13ª edizione del Festival teatrale dell’Acquadotto tra Valbisagno e Valle Scrivia

Tra Liguria e Piemonte, dal 18 giugno al 31 luglio 2021. Il programma

Alla sorgente delle storie, tra Val Bisagno e Valle Scrivia, tra Liguria e Piemonte: per la sua tredicesima edizione il Festival Teatrale dell’Acquedotto raddoppia, riportando nei luoghi e nelle strade della Val Bisagno il respiro del Teatro e della Cultura, ma allargando geograficamente la sua presenza, con la prima edizione del Festival delle Valli dello Scrivia che legherà Liguria e Piemonte in un viaggio dal sapore di rinascita e cambiamento.

Dopo il blocco di quasi un anno delle attività teatrali, nonostante le tante criticità legate alla pandemia, quindi, il Festival si rinnova ancora una volta, per continuare a valorizzare i territorio di due grandi valli, raccontandone le storie. Un’occasione per ricominciare a fare Teatro, a fare cultura come promozione sociale, come ricerca di una crescita individuale e collettiva di queste comunità.

«Ripartiamo e rilanciamo – spiega Mirco Bonomi, direttore artistico del Teatro dell’Ortica – cercando sempre di più di coinvolgere altre realtà teatrali anche diverse, senza però abbandonare l’identità di un festival che si conferma essere l’evento culturale più importante della Val Bisagno». Ed è per questo che anche per questa tredicesima edizione è confermata la sua tradizionale formula a quattro sezioni: gli spettacoli serali, l’Acquedottino dei bambini con spettacoli pomeridiani dedicati ai più piccoli, le stondaiate e gli incontri tematici. «Un tentativo che si rinnova quello di dare spazio alla cultura in senso lato degli spazi che attraversa – sottolinea Bonomi – simbolicamente il primo evento vero e proprio del festival sarà un incontro, quello dl 1 luglio, dedicato al Cinema Nazionale di Molassana, ovvero quello luogo simbolo della vallata che stiamo cercando di recuperare insieme alle realtà del territorio, per far si che ritorni ad essere ‘roba nostra’, a portata della collettività».

«Ci sarà emozione a tornare davanti al pubblico dopo un anno di stop – aggiunge Mauro Pirovano direttore artistico del Festival dell’Acquedotto – e arrivare nonostante tutto alla 13 edizione è sicuramente un segnale importante. Anche quest’anno le stondaiate vogliono essere un modo per riscoprire le storie che hanno abitato e tutt’ora abitano in qualche modo i luoghi di questa valle – spiega Pirovano – il filo rosso che unirà questi appuntamenti è l’archeologia industriale, ovvero i luoghi del lavoro della Val Bisagno: andremo dentro Iren, dove si lavorava il carbone, andremo nella fornace del rio Torbido e alla Canova, a riscoprire e rivivere il passato, come al solito tra il serio e il faceto. Oltre a Cambri e Morando, ci saranno anche il violinista Fabio Viale, con le incursioni di Giannini e Danei».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: