Peste suina, Confagricoltura batte cassa

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Le proposte di Confagricoltura Liguria portate ieri all’incontro in Regione perché vengano girate al Governo. Non solo ristori, ma anche deroghe alle regole, come quella della finestra temporale per il taglio dei boschi

Al tavolo sulla peste suina, ieri, in Regione, l’associazione degli agricoltori ha portato una lunga serie di richieste in previsione dei danni che la malattia di cinghiali e maiali e le misure per il contenimento porteranno alle aziende non solo suinicole. Ecco quanto chiesto.

 PSR – istituzione di un bando sulla Misura 21, sulla falsariga di ciò che è stato attuato a completamento del “Ristori” sul Covid, che con analoga impalcatura destini alle aziende delle zone colpite un ristoro per i mancati introiti. Dalla Regione è arrivato pieno sostegno al tutto ed indicazione di massima sulla disponibilità di copertura economica piena del bando.

 PSR – istituzione, sulle misure a superfice, di una indennità compensativa per le aziende coinvolte, nonchè, sempre per ciò che attiene alle misure a superfice, una deroga al raggiungimento dei parametri previsti dagli impegni annuali, o pluriennali, laddove le aziende coinvolte non abbiano possibilità di operare in pienezza di forze e di ordinarietà. Inoltre, in caso di limitazioni nello sfruttamento dei pascoli o nella fienagione, ovviamente prevedere indennità per l’acquisto di foraggi e mangimi. Dalla Regione è arrivata la disponibilità ad “esplorare” la fattibilità giuridico – tecnica delle proposte, senza alcuna apparente controindicazione.

– PSR – allargamento, sulla Misura 10 del PSR, della finanziabilità anche delle strutture/macchinari/pratiche necessarie agli allevamenti suinicoli per adeguarsi ai controlli di biosicurezza nella gestione aziendale. Piena disponibilità della Regione ad “attuare” ciò.

– ALTRI FONDI – si è richiesto alla Regione di esplorare la possibilità di reperire fondi diversi dal PSR per prevedere risarcimenti per gli allevatori che siano colpiti dal virus e che debbano abbattere tutti i capi presenti in allevamento (in riferimento alla Legge 2 giugno 1988, n. 218 e il D.M. 20 luglio 1989, n. 298 e ssmm e ii).

– ALTRE SEGNALAZIONI – sono state suggerite alcune deroghe da richiedersi ai Ministeri competenti, e riprese nel sopra riportato intervento di Toti, utili ad alleggerire i danni diretti/indiretti alle aziende. Alcune di facile praticabilità, come l’allungamento del periodo di taglio nei boschi.

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