2022, Genova e il Barocco. Tra le iniziative anche una mostra dedicata a Rubens

Sarà un anno intenso sul filo conduttore del movimento estetico, ideologico e culturale sorto in Italia tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Comincerà con le mostre gemelle “Superbo Barocco” alle Scuderie del Quirinale a Roma e a Genova, continuerà con due edizioni dei Rolli dedicati a Rubens e terminerà con questa mostra che parte del libro scritto dall’artista. Bucci: «Non sarà solo solo una mostra di quadri ma coinvolgerà l’architettura, i palazzi, il modo di vivere». A quell’epoca, la nostra era una delle città più importanti del mondo. Il Sindaco: «Chi l’ha detto che non possiamo tornare a quei livelli?»

Il sindaco Marco Bucci ha spiegato che la mostra “Superbo Barocco” (curatori: Jonathan Bober della National Gallery of Art di Washington, Piero Boccardo e Franco Boggero) avrà bigliettazione congiunta: lo stesso biglietto varrà per le Scuderie del Quirinale e per Genova. Il Sindaco ha poi rilanciato il tema dei Rolli Days legati a Rubens, per visitare i palazzi che l’artista ha raccontato nel suo libro e rappresentano l’ambiente dove lui ha lavorato. «Tutti insieme abbiamo lavorato per il 2022-2023 – ha aggiunto -. Non solo per la mostra dei quadri, ma per tutta l’organizzazione che permetterà di mostrare palazzi, architettura, modo di vivere di quel tempo. Vogliamo far venire l’acquolina per la città ai genovesi e ai non genovesi. Chi l’ha detto che Genova non può tornare ai livelli di quei tempi? Abbiamo da investire 5 miliardi, 7 col Recovery plan, per generare una ricaduta su tutto il territorio e tutti i cittadini. C’è la voglia di avere una grande città. Ho frequentato il Classico al Liceo D’Oria: nessuno, nei 3 anni in cui ho studiato Storia dell’Arte, mi ha mai parlato di un libro in cui Rubens descrive Genova. Le nostre scuole devono cominciare a farlo. Io l’ho scoperto 3 anni fa»

«La mostra Rubens e i palazzi di Genova va a incrementare l’offerta culturale di alto livello della nostra città, in un contenitore esclusivo come Palazzo Ducale – aggiunge Bucci –. La collezione presentata ci restituisce la visione di una città Superba, nel periodo del suo massimo sviluppo. Sta a noi moderni spettatori imparare da quelle immagini, comprendere la storia, farci conquistare da quelle atmosfere e trasportare quella stessa vivacità culturale ed economica nella Genova odierna. La mostra sarà un importante tassello di uno straordinario mosaico di offerta culturale che Genova sta preparando in vista del 2022, augurandoci che il prossimo sia un anno senza più limitazioni dovute alla pandemia». 

«Dopo un periodo molto difficile e doloroso – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – ci stiamo finalmente lasciando alle spalle l’emergenza sanitaria, grazie alla grande adesione dei cittadini alla campagna vaccinale contro il Covid. La presentazione di questa straordinaria mostra, che Palazzo Ducale ospiterà tra meno di un anno, è un segnale tangibile della ripartenza: oggi infatti possiamo guardare con fiducia al futuro, alle sfide e alle grandi opportunità che abbiamo davanti. In questa direzione la Liguria e Genova stanno dimostrando grande vitalità, energia e voglia di tornare a far vivere anche i nostri teatri, musei e luoghi di cultura, finalmente riaperti al 100%». 

«La mostra dedicata a Rubens, che si svolgerà tra ottobre 2022 e gennaio 2023, sarà un grande evento culturale tra quelli che si svolgeranno nel corso dell’anno, che sarà un anno importante per la cultura, ricco di grandi eventi culturali e grandi mostre che avranno come filo conduttore il Barocco – ha detto, stamattina, l’assessore alla Cultura Barbara Grosso -. Ci saranno le grandi mostre dedicate al Barocco alle scuderie del Quirinale e a Genova. A maggio e ottobre i Rolli Days dedicati a Rubens e le iniziative termineranno con la strepitosa mostra dedicata a questo pittore a Genova. Mi piace raccontare il legame tra tutti gli enti culturali cittadini, nazionali e internazionali che lavorano a questa iniziativa. Credo che sia un messaggio importante raccontare la progettazione e il lavoro di squadra per giungere al risultato. Ringrazio i curatori, le persone che lavorano nell’assessorato alla cultura, Palazzo Ducale e tutti coloro che ci stanno aiutando a costruire un anno in cui Genova sarà capitale degli eventi culturali»

L’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo ha spiegato che il progetto «Coinvolge tutta la regione e le istituzioni culturali del territorio» e viene portato avanti dalla Regione «Con il Sindaco e palazzo Ducale».
«La forza del progetto – ha dichiarato – è il coinvolgimento di tutti. La Regione ci sarà per i restauri necessari alle opere. Uno degli obiettivi è rendere qualcosa di restaurato alla città». Perché torna Rubens? «È un messaggio per le nuove generazioni che quella mostra non avevano potuto assaporarla».

Per quanto riguarda la mostra dedicata a Rubens, si parte da un libro, “Palazzi di Genova”, pubblicato ad Anversa nel 1622. Si tratta di una antologia delle più belle case della città di Genova, allora conosciuta come la “Superba”. Pittore di corte di Vincenzo I Gonzaga all’inizio del XVII secolo, Rubens approfitta probabilmente di un soggiorno estivo nel 1607, dal duca, per disegnare (o comprare) i piani e le facciate dei vari palazzi che erano lo splendore architettonico della città di Genova in questa epoca.

«Palazzo Ducale crede non tanto nelle “grandi mostre” quanto nelle “mostre grandi” – sottolinea il presidente di Fondazione per la Cultura Luca Bizzarri – che non siano, cioè, limitate a un singolo luogo o a una singola disciplina, ma si amplino verso la città, la regione, il singolo visitatore. È quindi fonte di grande soddisfazione annunciare che il 2022 sarà per Palazzo Ducale un anno di “mostre grandi” fondate sulla rete tra studiosi, istituzioni, tecnici, amministrazioni e privati, all’insegna dei contenuti e della qualità. La mostra di Rubens è un caso esemplare: non solo offre un percorso straordinariamente completo e articolato, ma permette di aprire molteplici finestre di narrazione e accessibilità, da sempre punto di forza di Palazzo Ducale; che non mancherà di proporre un programma di eventi – laboratori didattici, conferenze, convegni, presentazioni di volumi – che ci auguriamo possa rendere particolarmente vivo il panorama culturale della nostra città».

Si tratta di «Un progetto di comunità – ha detto Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Ducale dove si svolgerà la mostra -, un progetto partecipato a cui chiediamo a tutti di rispondere. Il Ducale ha il ruolo di fare sintesi e di essere a servizio di questo progetto con professionalità e risorse».

Collabora anche Electa. La coordinatrice delle mostre dell’azienda, Chiara Giudice, ha ricordato in conferenza stampa come «Il 17% del Pil del paese» derivi dalla «fruizione del patrimonio culturale e dai servizi collegati».


Palazzo Ducale di Genova ospiterà, dunque, dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023, una straordinaria esposizione per raccontare la grandezza del massimo pittore barocco di sempre Peter Paul Rubens e il suo rapporto con la città.

La mostra è prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura ed Electa, e nasce in occasione del quarto centenario della pubblicazione ad Anversa del celebre volume di Pietro Paolo Rubens, Palazzi di Genova (1622).

La curatela è di Nils Büttner, docente della Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart nonché nuovo Chairman del Centrum Rubenianum di Anversa, e di Anna Orlandoindependent scholar genovese, co-curatrice della mostra L’Età di Rubens tenutasi a Palazzo Ducale nel 2004.

Una delle curatrici della mostra, Anna Orlando, ha spiegato che quello dedicato a Rubens è «Un progetto fortemente condiviso» e che esiste anche un progetto di rete a cui per ora aderiscono 25 realtà pubbliche e private, tra cui la città di Anversa. Parteciperanno la Fondazione Carlo Felice che studierà programma ad hoc, la diocesi con la Chiesa del Gesù e il Museo Diocesano, la Meridiana con una mostra pensata da Lauro Magnani, l’Accademia Ligustica. Perché ancora su Rubens dopo la mostra a lui dedicata nel 2004? «È un progetto scientifico che si arricchisce di anno in anno con nuove scoperte – ha proseguito Orlando -. Il numero di Rubens mai stato così alto dal ‘700, da quando le famiglie hanno cominciato ad alienare i quadri. Rubens inventa il Barocco a Genova».

Rubens soggiornò in diverse occasioni a Genova tra il 1600 e il 1607, visitandola anche al seguito del Duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga, presso cui ricopriva il ruolo di pittore di corte. Ebbe così modo di intrattenere rapporti diretti e in alcuni casi molto stretti con i più ricchi e influenti aristocratici dell’oligarchia cittadina.

In mostra sono presentate oltre 150 opere, tra le quali hanno il ruolo di protagonisti circa venti Rubens provenienti da musei e collezioni europee e italiane, che si sommano a quelli presenti in città.

