Ddl Zan fermato al Senato dal fuoco amico. La proposta di legge contro l’omofobia potrebbe essere archiviata

Lega e Fdi chiedono il voto segreto e lo ottengono dalla presidente Maria Elisabetta Casellati che da l’ok alla cosiddetta “tagliola”. Ora il disegno di legge potrebbe non essere mai più esaminato. Ben 32 i senatori assenti

La richiesta di mettere ai voti la “tagliola” (cioè la sospensione della discussione) è stata presentata di Roberto Calderoli (Lega) e Ignazio La Russa (Fdi) secondo l’articolo 96 del regolamento del senato, articolo che lascia discrezione al presidente sulla richiesta di voto segreto. Piero Grasso non l’aveva mai avallata. Casellati, invece, la manda avanti e il “fuoco amico” nel centrosinistra impallina la discussione sul disegno di legge che era stato approvato già mesi fa alla Camera.

«Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare» ha commentato su Twitter Alessandro Zan, il deputato Pd promotore e firmatario del ddl contro l’omotransfobia.

A favore della “tagliola” hanno votato 154 senatori, i 131 contrari, gli astenuti 2, un presente non votante.

«I sette senatori di Idea Cambiamo voteranno a favore del non passaggio agli articoli» aveva annuncia Gaetano Quagliariello aveva annunciato in aula nel corso delle dichiarazioni di voto

Parecchi i senatori assenti: ben 16 su 49 nel gruppo misto. Assenti anche 4 parlamentari del M5s su 74, 2 della Lega su 64, 3 di Forza Italia su 50, 2 del Pd su 38, 4 di Italia viva su 16 e uno del gruppo delle Autonomie.

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