonata dal demanio. Un’area che servirebbe alla città anche per creare servizi e per dare posto a iniziative di fruizione. L’occupazione era anch’essa la “privatizzazione” di un bene pubblico, ma è vero che anche prima non era fruibile a causa del colpevole disinteresse della proprietà e, in fondo, della città stessa per decenni.

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