Sampierdarena: rimossa la cabina, il “disagio” resta. E il “disagio” ha la faccia di un essere umano

La “politica” di spostare i problemi pochi metri più in là senza risolverli ha messo a segno un altro colpo nel quartiere, come già era successo per i cancelli di piazza Settembrini: qualche elettore leghista contento, le problematiche spostate a pochi metri, sotto casa di altri. Le “problematiche” sono, però, esseri umani a cui nessuno pensa. Lo sfogo dell’assessore Pd del Municipio Centro Ovest Stefania Mazzucchelli: «Un consigliere della Lega ha detto che le cabine telefoniche vengono “utilizzate come giacigli H24 da sbandati e senza tetto in tutta la città”, che “sono punti di degrado e di fetore”. La persona nel giorno della rimozione della cabina, avvenuta il giorno 28, era seduta sulla panchina di fronte e la notte del 30 ottobre dormiva sotto i portici in zona». Nessuno ha risolto il “problema”. Anzi, nessuno lo ha affrontato. Il problema è la condizione del clochard, non la cabina

Stefania Mazzucchelli, assessore municipale Pd nel Municipio Centro Ovest ha affidato il suo sfogo a Facebook: «Ho atteso, ma non è successo nulla – scrive -. Durante il Consiglio Comunale del 26 ottobre la Lega presenta una interrogazione in cui si sottolinea che le cabine telefoniche vengono “utilizzate come giacigli H24 da sbandati e senza tetto in tutta la città”, che “sono punti di degrado e di fetore”, sottolineando il caso che “quella di Piazza Vittorio Veneto né è l’esempio più eclatante”, l’interrogazione conclude: “Occorre attivarsi per eliminarle tutte o chiedere di sostituirle con telefoni pubblici a muro privi di cabina” , neanche una parola sulla persona che la occupava. In precedenza un’ interpellanza, sempre a firma Lega, chiedeva di valutare la rimozione delle panchine in quanto occupate da “sbandati, ubriachi, rom e tossici”, peccato che “Rom” sia un’ etnia e non un comportamento fuori norma, ma per lo meno si spendevano tre righe per richiedere una verifica dei clochard e un loro attenzionamento ai fini anche della loro sicurezza».

«Seguo da tempo il caso attraverso le Unità di strada e i Servizi Sociali – continua Mazzucchelli -. In precedenza ho sottoposto la situazione specifica e generica del nostro territorio al Consigliere Delegato ai Servizi Sociali, in quanto non vi è un Assessorato per scelta politica precisa. Durante il Consiglio Municipale del 27 ottobre , ho aggiornato il Consiglio sulla situazione. Ci preoccupano più le persone, non tanto le cabine, nella convinzione che non si possa mai scegliere dove nascere , spesso anche come e dove vivere , si può essere “sbandati o senza tetto ” non per scelta, ma per costrizione. La persona nel giorno della rimozione della cabina, avvenuta il giorno 28, era seduta sulla panchina di fronte e la notte del 30 ottobre dormiva sotto i portici in zona».

«Secondo questa amministrazione – conclude l’assessore municipale – la sicurezza e il degrado si risolvono sostanzialmente mettendo o togliendo “cose” , cabine, panchine, cancellate , quantomeno in Centro Ovest. Ricordo il leader della Lega in comizi, incontri, post, baciare il Crocifisso. In qualità di non credente, penso che quell’oggetto rappresenti dei valori,non sia un pezzo di legno, ma una persona, che , come dice Faber, “Non si guardò neppure  intorno/Ma versó il vino e spezzó il pane/Per chi diceva ho sete, ho fame”».

Per chi pensa i clochard come essere umani e non come causa di “punti di degrado e fetore” la soluzione adottata è caina e inaccettabile. Ma anche per chi la pensa esattamente come il consigliere leghista il problema non è risolto. Il clochard continua a vivere come può sulle panchine e sotto i portici. Nessun può cancellarlo dal mondo (per fortuna), ma qualcuno potrebbe aiutarlo a vivere meglio.

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