Regione, tamponi gratuiti per chi fa la prima dose fino all’ottenimento del green pass

Lo ha annunciato il presidente della Regione Giovanni Toti insieme ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Veirana, Maestripieri e Ghini

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha annunciato nel corso di una conferenza stampa questo pomeriggio, dopo essersi confrontati con Cgil, Cisl e Uil, di emettere un’ordinanza «che riteniamo sia opportuna agendo in modo coerente rispetto a quello che è l’obiettivo del provvedimento legislativo sui green pass e continuando a considerare il tampone uno strumento residuale salvo per chi non può vaccinarsi per ragione di salute. Tutti coloro che hanno fatto la prima dose di vaccino potranno fare il tampone gratuito fino a quando non comparirà il green pass sul loro telefonino».
Il presidente Toti ha ricordato che chi anche domattina farà la prima dose potrà ottenere, come sempre, il certificato dell’inoculazione col quale potrà accedere al tampone gratuito fino a quando non avrà ottenuto il green pass. «Questo non sconfessa la decisione gerarchica del provvedimento nazionale che vede i vaccini come modo di uscire dalla pandemia – ha spiegato Toti – e allo stesso tempo non carica a lungo le spese per i tamponi chi virtuosamente, più dell’80% degli italiani, ha deciso di vaccinarsi». In sostanza, si tratta di uno «scivolo morbido» per riuscire a gestire la situazione «non addebitando i tamponi per lungo tempo alla collettività dei contribuenti, di cui la maggioranza si è vaccinata».

Titi ha anche annunciato l’apertura prolungata degli hub vaccinali e dei centri tamponi «anche il sabato e la domenica». Gli orari saranno comunicati a breve.

Secondo Fulvia Veirana, segretario generale regionale della Cgil, il provvedimento della Regione «va oltre la normativa nazionale» nell’ottica di «Ripresa lavoro, tutela salute e dei posti di lavori».
«Crediamo sia necessario fare di tutto per estendere la capacità di fare tamponi, strumento efficace per garantire che non ci siano discriminazioni tra lavoratori».

Per Luca Maestripieri, segretario generale regionale della Cisl, il provvedimento è utile ad «attenuare momenti di stress nel ciclo di attività delle imprese» e, contemporaneamente è «una risposta incentivante per coloro che non erano convinti, ma si stanno spingendo verso la strada della vaccinazione».
«Fin dall’inizio abbiamo scelto una strada difficile, responsabile e chiara che è stata quella delle vaccinazione – ha ricordato Maestripieri -. Abbiamo detto subito che l’apertura degli hub e la vaccinazione di massa sono lo strumento per combattere la pandemia. Se le imprese sono aperte è anche per le responsabilità che il sindacato confederale si è assunto responsabilmente. Oggi, alla vigilia dell’obbligo del green pass obbligatorio da parte del Governo, registriamo la disponibilità della Regione ad adottare questa che risponde non certo alle esigenze di tutti, anche se il sindacato deve sempre più puntare a rappresentare i diritti di tutti, come ha sempre fatto, senza alimentare scontri come qualcuno ama fare. Noi siamo per tenere insieme il mondo del lavoro, per rappresentare tutti i lavoratori. Questa scelta viene incontro ai lavoratori. È una risposta economica per chi fa la scelta di vaccinarsi. È una risposta coerente e importante in una fase complicata».

Secondo Mario Ghini, segretario generale regionale della Uil, la decisione della Regione va a coprire «l’area grigia di quei lavoratori che intendono vaccinarsi».
«Per quanto ci riguarda – ha aggiunto Ghini – la partita non è chiusa. Cercheremo di spingere il governo e gli imprenditori perché mettano in campo un aiuto per evitare che il sistema industriale si blocchi».


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