Il “miracolo” della bassa incidenza Covid e i tanti positivi non tracciati. Huston, abbiamo un problema

L’account Twitter @ASampierdarena (si presenta come account di “ricercatori genovesi) mette in luce uno strano fenomeno. Abbiamo forse messo il dazio ai Giovi o, finalmente, la nostra proverbiale allergia ai rapporti umani ha dato i suoi frutti? Niente di tutto questo e basta poco per scoprirlo. È sufficiente seguire i social: centinaia di persone, in Liguria, dicono di aver contratto il Covid e di aver atteso invano il test molecolare domiciliare e per questo di non essere mai stati ufficialmente malati e di rischiare, ora, di essere inseriti nel novero dei no vax perché non possono fare la terza dose

Che i servizi domiciliari non siano un’eccellenza della Sanità ligure lo sappiamo bene dalla prima ondata, quando i GSat erano totalmente insufficienti e la gente era in estrema difficoltà, anche nell’assenza di alcuni medici di medicina generale che non hanno brillato per operatività.

Ora il problema è quello del tracciamento, come è facile evincere dalla mappa di @ASampierdarena, che ha creato una grafica con i dati ministeriali, quindi ufficiali. La Liguria, come le Marche, appare un’isola felice nel nero che contraddistingue il nord, con incidenze della metà o addirittura di un terzo di quelli confinanti. Il dato che rappresenta un insulto all’intelligenza è quello di Pesaro, circondato da provincie con incidenza pari anche a dieci volte quella registrata nella provincia marchigiana che ha un decimo dei casi registrati nella confinante provincia di Rimini
E noi, siamo stati miracolati? Eppure le ferrovie hanno dovuto falcidiare il servizio e probabilmente, da domani, la stessa cosa farà anche Amt a causa del numero dei positivi e di quelli in isolamento fiduciario. In difficoltà ci sono anche molte aziende private. I conti non tornano. Il perché è facile capirlo guardando i commenti sul post di @ASampierdarena, i commenti ai nostri post sul Covid su Facebook e i post delle tante persone che in tutta la rete denunciano ritardi così lunghi che all’arrivo del test il risultato è stato negativo (con sintomi e test rapidi privati alle spalle).

Molti sono stati costretti a fare il test privatamente, con una spesa tra gli 80 e i 100 euro, doppia per l’urgenza di chi ha voluto il test per partecipare a feste, eventi e ricorrenze. Il problema non è stata tanto la spesa per i “festaioli”, ma il fatto che centinaia di persone con sintomi o con contatti stretti con Covid manifesto e talora pure certificato non hanno avuto la diagnosi. La Regione corre ai ripari, ammettendo anche i test rapidi in farmacia per certificare l’avvenuta malattia, ma in tanti, con sintomi non leggeri o con senso di responsabilità per non infettare altri, non sono usciti di casa per andare in farmacia. Risultato: il pasticciaccio che racconta la Liguria come zona a incidenza relativamente bassa (tanto da restare in zona gialla in combinato congiunto con il trasferimento di pazienti in case di cura Covid fuori dai confini regionali, come diverse decine di lavoratori delle Riparazioni Navali trasportati in un centro in Toscana, come i 23 positivi di un traghetto approdato a Vado Ligure trasportati hotel covid dì Montecatini Terme) ha una forte ricaduta su tutti quelli che hanno preso la malattia, non sono stati testati, non hanno fatto il test in farmacia a loro spese (chi poteva immaginare che potesse servire?) e ora si trovano nella condizione di non poter provare di essere stati malati e di non poter fare a stretto giro la dose booster e di finire tra i sanzionati secondo il nuovo decreto del governo, oltre a non poter lavorare né frequentare una serie di servizi e i pubblici esercizi.

Ora un’ordinanza regionale sdogana il test in farmaci per uscire dalla quarantena. Però i buoi sono già scappati e bisogna lavorare velocemente per evitare che quelli che hanno avuto il danno del test mancato debbano subire anche la beffa del fatto di non poter ottenere il green pass. L’unico modo è quello di andare dal Governo a recitare il “mea culpa”. In tutto questo, nella normalizzazione del buco del tracciamento, c’è da scommetterci, tenteranno di insinuarsi no vax reali che proveranno a dirsi ex malati. Un pasticciaccio, sì. Un pasticciaccio brutto di superficialità. Le Asl hanno segnalato che non ce la facevano? Se no, perché? Se sì, perché non sono stati presi provvedimenti dall’alto?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: