Fiera di Sant’Agata, nessuno controlla il green pass ai varchi. A ricordare l’obbligo solo un cartello

Molti altri Comuni hanno deciso di cancellare le fiere per il rischio di assembramenti, l’assessore al Commercio Bordilli ha invece rivendicato la decisione di recuperarle nonostante la pandemia imponendo, come da normativa nazionale, obbligo di green pass e mascherina dove non c’è il distanziamento. Nessuno, però, stamattina controlla il possesso del certificato verde ai varchi e gli assembramenti sono già cominciati


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Il comunicato del Comune che qualche giorno fa annunciava lo svolgimento della fiera assicurando l’obbligo di green pass? Sembra fosse solo un paravento per fare comunque la manifestazione commerciale che richiama una grande mole di pubblico, a dispetto della pandemia. Perché stamattina non c’è nessuno a chiedere il green pass ai varchi e entra chi vuole, con o senza certificato verde. Ci sono anche parecchie persone senza mascherina. Insomma, è una fiera di Sant’Agata come tutte le altre, salvo che per i cartelli che indicano gli obblighi.

I “controlli a campione” promessi sono una foglia di fico perché di fatto alla fiera stanno entrando tutti e perché una manifestazione che vede normalmente la presenza di migliaia e miglia di persone è materialmente impossibile da controllare se non impedendo l’accesso ai varchi di chi non ha green pass.

L’articolo citato dice che «A far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all’articolo 9, comma 2, l’accesso a […] sagre e fiere, convegni e congressi di cui all’articolo 7».

L’articolo 7 dice che è «consentito dal 15 giugno 2021, in zona gialla, lo svolgimento di fiere in presenza, anche su aree pubbliche, nel rispetto di protocolli e linee guida […]

Le linee guida «possono prevedere che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19». E così è stato per la Fiera di Sant’Agata, solo che nessuno chiede i pass agli accessi.

Di fatto, l’accesso con certificato verde è affidato al buon senso dei frequentatori e non è una garanzia per chi pensasse di essere protetto dall’obbligo introdotto.

È presente la Polizia locale che controlla la regolarità commerciale e come sempre previene e interviene sull’abusivismo, ma impedire gli assembramenti davanti ai banchi in una manifestazione così grande non è realistico: ci vorrebbero centinaia di controllori. A verificare i certificati verdi ai varchi, invece, non c’è nessuno, anche perché sono decisamente troppi. Controllare l’intera fiera per quanto riguarda l’uso delle mascherine è, come è evidente, materialmente impossibile.

«L’accesso alle attività sarà consentito solo con il green pass, obbligo che sarà segnalato da apposita cartellonistica. L’utilizzo della mascherina, inoltre, sarà obbligatorio laddove non sarà possibile mantenere il distanziamento previsto dalle norme anti-Covid» recitava il comunicato del Comune. Come pensassero di fermare quelli che abitano nei palazzi all’interno della fiera, devono poter entrare e uscire dai palazzi e hanno tutto il diritto di legge di non avere il green pass non è chiaro a chi ragiona con semplice buonsenso.

Inoltre i varchi della fiera sono decisamente troppi per poter essere controllati tutti: ci vorrebbe una mole di personale enorme per una spesa pubblica ingentissima. Quello che si sa è che molti dei volontari di Protezione civile hanno dato picche alla richiesta del comune di passare una domenica a lavorare per una cosa che è squisitamente commerciale e non è questione da protezione civile intesa come calamità e anche perché sono stati “convocati” soltanto ieri sera anche se si sa da giorni che la fiera sarebbe stata allestita. Hanno lavorato per giorni nel fango degli allagamenti e delle frane dello scorso fine settimana e di fare i portieri per conto degli ambulanti non ne hanno proprio voglia.

Nemmeno si può pretende che la Polizia locale si metta a fare il buttafuori a tutti i varchi di una fiera (sarebbe una spesa pubblica ingente e ingiustificata e un compito non proprio), un’iniziativa commerciale che, come ricorda lo stesso assessore, altri comuni hanno deciso di cancellare proprio perché ad alto rischio assembramento in pandemia.

«Il piano di recupero delle fiere che il Covid ha costretto a rimandare – aveva detto l’assessore al Commercio Paola Bordilli –. E ci tengo a sottolineare che il comune di Genova, contrariamente ad altri comuni che hanno deciso di cancellarle, ha deciso di lavorare per rimandarle e consentire lo svolgimento di queste fiere che sono davvero molto sentite dalla popolazione. Abbiamo e stiamo lavorando anche per la salvaguardia del vantaggio economico degli operatori penalizzati dalla pandemia: sono orgogliosa del lavoro che gli uffici dell’assessorato hanno svolto di concerto con le associazioni di categoria degli ambulanti. Una collaborazione che il 24 ottobre ci consentirà di recuperare anche la Fiera di Santa Zita».

Per dimostrare che si potesse fare, contrariamente a quanto asserito da moltissimi altri comuni, era stato introdotto l’obbligo di green pass, che però, come abbiamo verificato stamane, non viene fatto rispettare ai varchi. Quindi chi pensa di entrare alla fiera tutelato dall’obbligo di green pass sappia che nei fatti questo non avviene.

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