La Guardia costiera ferma il cargo Aviva, per gravi deficienze degli apparati di bordo

A seguito di attente verifiche, sono emerse numerose deficienze tra cui il malfunzionamento dei dispositivi antincendio, l’inidoneità dei mezzi di salvataggio per l’abbandono della nave, alcune problematiche agli impianti dei locali macchinari e criticità relative alla tenuta stagna di rampe e boccaporti. L’unità, immediatamente giudicata substandard dagli ispettori della Guardia costiera, è stata sottoposta a fermo amministrativo e rimarrà in stato di detenzione fino alla rettifica delle carenze riscontrate

Fermata a Genova la nave da carico ro-ro AVIVA, di bandiera togolese e circa 10.000 tonnellate di stazza, per gravi violazioni delle norme internazionali sulla salvaguardia della vita umana in mare. L’ordine di detenzione è stato emesso dal team ispettivo della Sicurezza navigazione della Guardia Costiera di Genova al termine di oltre 11 ore di intensa attività a bordo conclusasi verso le 21 di mercoledì 17 novembre.
Il cargo AVIVA era stato segnalato la sera precedente dal Coordinatore nazionale Port State Control (PSC) a seguito di un’apparente anomalia a uno dei sistemi di trasmissione di bordo, il cosiddetto AIS “Automatic identification System”1 identificato e segnalato dal Centro di monitoraggio del traffico – Vessel Traffic Service VTS2 della Guardia Costiera di Savona.

Pertanto, all’arrivo dell’unità in porto a Genova è stata disposta un’ispezione a bordo, tesa a determinarne le cause dell’anomalia e accertare che la stessa non fosse indice di ulteriori criticità. A seguito di attente verifiche, sono emerse numerose deficienze tra cui il malfunzionamento dei dispositivi antincendio, l’inidoneità dei mezzi di salvataggio per l’abbandono della nave, alcune problematiche agli impianti dei locali macchinari e criticità relative alla tenuta stagna di rampe e boccaporti. L’unità, immediatamente giudicata substandard dagli ispettori della Guardia costiera, è stata sottoposta a fermo amministrativo e rimarrà in stato di detenzione fino alla rettifica delle carenze riscontrate.
Nei prossimi giorni, sotto la diretta responsabilità dello Stato di bandiera, la nave dovrà essere sottoposta alle verifiche tecniche e documentali necessarie a garantirne la sicurezza. Solo successivamente il team della Guardia costiera di Genova ritornerà a bordo per un’ulteriore ispezione e, in caso di esito positivo, autorizzare la partenza della nave.
La nave AVIVA è la seconda unità sottoposta a fermo nel corso dell’anno dopo il noto caso dello yacht CLAREMONT protagonista di un incidente nella darsena del porto.
L’Ammiraglio Sergio LIARDO, Comandante del porto di Genova e Direttore Marittimo della Liguria, ricorda che <L’attività di controllo sulle navi straniere che approdano in Italia – il cosiddetto Port State Control – è effettuata in aderenza a convenzioni internazionali e direttive europee>. Inoltre, sottolinea come <Nonostante l’emergenza pandemica, il livello di attenzione rimane sempre alto, come testimoniano le due unità sottoposte a fermo negli ultimi mesi nel porto di Genova. Il Port State Control è fondamentale per assicurare che i traffici marittimi siano effettuati nel pieno rispetto degli standard previsti a garanzia della salvaguardia della vita umana in mare, dei lavoratori marittimi e della tutela dell’ambiente marino>.
I compiti di Port State Control sono svolti da personale della Guardia Costiera, debitamente formato e autorizzato quale ispettore PSC, dislocato tra diversi Comandi territoriali ubicati nei porti maggiormente interessati da traffico mercantile ed organizzato in “Nuclei Port state Control”, coordinati dai Servizi regionali PSC istituiti a livello di Direzione Marittima. L’Autorità Competente è il 6° Reparto del Comando Generale – Sicurezza della navigazione e marittima che tramite la Sezione “Port State Control” e il Coordinatore Nazionale3 monitora e ne indirizza l’attività.***

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