A partire da questo nucleo rubensiano, il racconto di quello che fu il contesto culturale e artistico della città nell’epoca del suo maggiore splendore viene completato attraverso i dipinti degli autori che Rubens per certo vide e studiò (Tintoretto e Luca Cambiaso); che incontrò in Italia e in particolare a Genova durante il suo soggiorno (Frans Pourbus il Giovane, Sofonisba Anguissola e Bernardo Castello), o con cui collaborò (Jan Wildens e Frans Snyders).

Disegni, incisioni, arazzi, arredi, volumi antichi, perfino abiti, accessori femminili e gioielli consentono di celebrare la grandiosità di una capitale artistica visitata da uno dei maggiori artisti di tutti i tempi e confermano quell’appellativo di Superba che fu dato a Genova.

Con Rubens e attraverso ciò che vide e conobbe, con testimoni d’eccezione quali sono le opere d’arte e grazie a un allestimento suggestivo e coinvolgente, viene raccontata la storia della Repubblica di Genova all’apice della sua potenza quando, all’inizio del Seicento, conobbe un periodo di singolare vivacità non soltanto economica e finanziaria, ma anche culturale e artistica.

Tra le opere che tornano a Genova, città per cui il genio barocco le creò eseguendole per i più ricchi tra i genovesi di allora, si possono menzionare il Ritratto di Dama del Faringdon Collection Trust, eccezionalmente staccata dalle pareti della meravigliosa dimora di Buscot Park nell’Oxfordshire in Inghilterra: una dama finora senza nome, che grazie agli studi in preparazione della mostra è ora riconoscibile nella genovese Violante Maria Spinola Serra.

Tra gli altri “ritorni a casa”, anche il San Sebastiano di collezione privata europea recentemente ritrovato, già parte della collezione di Carlo Filippo Antonio Spinola marchese de Los Balbases.

È inoltre esposto per la prima vota in Italia il giovanile Autoritratto, con un Rubens all’incirca ventisettenne, che un collezionista privato ha offerto come prestito a lungo termine alla Rubenshuis di Anversa e che eccezionalmente torna nel Paese dove fu eseguito, intorno al 1604.

Alla base del progetto vi è un lungo percorso di studi e approfondimenti scientifici da parte dei curatori, nonché il supporto di un prestigioso comitato scientifico onorario internazionale, composto dai massimi conoscitori della materia. Oltre a loro, un consistente numero di studiosi di diversi Paesi e istituzioni partecipa con specifici contributi in catalogo (edito da Electa).

La mostra gode della collaborazione della Città di Anversa e del Centrum Rubenianum di Anversa, del Consolato Onorario del Belgio a Genova e di Camera di Commercio di Genova. Il Comune sta lavorando ad attivare altre partnership istituzionali con altri enti e città italiani ed europei.

L’appuntamento espositivo di Palazzo Ducale è l’occasione per attivare una rete culturale di grande rilievo, dal titolo Rubens 22. A Network ideato e curato da Anna Orlando. All’insegna di Rubens e del suo speciale rapporto con la città sono coinvolte oltre 25 realtà pubbliche e private, dai Musei di Strada Nuova al Museo Diocesano, dall’Accademia Ligustica di Belle Arti a Palazzo della Meridiana, dall’Università degli Studi di Genova alla Fondazione Teatro Carlo Felice e al Conservatorio Nicolò Paganini, insieme all’Arcidiocesi e a molti altri. Si tratta di una fitta rete di collaborazioni, focus conoscitivi, appuntamenti culturali, aperture straordinarie, eventi collaterali e ulteriori progetti espositivi.

In città, inoltre, il visitatore potrà seguire un vero e proprio itinerario rubensiano alla scoperta dei capolavori nelle loro sedi permanenti, come le due pale d’altare della Chiesa del Gesù – La Circoncisione del 1605 e I miracoli del beato Ignazio di Loyola del 1621 – a pochi passi da Palazzo Ducale, tuttora collocate sugli altari d’origine. E ancora, lo spettacolare Ritratto di Gio. Carlo Doria a cavallo della Galleria Nazionale della Liguria a Palazzo Spinola, uno delle più monumentali effigi celebrative dell’Età Barocca. L’itinerario in città sarà segnalato con veri e propri focus, a completamento del racconto narrato dalla mostra di Palazzo Ducale e toccherà anche i palazzi cinquecenteschi che Rubens certamente visitò, entrando in contatto diretto con i proprietari e riproducendoli poi nel suo celebre libro nelle due edizioni del 1622 e 1652, entrambe esposte in originale in mostra.

Nel quadro delle iniziative cittadine si segnala, nel giugno del 2023, la finale di Ocean Race, il maggior evento velistico internazionale che prenderà avvio da Alicante nel 2022. La città si prepara a questo importante appuntamento con una serie di eventi che presentano Genova al mondo. Rubens e i Palazzi di Genova e il progetto Rubens 22. A Network fanno parte del programma culturale di Ocean Race a Genova.

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