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Battaglia Pd-Tursi sul flop della raccolta differenziata

Terrile: «Dovremmo essere oltre il 65%, invece nel 2020 eravamo al 35,43 ed è andata peggio che nel 2019». Per l’assessore Campora «Grazie al piano di investimenti da 70 milioni di euro raggiungeremo il l 65% entro il 2024. Dopo aver sanato il buco di bilancio da circa 160 milioni di euro ereditato su Amiu, una bomba ecologica come Scarpino innescata e il buio totale sulla strategia ambientale della nostra città», sottinteso: tutte eredità della sinistra

L’accusa

«A Genova la raccolta differenziata è ferma, nonostante le promesse del Sindaco – dicono al gruppo Pd del Consiglio comunale -. Nei primi quattro anni di amministrazione Bucci, la raccolta differenziata in Comune di Genova è aumentata dell’ 1,21%, passando dal 34,22% del 2017 al 35,43% del 2020. Nel 2020 abbiamo perfino fatto peggio del 2019. Il piano industriale del 2018 di AMIU prevedeva il raggiungimento del 65% entro il 2020. I dati certificano un disastro, che smentisce le previsioni generose della Giunta e di AMIU evidentemente fondate su un ottimismo di maniera, e che interroga sull’efficacia delle costose campagne di comunicazione di AMIU, arrivata perfino ad acquistare e regalare biglietti di Euroflora. Mentre in Italia la media è maggiore di oltre 20 punti percentuali, e a Milano supera il 60%, ogni anno il Comune di Genova è costretta a pagare a Regione Liguria l’ecotassa per il mancato raggiungimento del limite di legge».

«La distanza tra le promesse e i risultati è siderale – dichiara il capogruppo Alessandro Terrile che ha discusso un’interrogazione sul tema oggi in Consiglio Comunale – L’incapacità di gestire i rifiuti è evidente nella quotidianità, è testimoniata dai numeri di Regione Liguria, e costa carissimo ai cittadini genovesi, costretti a pagare quest’anno l’ecotassa record di 778.767 Euro. Denari che avrebbero potuto essere spesi per servizi ai cittadini, e invece serviranno a pagare le multe per il mancato rispetto delle promesse della Giunta Bucci”.

La difesa

«La raccolta differenziata a Genova sta crescendo e l’obiettivo che raggiungeremo, grazie al piano di investimenti da 70 milioni di euro, è il 65% entro il 2024 – risponde l’assessore all’Ambiente Matteo Campora -. Finalmente siamo sulla rotta giusta per centrare il risultato, dopo aver sanato il buco di bilancio da circa 160 milioni di euro ereditato su Amiu, una bomba ecologica come Scarpino innescata e il buio totale sulla strategia ambientale della nostra città. Dopo 4 anni di duro lavoro, oggi vediamo la luce in fondo al tunnel con dati che ci dicono che abbiamo intrapreso con Amiu un percorso virtuoso. Con il nuovo contratto di servizio e un solido business plan aziendale, che ne ha determinato la ristrutturazione, abbiamo gettato le basi per aumentare, anno dopo anno, la raccolta differenziata: oggi superiamo il 38,5% e prevediamo di chiudere l’anno alla soglia del 40% grazie anche alle massicce campagne di sensibilizzazione. Ricordo che Legambiente ha conferito al Comune di Genova, nell’ambito dei Comuni ricicloni, la scorsa estate, il premio per il progetto PlasTiPremia sul riciclo della plastica. Siamo primi in Italia per ecocompattatori, abbiamo portato su 47 piazze genovesi gli ecovan per la raccolta degli ingombranti, allargando il progetto anche al Centro storico per la prima volta, una zona dove la differenziata arriva a percentuali record del 55% grazie anche all’implementazione degli ecopunti ad accesso controllato. I fatti parlano chiaro e probabilmente danno fastidio a chi fino a ieri è riuscito solo ad accumulare debiti e rifiuti sulle spalle dei genovesi. Citare dati fuorvianti, riferiti al periodo della pandemia quando la raccolta differenziata ha avuto un fisiologico calo vista la chiusura forzata di moltissime attività, è indicativo del mondo di operare di una certa parte politica, abituata a guardare il dito anziché la luna».

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