Nuovamente imbrattata la statua a Giorgio Parodi a Carignano

È la terza volta da quando il monumento è stata collocato, in una selva di critiche anche di Anpi, sul belvedere. Le prime due volte le scritte e i simboli erano stati tracciati con escrementi e con materiali facilmente cancellabili. Stavolta sono state usate le bombolette spray rossa e nera

Sulla schiena della statua a Parodi è stato scritto “Agli anarchici il carcere, ai fascisti le statue” ed è stata aggiunta la A, simbolo dell’anarchia. Davanti c’è la sigla LGBT.

Gli atti vandalici non sono mai giustificabili, in alcuna occasione. Certo che piazzare l’immagine dell’imprenditore in divisa della Regia Aviazione del periodo fascista (quella dei gas nervini usati in Africa) è stato un gesto divisivo nella città medaglia d’oro della Resistenza. Non si è deciso di rappresentare l’imprenditore in quanto tale, è stato scelto un linguaggio “aggressivo” nei confronti della città, è stata decisa la strada della provocazione. Al di là dei vandali che prendono di mira il monumento (come dicevamo, il gesto è sempre e comunque esecrabile), la gran parte dei cittadini genovesi non approva il “linguaggio” usato per celebrare l’imprenditore e moltissimi, astraendosi dal merito politico, giudicano la statua non esattamente un capolavoro dal punto di vista artistico. L’arte, si sa, è soggetta a opinione, ma lo stile scelto è quello dell’artigianato cimiteriale anni Cinquanta e non certo quello di una contemporanea corrente artistica.

La decisione di piazzare lì la statua è stata una provocazione divisiva alla città e aspettarsi che, oltre alla valanga di critiche civili, non si aggiungessero contestazioni più corpose era impossibile. Tursi ha deciso di accettare la statua, dividendo consapevolmente la città senza la necessità di farlo. Nessuno avrebbe obiettato di fronte alla statua di un Parodi imprenditore, invece è stato deciso di piazzare la prima statua in Italia a un militare in divisa fascista dal crollo del Fascismo. È stata presa la decisione di dividere per motivi politici e forse ora è il momento, al netto dell’atto vandalico (sempre criticabile, lo scriviamo per la terza volta) di piazzare il contestato monumento in qualche magazzino comunale. Anche per testimoniare che il governo della città è lontano da certi ambienti politici di estremissima destra che recentemente hanno dimostrato di voler alzare la testa. E anche, non ultimo, in omaggio all’estetica cittadina non certo impreziosita dalla statua “artigianale” tanto contestata anche sotto il profilo meramente estetico.

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